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IN CONSIGLIO COMUNALE MORTE DI ANGELO E IL CASO TEATRO

Nelle prossime edizioni dei nostri Tg gli approfondimenti sulla seduta odierna del consiglio comunale di Avellino. A seguire la cronaca dei lavori con ampia sintesi degli interventi . Sul caso teatro duro botta e risposta tra maggioranza e opposizioni dopo la relazione del super consulente Terracciano che ha ribadito irregolarità nella gestione di quello che – secondo l’esperto – sarebbe stato un buon teatro privato mentre non avrebbe rispettato la legge , essendo una istituzione comunale, che imponeva trasparenza e rigore contabile.

Sulla morte di Angelo Lanzaro nell’ex mercatone le opposizioni hanno chiesto le dimissioni dell’assessore Mele . L’interessato ha rinviato ogni altra considerazione al termine dell’indagine interna avviata dal sindaco Foti.

Questa la cronaca dei lavori . Vi rimandiamo ai nostri Tg per gli approfondimenti.

Il Consiglio comunale di Avellino si apre con un minuto di raccoglimento in memoria dell’avvocato Michele Sandulli sollecitato dal consigliere Giordano e condiviso dal sindaco Foti e dall’aula. Pronto ad accendersi il dibattito sulla gestione del teatro unico punto all’ordine del giorno.

In apertura dei lavori, il gruppo ‘Si Può’ chiede all’assessora alle politiche sociali Teresa Mele un’ informativa all’aula sulla morte di Angelo Lanzaro , senzatetto ritrovato privo di vita all’interno dell’ex Mercatone all’alba dell’epifania.

L’assessore Mele si limita a sottolineare che sul caso il sindaco ha avviato una indagine interna.

La consigliera Arace del gruppo d’oppisizione rilancia il tema delle dimissioni ”non per responsabilità personali” ma in virtù della carica , della funzione pubblica ricoperta ; ricorda, Arace, il piano di protezione civile comunale e le normative che avrebbero voluto si attivasse un monitoraggio dei senza fissa dimora nei giorni del grande freddo; la relazione , evidenzia altresì , il riconoscimento del diritto di domicilio dei senza fissa dimora al di là o meno di fogli di via citati dal l’assessore in ”deprecabili dichiarazioni rese alla stampa”. Arace si chiede infine, se il piano di zona sociale ‘ che con ben 9 persone all’attivo , non avendo incrociato queste persone in difficoltà sia efficace , così come le cooperative del piano collegate al comune : ”manca chi controlla?”.

La replica di Mele: “Il 5 gennaio ho chiesto alla cooperativa relazione dettagliata sull’operato in vista di rescissione di contratto , ancora non ho ricevuto risposta”.

Mozione d’ordine della consigliera Enza Ambrosone: “Inserire la discussione non all’ordine del giorno al primo punto del prossimo consiglio e parlare di teatro, chiedo di passare all’ordine del giorno “.

Giordano: “Di fronte a fatti così gravi ritengo non sia possibile comprimere la discussione”.

Seguono interventi dei consiglieri ;

Bilotta: ” Fredda ed arida informativa di Mele, non si tratta di trovare responsabili lo siamo tutti, chi amministra ha responsabilità maggiori . Questa politica non sta portando avanti il compito a cui è stata chiamata”

Spiezia : “Assessore, sapevate che c’erano quelle persone nel mercatone. Lo abbiamo appreso dai reportage di Ottavio Giordano già un anno fa. Avete chiuso le porte. Ha la faccia tosta a stare qui, al suo posto mi sarei dimessa. La maggioranza non si presenta neppure alle commissioni, le vostre preoccupazioni sono tutt’altre”.

Giordano : “Le sue parole e quelle del sindaco, assessore , mi hanno convinto a chiedere le dimissioni. Abbiamo speso 600mila euro in due anni per i  servizi sociali, non ce ne possiamo uscire con la letterina. In una notte che va a meno 7 gradi non possiamo tirare in mezzo la burocrazia per un povero cristo . Non c’era una cooperativa a cui chiedere portate un tè caldo o una coperta a quelle persone ? I servizi sociali lavorano per sè. Non ci sto alla logica siamo tutti colpevoli, voglio inseguire le responsabilità . Ce ne sono altri . Nella sede della Cgil dormono tra le 4 e le 6 persone, ringrazio pubblicamente il sindacato.  Io ho fatto l’assessore, ma se ci mandi quello in divisa a incontrare il bisogno sociale stai dicendo anche quello che vuoi fare tu a quella persona . Perché non mandiamo i servizi sociali ? Se tu approcci in senso burocratico le cose ci mandi i vigili, se ci metti passione e attenzione mandi gli operatori . A che servono i soldi pe  i servizi sociali ? Ve lo chiederemo euro per euro “.

