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ELISEO. VOTATA LA FONDAZIONE , SI CERCA LA PARTECIPAZIONE

Presto il Comune tornerà in possesso dell’ex Gil. Non appena la Regione avrà approvato le nuove planimetrie dopo i lavori svolti. Poi si proverà ad aprire le porte di un luogo simbolo, di Cultura per Avellino in un passato ormai remoto, di spreco e degrado nel passato più recent. La maggioranza non trova l’unanimità da più parti invocata in aula . Con 16 voti la decisione assunta è l’istituzione di una Fondazione di Partecipazione. Pubblico e privato insieme . Sarà un notaio a scrivere con quali regole . Vi rimandiamo al dibattito monotematico per gli approfondimenti. Dal punto di vista  politico non mancano mai i mal di pancia in maggioranza , tanto più che le prossime comunali si avvicinano.

21-01. Chiesta la verifica del numero legale, servono 11 presenti, la maggioranza non riesce a garantirli, la seduta è sospesa. Riprende per la discussione delle mozioni festa di cui vi daremo conto nelle prossime edizioni dei nostri Tg .

Con 16 voti favorevoli e 6 contrari la delibera è approvata. Il futuro dell’ex Gil si chiama Fondazione di Partecipazione .

20.46 – Melillo Gerardo. Avrei previsto che il Consiglio indicasse la via maestra. Il luogo vive una condizione indecorosa. Voterò contro perché da quest’aula doveva uscire un’unica voce. Voterò contro.

20.45 Percopo. Manca un piano finanziario e delle funzioni della gestione. La delibera 80 non si supera se non con un voto unanime.

20.45 – Giacobbe. Avremmo potuto fare meglio, ma abbiamo concluso un iter. Il PD voterà favorevolmente.

21.42 – Giordano.  Siete riusciti , anche sull’ex Eliseo , a dividere il consiglio solo per mettere una bandierina, ad accontentare amichetti e clienti.

20.41 –  Matetich: Sono già stata chiara nel mio intervento,  ho sentito troppe volte utilizzare il termine mediazione e voglio ricordare al l’assessore che qui non siamo in un’aula di tribunale. Sarà voto contrario.

20.34 – Bilotta su dichiarazione di voto. Dal momento che l’aula è concorde a voler trovare una soluzione comune si rinvii la decisione. Altrimenti ci asterremo . Votare qualcosa che non avrà effetti perché subordinata ad altra vicenda mi sembra una cosa al limite della sopportazione.

20.25 –  Gambardella .  Oggi inizia un percorso. La Fondazione di Verona, con tutto il rispetto, è molto più solida nel bene storico monumentale rispetto al nostro ( risposta a Bilotta). Diverse esperienze di fondazione di partecipazione nate su basi economiche fragili possono naufragare (esempio Ischia). Volgiamo mettere in piedi qualcosa che possa funzionare nel tempo . Dovremo confrontarci poi con la Prefettura che dovrà dare il via libera. Noi dobbiamo aprire quella struttura , è così , basta umiliazioni, e per partire bisogna creare quei pesi e contrappesi che abbiamo provato a trasferire nella delibera che proponiamo. Sui tempi ci sono esigenze diverse. Non cerco alibi o scuse, abbiamo dovuto combattere con la democrazia. Abbiamo rischiato una denuncia per stalking dai dipendenti della Regione.

20.16 – Grella (Pd ). Prendo la parola sull’ex Gil per la decima volta in questa consiliatura. Ringrazio l’assessore per la sintesi alle caotiche sollecitazioni che arrivano dalla maggioranza. L’amministrazione ha investito risorse su quella struttura che si trovava in condizioni disastrate e questa è stata una scelta ideologica e di priorità . “Il meglio è nemico del bene” diceva Voltaire,  quella individuata è una buona mediazione. La struttura sarà vincolata alla delibera 80, non si può stravolgere la destinazione dell’immobile. Stasera costruiamo una cornice di un mosaico le cui tessere dovremo mettere insieme. Un appello a coinvolgere fatto dal consigliere Festa è tutto dire.

