CONTAGI IN LIEVE DISCESA IN CAMPANIA, MA NELLA NOSTRA REGIONE SI STENTA A GUARIRE

CONTAGI IN LIEVE DISCESA IN CAMPANIA, MA NELLA NOSTRA REGIONE SI STENTA A GUARIRE

17 Settembre 2020 0 Di Delfino Sgrosso

Dopo qualche giorno di continua ascesa, diminuiscono leggermente i contagi in Campania. 186 i nuovi casi a fronte di 6072 temponi effettuati, il che restituisce un’incidenza percentuale poco superiore al 3%. Il dato resta comunque piuttosto alto se confrontato con quello nazionale: 1452 positività a fronte di oltre 100mila tamponi, che portano l’indice a nazionale all’1,4%, uno dei migliori dati delle ultime settimane e meno della metà di quello Campano.

D’altronde, con i 186 casi di ieri, la nostra Regione ha avuto il triste primato in quanto ad incremento assoluto di contagi, seguita dal Lazio a quota 165 e dalla Lombardia a 159. Resta oggettivamente preoccupante anche la statistica sui ricoveri, che vede la Campania al secondo posto, dopo il Lazio, con 301 degenti, e quella sui guariti, dalla quale si evince che nella nostra Regione si stenta a guarire.

La Campania è infatti la penultima regione per guariti in rapporto ai casi riscontrati, con un misero 51% migliore solo del 45% della Sardegna, sui cui pesa però l’estate per dir così “leggera” di molti nostri connazionali. La nostra regione è insomma ancora nell’occhio del ciclone e l’Irpinia purtroppo non è da meno.

Ieri ancora cinque contagi, tutti di rientro, di cui tre nel capoluogo, come evidenziato dal bollettino diramato dall’Asl. Segno evidente che il contagio è ancora in circolazione e che non bisogna assolutamente abbassare la guardia nei confronti di un virus che conosciamo senz’altro meglio ma che non è ancora stato debellato.

A confortare c’è comunque un altro dato: la mortalità del virus tra i pazienti ricoverati, i più gravi, è letteralmente crollata, dal 28,9 % di Marzo/Aprile al 5% circa di Luglio ed Agosto. Le motivazioni possono essere davvero tante: dall’età media dei casi più bassa (34 anni contro gli oltre 60 di inizio epidemia), agli ospedali non sotto stress che garantiscono ricoveri tempestivi ai pazienti, da trattamenti che cominciano più rapidamente alle conoscenze sulle cure più avanzate.

In ogni caso il Ministero della Salute raccomanda il vaccino contro l’influenza per over 65 e categorie a rischio. E’ chiaro che la Covid e l’influenza sono due cose molto diverse, con la prima circa 10 volte più letale della seconda ma il vaccino antinfluenzale consente di non confondere i sintomi: se si è vaccinati e si ha la febbre si deve correre a fare il tampone.