CONTE IN PARLAMENTO: “MISURE PROPORZIONALI AI TERRITORI ED ALLA  GRAVITA’, NO AL LOCKDOWN GENERALE”

CONTE IN PARLAMENTO: “MISURE PROPORZIONALI AI TERRITORI ED ALLA GRAVITA’, NO AL LOCKDOWN GENERALE”

2 Novembre 2020 0 Di Delfino Sgrosso

È atteso per la giornata di domani la firma sul nuovo DPCM da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il decreto terrà conto dei rilievi e delle osservazioni che emergeranno da Camera e Senato nel corso del dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio che sono in corso. Nel corso della sua relazione il premier Conte ha evidenziato come esista la possibilità che 15 Regioni superino le soglie critiche in terapia intensiva nel prossimo mese per cui si rende necessario un nuovo intervento.

Le misure, che saranno pubblicate domani al termine del dibattito parlamentare, introdurranno un sistema di restrizioni differenziato a seconda delle criticità delle varie zone del Paese. Non il lockdown generalizzato di Marzo, dunque, ma un piano che terrà conto dell’indice Rt dei territori insieme ad altri 20 parametri tecnico scientifici. Gli interventi saranno automatici e cosiddetti “ad altalena”, cioè in grado di seguire le situazioni contingenti dei vari territori.

Verrà individuato un “coefficiente di rischio”, basato su tre aree e tre diversi scenari, cui corrisponderanno misure via via più restrittive. L’inserimento della Regione in una delle tre aree avverrà con un’ordinanza del Ministero della Salute.

A livello nazionale, inoltre, saranno introdotte alcune misure di mitigazione quali chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, ad eccezione di spazi di vendita alimentari, farmacie, edicole e tabaccai, chiusura oltre che delle sale giochi anche dei corner di scommesse e videogiochi ovunque si trovino, chiusura di musei e mostre, riduzione del 50% della capienza dei mezzi di trasporto pubblico locale, introduzione di limitazioni agli spostamenti tra regioni salvo ragioni di necessità.

Previsti anche limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda anche se non è stato reso noto l’orario, ancora oggetto di confronto tra le forze della maggioranza e le Regioni, sempre al netto delle situazioni di necessità. Due le ipotesi, 18, come richiesto da Conte, o 21, come richiesto da alcune Regioni. Infine è stata prevista la possibilità di un passaggio integrale della didattica a distanza.

Insieme a queste misure dovrebbero arrivare anche dei ristori per le attività commerciali costrette a chiudere. In ogni caso, tra gli altri, saranno gli indici Rt a farla da padrone, con misure via via più severe nelle Regioni con indice di contagio superiore ad 1,5.

Secondo il report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, nello scenario 4, con rischio alto, ci sono Lombardia, Piemonte e Calabria, con un indice Rt rispettivamente pari a 2,01, 1,99, 1,84. Sempre nello scenario 4, ma con rischio moderato, troviamo Molise, il cui Rt è pari a 2,01, la provincia autonoma di Bolzano a 1,92, Emilia Romagna a 1,6, la provincia autonoma di Trento ad 1,56.

Seguono le regioni inquadrate nello scenario 3, nelle quali ci sono, con rischio alto, Puglia a 1,47, Sicilia a 1,38, Toscana a 1,19 e con rischio moderato Friuli Venezia Giulia con 1,47, Umbria con 1,45, Lazio con 1,43, Marche con 1,35 e Campania con 1,29. Ricordiamo che l’Rt, o indice di contagio, è una misura della diffusione e della potenza dell’infezione. Un Rt pari a due, per esempio, vuol dire che ogni contagiato è in grado di infettare due persone e che dunque il virus circola con grande diffusione e forza.