20.07 – Bilotta (Udc). L’argomento non è stato approfondito, questa è la mia impressione. La Fondazione deve essere partecipata dal Consiglio e dai cittadini. Ma ciò non è stato. Fondazione di partecipazione è l’Arena di Verona che coinvolge enti e istituzioni pubbliche e private. Non si può demandare l’istituto ad un atto notarile. Sarebbe un involucro che non serve a niente.

19.55 – Festa (Pd). Stasera poteva essere una bella pagina, ma immaginare che si possa decidere dell’ex Eliseo in queste condizioni mi sembra per lo meno offensivo. In questa atmosfera , con questo scenario politico immaginare del futuro dell’Eliseo è un errore. Otto mesi fa avevamo proposto la istituzione della Fondazione. Ma in questo contesto c’è poco da gioire. Vogliamo lasciare in eredità alla Città una scelta condivisa ? La forma è sostanza. Si convochi un Consiglio con al primo punto all’ordine del giorno queste Determinazioni. A meno che il Comune non voglia investire gli euro sufficienti a tenere in vita la struttura , bisogna discutere di come gestirla. È una struttura che costerà , noi rischiamo di fare un danno alla Città.

19.50 – Matetich (Democratici per Avellino). Era novembre 2016 e l’assessore s’impegnava a venire in aula con una proposta entro 20 giorni. Questa non è una questione tecnica ma culturale. In tutte le discussioni sull’ex Gil ci si è sempre richiamati alla delibera 80 del 2011 a proposito di Pica e funzioni di strutture pubbliche. Nell’attuale proposto si fa riferimento anche all’educazione musicale, credo ci sia il “Cimarosa”, leggendo mi sembra d’intravedere spazi per un piano di zona e altre finalità non contemplate. È aria fritta. Voterò contro.

19.31 – Giordano. Noi deliberiamo ora. Non si può deliberare a prescindere dalla condizioni reali. Il Comune non ha ancora avuto la forza, la ragione, vorrei dire la fortuna di concludere un iter, sulla proprietà , che dura da tempo. La sensazione è che questa sia solo una lavata di faccia e non una pietra miliare. Di fatto, i lavori sono stati fatti ma la struttura è chiusa ed è alla mercé di tutti nonostante le raccomandazioni. Deliberare una cosa non nostra è imbarazzante. L’assessore dovrà farsi carico di controllare. Mi sembra più che si agisca per fretta che per fare le cose. Apprezzo la rapidità , gli 8 mesi impiegati, non comprendo però se la relazione è frutto di un lavoro autonomo o per esempio se negli ultimi tempi avete incrociato i portatori d’interesse su questa materia. Un conto è creare un clima , altro è imporre una decisione. La premessa culturale mi preoccupa. Lei sostiene una cosa che non penso ci siano economisti pronti a sostenere, a proposito della crisi economica. Non è tanto il fatto che noi siamo tutti più ricchi e quindi i privati sono pronti ad investire, in realtà la crisi è stata talmente  violenta che i privati hanno acquistato settori pubblici deprivando lo Stato di un patrimonio. Oggi è la speculazione , non la ricchezza a far investire i privati. Oltre al bene, il Comune, quanto è disposto ad investire? Il privato può comprarselo l’Eliseo. Le associazioni sono una realtà fragile. Un’amministraizone pubblica che vuole sostenere i cittadini deve affiancarli, non dire vedetela voi. Io qui di concreto non vedo niente. Se non un consorzio per azioni. Ma non voglio essere ideologico. Il comune di Avellino non ce la fa. Ma non definisce una priorità . Si taglino sprechi . Ce ne sono ? Manifestazioni che non lasciano niente ad esempio. Quella potrebbe essere la miccia con cui un comune chiama imprenditori e cittadini ad unirsi. Non funziona l’assegnazione di spazi pubblici in maniera clientelare.