Si apre il dibattito sul caso teatro.

Il consigliere Preziosi chiede di far parlare prima la dirigente Cortese.

Prima ancora è il sindaco Foti a relazionare :

” Commissariamento atto doveroso per situazione disastrosa ; si è operato senza possibilità di reperire atti per verificare la gestione contabile con creditori che bussavano alle porte . Dal 2013 al 2015 paralisi istituzionale del teatro per la mancata approvazione di documenti contabili . La ricostruzione di Terracciano – che ringrazio – ci consegna gli errori fatti , le gravi irregolarità: come irreperibilità di atti, la tenuta di una contabilità informatizzata , l’assenza di registri di cassa e l’impossibilità di capire i residui di cassa  , gravi irregolarità per la certificazioni e gravi le modalità gestionali e contabili , nè la mancata trasmissione dei fondi regionali può esimere il cda dalle omissioni . Il commissario ha predisposto il preventivo, il consuntivo è in fase di ultimazione , vedremo con i dirigenti lite da seguire,  si amministra in emergenza è necessario uscire dal commissariamento e rinominare un cda “

Relazione la dirigente Cortese: “l’armonizzazione dei sistemi contabili va di pari passo con l’armonizzazione delle procedure . La nostra valutazione è partita dal principio dell’evidenza pubblica e le modalità di assunzione di collaboratori e personale ; a questa tesi ci è stato risposto con il principio dell’autonomia , come Comune chiedemmo di adeguarsi al principio della trasparenza e pubblicità degli atti , consigliammo di avviare alla pubblicazione del sito dell’istituto e o del comune degli atti, ci fu dato all’epoca riscontro negativo, per questo segnalammo al primo cittadino che ha assunto gli atti conseguenti “.

Feola : “ringrazio quanti hanno collaborato alla mia gestione e che hanno consentito la riapertura del teatro”.

Terracciano : “Il mio un lavoro diviso in quattro punti ; la prima difficoltà incontrata quella  a reperire informazioni . Il princiale problema è che il teatro agiva in deroga alla legge 267 del 2000 invocando un’autonomia  che la legge non prevede. Il tuel è stato disapplicato . Prima dell’aspetto contabile il punto è che delibere, determine e atti amministrativi non possono diventare esecutivi senza visti e pareri e senza pubblicazione . Non esisteva alcuna pubblicità  degli atti. Resta il fenomeno contrattuale : ci sono state transazioni commerciali – legali o meno non so – ma comunque colloqui tra più parti senza atto amministrativo e quindi non contabilizzati , di qui l’assenza dei registri . Il collegio dei revisori ha preso atto dell’assenza dei registri che attestavano cosa si è speso e perché , di qui la difficoltà ulteriore della mia relazione  . Abbiamo costruito perché non esistevano i registri di cassa dal 2013 al 2015. Entro il 30 gennaio di ogni anno tesoriere o cassiere avrebbero dovuto presentare i documenti  , comunque la banca avrebbe dovuto accettare assegni , invece , la banca nonostante cosciente di re reverendi e mandati , sapeva che non esistevano requisiti minimimi; sarebbe stata buona logica citare nei mandati le causali chiare che collegano a fatti estranei al semplice fatto contabile; diciamoci tutta la verità ,  la possibilità di venire a capo della situazione economica pregressa  è molto remota. Se fosse stato un teatro privato sarebbe stata una gestione bellissima visti i risultati ottenuti, ma si trattava di pubblica amministrazione  “.

Giordano ribadisce la responsabilità del mancato controllo che la legge , lo statuto ed i regolamenti di contabilità  del comune, attribuiscono in capo al sindaco.

La relazione completa del sindaco in aula sul caso teatro

Consiglieri, assessori, cittadini,

da circa sei mesi la gestione dell’Istituzione Teatro “Carlo Gesualdo” è affidata al Commissario straordinario da me nominato – il Segretario Generale dott. Riccardo Feola – affiancato da personale del Comune di Avellino, pochi dipendenti che oltre a svolgere le loro consuete e quotidiane attività sono impegnati da mesi a risolvere problemi e difficoltà che rischierebbero di compromettere l’attività e la sopravvivenza stessa del Massimo cittadino.

Con le dimissioni del Cda e i rilievi negativi del Collegio dei Revisori sui documenti contabili proposti dall’Istituzione si è dovuto prendere atto di una situazione apparsa sin dall’inizio disastrosa. Il Commissariamento e le verifiche sulle attività contabili e gestionali compiute dai rappresentanti dell’Istituzione sono state un atto necessario e doveroso.

