CONGRESSO PD, A ROMA È  MURO CONTRO MURO. LA DECISIONE DOMANI DOPO LA SEGRETERIA NAZIONALE

CONGRESSO PD, A ROMA È MURO CONTRO MURO. LA DECISIONE DOMANI DOPO LA SEGRETERIA NAZIONALE

18 Aprile 2018 0 Di La redazione

Lo scenario: Congresso provinciale confermato o nuovo Commissariamento con azzeramento

Nessun passo in avanti al Nazareno sul caso Irpinia. La patata bollente è nelle mani del responsabile nazionale dell’Organizzazione, Andrea Rossi. Sarà lui, ascoltato il parere del reggente Maurizio Martina, ad esprimersi sulla celebrazione o meno del Congresso. La decisione ufficiale è attesa per domani al termine della Segreteria nazionale (convocata per discutere di ben altri temi e di cui non fa parte nessun delegato campano). La scelta finale avrà ripercussioni a cascata: sulla gestione di un partito lacerato da beghe interne, su tesseramento e platea degli iscritti al Pd irpino e sulle scelte in vista delle imminenti scadenze per le elezioni Amministrative. Il primo round del vertice si è chiuso con un muro contro muro. Le parti hanno espresso i differenti punti di vista alla presenza del Commissario David Ermini. Oltre ai candidati segretari, Michelangelo Ciarcia e Giuseppe Di Guglielmo, hanno preso parte all’incontro Umberto Del Basso De Caro, Luigi Famiglietti e i presentatori di lista Vittorio Ciarcia ed Enza Ambrosone, Ermando Zoina da un lato, Valentina Paris, Rosetta D’Amelio, Toni Ricciardi e Gianluca Festa dall’altro. Novità sostanziale emersa dal tavolo è l’inserimento della platea iscritti nel database nazionale Androplus – pratica mai adottata prima –  ad ulteriore garanzia del lavoro svolto dalla commissione dopo la scrematura dell’anagrafe. Sulle barricate l’area De Caro che avrebbe agitato ricorsi alla magistratura sentendosi lesa per presunte irregolarità. Lo scontro tra le parti, sulla gestione del partito negli ultimi anni, avrebbe occupato buona parte della discussione romana con botta e risposta senza esclusione di colpi bassi. D’altronde, il solo annucio di ricorso alle vie legali è sintomo di una mediazione politica agli sgoccioli, se non impraticabile. Dinanzi a Rossi si profilano ora due strade possibili: confermare il Congresso provinciale sulla scorta del lavoro svolto e riscontrato dalle commissioni di garanzia, con voto nelle assemblee di circolo già fissato per il 22 e 23 aprile; oppure annullamento del Congresso e sostituzione dell’onorevole Ermini (che dopo nove mesi si è già dichiarato indisponibile ad andare oltre) con un nuovo Commissario che – prendendo atto del fallimento della classe dirigente locale – reggerebbe il partito  in totale autonomia, annullando il tesseramento e gestendo il simbolo e il percorso dei Dem verso le Comunali. Sono attese per domani, dunque, decisioni definitive e, ovviamente, prime reazioni ufficiali.