19.20 – Arace (Si può). Questa proposta ci vede molto distanti dalla nostra. È mancato lo sforzo di sintesi nel momento in cui neppure un punto della nostra proposta è stato accolto. Avremmo voluto che fosse riconosciuta la categoria giuridica del bene comune, a prescindere dal titolo di proprietà , ma in base a fruizione e gestione della struttura. Da questo principio sarebbe scaturita la gestione. La partecipazione civica non è esplicitata, si dà invece un mandato ad un notaio. Se noi non diamo prima al notaio gli indirizzi di partecipazione democratica c’è un rischio, ad esempio la quota minima per associarsi deve prevedere che possano aderire anche persone che non hanno capacità economica. Il deliberato non ci rassicura da uno Statuto verso cui non diamo indirizzo alcuno. Avevamo dato disponibilità ad una condivisione, ma prendiamo atto che il lavoro di sintesi non c’è stato.

19.10 – Nargi (Presidente della commissione cultura). Quella che era un’ipotesi si appresta a diventare realtà. Una pietra miliare sta per essere realmente posta per un polo culturale di Avellino e non solo. Merito del comitato Luce sull’Eliseo e del lavoro svolto dalla commissione. L’ex Gil sarà la casa stabile del Laceno d’oro. Coinvolgerà con creatività le associazioni. La Fondazione di partecipazione fa ricorso alla manifestazione d’interesse, così l’amministrazione potrà scegliere pubblico e privato interessati a creare il polo culturale. Ex Gil come bene comune che sarà controllato dall’assemblea degli associati, organo principe della futura gestione. Possono confluire persone fisiche e giuridiche, pubblico e privato. La Fondazione , nel campo culturale, è molto diffusa e garantisce : autonomia, efficienza e regime fiscale agevolato. Un momento dopo l’approvazione della delibera dovremo individuare il professionista – notaio che dovrà redigere lo Statuto sulla scorta del lavoro svolto dal Comitato Luce sull’Eliseo. Il Cinema Eliseo potrà così diventare elemento condiviso tra amministrazione e cittadini, privati ed associazioni. Nella delibera 80 del 2011 non era individuato il business plan, ma sarà realizzato , l’amministrazione inizialmente si farà carico dell’usufrutto per implementare il capitale della fondazione. Auspico la condivisione dell’intero consiglio alla delibera.

19.04 – Poppa. Preoccupato per i tempi e le sinergie, suggerirei di far sì che l’ex Gil possa essere gestito come centro sociale. La struttura va controllata e vigilata al 100% dal Comune di Avellino. Un buon modello è il Centro Sociale “Samantha della Porta” di cui sono stato presidente. Ci sono 20 associazioni presenti e ambienti, sale, che è possibile fittare di volta in volta. Credo che per la Fondazione non ci sia il tempo. Esorto tutti a riflettere sui rischi, l’amministrazione non deve andare a chiedere carità per quella struttura.

18.47 – Gambardella (assessore alla cultura). Da meridionale consentitemi di riservarmi, per motivi scaramantici , la data in cui il bene tornerà nella disponibilità del Comune di Avellino. Ma sarà a breve e vogliamo farci trovare pronti. L’idea di fondo è  di una fondazione di partecipazione economico-sociale, onlus senza scopo di lucro,  quale momento d’incontro di cittadini , imprese, competenze e infrastrutture . La dettagliata relazione illustra la Fondazione che prevede collaborazione pubblico-privato. Con privati ma anche con cittadini soci, spiega Gambardella. E poi gli esempi: un’attivitá commerciale può essere elevata a livello commerciale con gestione mirata degli introiti. Il ruolo chiave della Fondazione riguarderà lo Statuto. L’amministrazione avrà sempre il controllo. L’invito è ad abbandonare pregiudizi e diffidenze nei confronti del privato. L’obiettivo è la valorizzazione della sala cinematografica ed il coinvolgimento di associazioni eterogenee ma sinergizzabili.

18.36 – 21 presenti, seduta valida, inversione dell’ordine del giorno condivisa e apertura di dibattito dedicata alle determinazioni del Consiglio su Ex Gil Casa della Cultura cinematografica “Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio”.

Tre giorni di consiglio , in seconda convocazione, per discutere di ex Gil, verde pubblico, mercatino di Via Acciani e partecipate. Sono i principali argomenti all’ordine del giorno.

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