Va detto senza esitazioni che il Commissario e i suoi collaboratori si son trovati ad operare in condizioni difficili, senza alcuna collaborazione da parte di tutti coloro che hanno agito in nome e per conto dell’Istituzione, senza possibilità di reperire atti e provvedimenti amministrativi – presupposti indispensabili di legittimità ma anche di verifica dell’esistenza di rapporti contrattuali e di conseguenti posizione creditorie – e senza possibilità di accesso a programmi e documenti utilizzati dal Teatro per ricostruire una contabilità. Il tutto accompagnato da un via vai quotidiano e incessante – nell’arco degli ultimi sei mesi – di creditori che hanno prodotto copie e copie di fatture inevase del Teatro, risalenti agli ultimi anni, alcune addirittura del 2012 e da un contestuale sostanziale blocco delle attività ordinarie del Teatro, posto che al 1° gennaio 2016 sono scaduti tutti i numerosi contratti di collaborazione attivati dall’Istituzione e sono andati avanti con proroghe mensili sino alle dimissioni del CdA.

In relazione alle criticità da subito rilevate, oltre che per i rilievi dei revisori, si è reso necessario effettuare una oculata ricognizione e ricostruzione dei fatti gestionali degli anni 2013/2014/2015. Il tutto tenendo ben in conto della contestuale paralisi di ogni attività istituzionale del teatro, posto che di fatto non approvando i documenti contabili entro i termini previsti dalla legge, il Teatro si è trovato ai sensi dell’art.163 del TUEL ad agire in regime di gestione provvisoria e a poter sostenere solo spese indifferibili ed urgenti e per garantire le obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi oltre a quelle tassativamente regolate dalla legge o necessarie ad evitare danni patrimoniali certi e gravi all’ente. Il Gruppo di lavoro che ha sostenuto l’attività del Commissario straordinario in questi mesi ha lavorato incessantemente sia per garantire l’avvio della nuova stagione teatrale in corso, sia per riportare una situazione alquanto complessa, direi anomala per alcuni versi, nel corretto binario della normalità. Si è proceduto alla verifica della situazione strutturale del Teatro: sono stati avviati gli interventi di manutenzione per la riapertura dell’edificio, in particolare sono stati effettuati in somma urgenza lavori in palcoscenico ed è stato ripristinato il parco luci, le poltrone in galleria e platea, sono state riparate porte e serrature e tanti altri interventi di piccola manutenzione necessari per consentire l’avvio della nuova stagione teatrale.

Rilevate in particolar modo e da subito evidenti criticità sul piano contabile, è risultato indispensabile avvalersi di un supporto esterno qualificato a cui affidare le verifiche necessarie e la ricostruzione dei fatti gestionali su cui poi poter costruire gli atti fondamentali dell’ente teatro. Mi riferisco al Dott. Giuseppe Terracciano che ringrazio vivamente per l’estenuante lavoro e per la collaborazione prestata a questa Amministrazione, posto che le sue attività di verifica alla fine si sono risolte in un lavoro di ricostruzione su quel poco che si è trovato (e che per lo più lo si è trovato presso i terzi); e lo ringrazio soprattutto perché con la produzione del suo parere pro veritate ha consegnato a tutti noi un manuale completo di studio, evidenziando tutte le procedure non corrette adottate nell’esercizio gestionale.

Dalla ricostruzione dei documenti esaminati sono emerse gravi irregolarità contabili e gestionali reiteratesi nel tempo, che il dott. Terracciano vi potrà descrivere con maggiore cognizione di causa, ma voglio ricordare anche a me stesso solo alcune delle lacune amministrative/contabili/finanziarie rilevate dal Consulente: l’irreperibilità degli atti obbligatori per legge stabiliti dal TUEL per la formazione di entrate e spese con relativa menzione nei titoli di riscossione e pagamento e/o l’impossibilità di ottenerli presso terzi; la tenuta di una contabilità informatizzata ma indisponibile all’uso; la mancata tenuta di registri obbligatori quali il giornale di cassa entrata ed uscita per il triennio 2013/2015 e l’impossibilità di effettuare un riaccertamento generale dei residui in quanto dalla verifica effettuata sulla contabilità tenuta nelle precedenti annualità non risultano registrati accertamenti ed impegni sulla base della normativa prescritta dal TUEL. Gravi le criticità riscontrate sia per quanto concerne le certificazioni obbligatorie per legge, sia per quanto riguarda le dotazioni tecniche e strumentali necessarie alle attività di spettacolo. Ma soprattutto gravi sono le conseguenze delle modalità gestionali e contabili sin qui operate.

