CONGRESSO PD IRPINO, NAPOLI CHIEDE A ROMA DI ESPRIMERSI SULLA PLATEA

12 aprile 2018 0 Di La redazione

Mai parto fu più travagliato. Quasi nove mesi dopo l’insediamento del Commissario David Ermini, incaricato nell’agosto scorso di celebrare il Congresso provinciale Pd – dopo due tentativi abortiti e l’emorragia del voto per le Politiche – siamo alle ore cruciali.

I ricorsi sono giunti a destinazione. La Commissione Regionale di Garanzia ha raccolto e visionato le perplessità e le rimostranze riguardanti la platea degli iscritti e gli aventi diritto al voto o a candidarsi all’Assemblea. I contenuti sono stati a più riprese esposti dai critici a mezzo stampa, in buona sostanza viene contestato l’operato della commissione provinciale: che oltre a ridurre sensibilmente la platea passata da 13.500 a 7.700 unità, avrebbe riservato diritti solo agli iscritti 2017, escludendo i 2016, commissariando circoli dalla gestione anomala e loro malgrado stoppando il possibile operato di dirigenti di primo piano del partito se non in regola. Manovre che, secondo le tesi dei sostenitori del candidato Ciarcia, contrapposto a Di Guglielmo – e già membro della commissione – potrebbero aver concesso vantaggi nell’esito finale. Dinanzi alle barricate dei dissidenti, Ermini ha intrapreso anche la via del dialogo incontrando i candidati segretari: “È solo questione di volontà politica”, aveva poi dichiarato, confermando l’esistenza dei presupposti per portare a termine il congresso in trasparenza. I ricorsi giungono così ai tavoli romani. Nelle prossime ore il responsabile dell’organizzazione Rossi, una volta ascoltato il Segretario reggente Martina e il Commissario Ermini, adotterà la decisione finale: la scelta è tra aborto e parto cesareo; tra un congresso da rimandare per l’ennesima volta o celebrarlo sulla presa d’atto di un operato corretto e procedure non procrastinabili oltre.

Più delle tesi burocratiche di parte, la sensazione è che prevarranno logiche politiche. Questi alcuni degli interrogativi da sciogliere: è opportuno ricostituire degli organismi dirigenti due anni dopo, nonostante le condizioni non appaiono le migliori possibili o è meglio rinviare definitivamente il congresso considerata pure la vicinanza delle scadenze amministrative? Ma una volta rinviato il congresso, chi potrà assumere l’onere di decidere cosa nella alleanze e nelle candidature per il Pd irpino? O, viceversa, in un contesto fortemente lacerato, chi sarà legittimato a far cosa senza il rischio di logoramento ? Da Roma potrebbero arrivare non solo decisioni definitive su congresso sì o congresso no, ma pure le istruzioni per l’uso. Un possibile accordo tacito che motivi tutti alla ragione e a condividere un percorso. Quale? Ancora poche ore e gli interessati, che vivono un momento di oggettiva confusione, sapranno. Sin troppo facile, invece, è immaginare qual è il pensiero dei non addetti ai lavori o i non simpatizzanti Pd a proposito della telenovela Congresso…  ***********************************************************************************************************************

In serata, intanto, i deluchiani, attraverso una nota stampa, auspicano ancora verifiche e slittamento di qualche giorno per la celebrazione del congresso attraverso un comunicato stampa che di seguito riportiamo integralmente:

I sottoscritti GRELLA IDA, VIGNOLA MICHELE, FARESE VITO e MENINNO VALENTINO, candidati nelle liste “Semplicemente democratici”, a sostegno del candidato segretario MICHELANGELO CIARCIA, ritengono di dover, ancora una volta, sottolineare la imprescindibilità della celebrazione di un Congresso che restituisca al Partito Democratico Provinciale,organismi democraticamente eletti dopo due anni di vuoto democratico e politico anche in vista delle elezioni amministrative in venti comuni della provincia di Avellino, tra cui il comune capoluogo.

Purtuttavia, si ritiene di dover ribadire le motivazioni di una profonda incertezza tra i candidati per l’assemblea provinciale e i militanti del Partito Democratico legata alle decisioni in itinere della Commissione di Garanzia Nazionale, sollecitata da un pronunciamento della Commissione di Garanzia Regionale.

Risultano infatti ancora non definiti alcuni elementi fondamentali per la celebrazione di un Congresso Provinciale che rispetti le regole della trasparenza e della legalità, quali: 1. Definizione della platea congressuale ad oggi ancora sub iudice; 2. Integrazione della commissione provinciale per il Congresso con membri di garanzia per i candidati in campo per la segreteria provinciale;  3. Risoluzione di incongruenze tra i regolamenti promulgati dal Commissario.

Alla luce di queste difficoltà, si ritiene indispensabile uno slittamento di qualche giorno della data del Congresso, per consentire, innanzitutto, una puntuale verifica dell’anagrafe in contraddittorio tra i rappresentanti delle quattro liste, alla presenza del Commissario.