Né il mancato tempestivo trasferimento dei contributi regionali può esser considerata esimente rispetto a come si è amministrato. La Regione, alla data delle dimissioni del CdA, risulta che dovesse trasferire all’Istituzione, per la legge regionale n.6/2007, circa 400.000 euro a titolo di contributi per le annualità 2014 e 2015 e non quanto esposto dall’organo di amministrazione.

Tutto ciò solo per una sommaria sintesi di una relazione che il Consulente spiegherà approfonditamente e alla luce della quale il Commissario ha prontamente provveduto alle segnalazioni dovute a tutte le autorità competenti perché facciano gli approfondimenti necessari.

Questa è la fase più delicata e laboriosa del commissariamento perché va affiancata all’attività amministrativa ordinaria per l’avviata stagione teatrale 2016/2017 un’attività amministrativa straordinaria per le attività pregresse.

Il Commissario ha predisposto il bilancio preventivo ed è in fase di ultimazione il consuntivo. Sarà la parte dirigenziale, con l’ausilio – se necessario – del consulente incaricato, a definire la procedura più corretta da seguire. È evidente che si amministra in emergenza e ci sono delle priorità e delle spese da effettuare ad horas; bisogna garantire servizi essenziali per il funzionamento del Teatro e la copertura economica per avviare le gare, ma l’Istituzione “Carlo Gesualdo” deve uscire da questa fase di straordinarietà e rientrare nel più breve tempo possibile in regime ordinario.

È necessario, pertanto, ricondurre per step ma nell’immediatezza la gestione dell’Istituzione alle regole della correttezza, trasparenza ed efficacia dell’azione amministrativa nel rispetto dei principi basilari della contabilità pubblica, assicurando il buon andamento e l’imparzialità dell’azione amministrativa, adeguando l’armonizzazione della contabilità dell’Istituzione a quella dell’Ente (ai sensi del decreto legge 118/2011).

Il commissario deve dotare l’ente di appositi regolamenti ed atti obbligatori per legge e per l’organizzazione delle procedure finalizzate al pieno recupero delle regole, nel rispetto della normativa in materia di affidamento di beni e servizi e di pubblicità e pubblicazione degli atti amministrativi. E’ ovvio che per fare tutto ciò bisogna potenziare le risorse umane assegnate al Teatro e lo stesso ufficio del Commissario affiancandolo, magari, ad un sub commissario; bisogna investire i settori comunali competenti affinché prestino tutta la collaborazione necessaria per risolvere le criticità emerse, mi riferisco ad es. all’ufficio ragioneria per la fase liquidatoria, all’ufficio gare per l’avvio di tutte le procedure necessarie, ma anche agli uffici tecnici perché vengano risolte una serie di problematiche che presenta la struttura.

Poi bisognerà decidere tutti insieme il da farsi e le sorti dell’Istituzione, magari partendo da una rivisitazione del Regolamento di funzionamento del Teatro comunale “Carlo Gesualdo” per poi decidere con l’apporto di tutte le parti politiche il rinnovo del Consiglio di Amministrazione.

Il Teatro sin dalla sua nascita ha navigato secondo criteri non definiti sia sul piano contabile che sulle procedure di affidamento di beni e servizi.

Nel più breve tempo possibile il Teatro Gesualdo deve avere un organo amministrativo che si occupi della gestione futura e deve dotarsi di regolamenti necessari per una istituzione di tale importanza visto che ne è privo.

La nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione sarà pertanto necessaria e fondamentale.

Alla qualità dell’offerta culturale dovrà infatti corrispondere sempre più una attenta verifica dei conti e delle risorse a disposizione dell’Istituzione teatrale.

Rilancio e pianificazione per i prossimi anni dovranno essere obiettivi da raggiungere.

Chiaro e trasparente dovrà inoltre essere il rapporto con l’Amministrazione comunale che sosterrà sempre il “Gesualdo” che resta una delle realtà culturali di rilievo della città e dell’intera provincia.

La presenza in Aula, oggi, del dott. Terracciano, consulente da me nominato e che ho incaricato di fare chiarezza sui conti dell’Istituzione “Carlo Gesualdo” ci darà la possibilità a noi rappresentanti dei cittadini e all’intera comunità di comprendere la reale situazione del teatro comunale e – mi auguro – di iniziare a ragionare sul futuro che intendiamo dare a questa intramontabile e necessaria realtà culturale che abbiamo il dovere e l’obbligo morale di preservare, di tutelare e di rilanciare a tutti i costi.

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