COMUNICATO LEGA PRO: “ATTIVITA’ SOSPESE FINO AL 3 APRILE”

COMUNICATO LEGA PRO: “ATTIVITA’ SOSPESE FINO AL 3 APRILE”

17 Marzo 2020 0 Di Pellegrino Marciano

Un comunicato della Lega Pro indirizzato ai presidenti delle squadre ha annunciato che le attività, ovvero gli allenamenti, potranno essere riprese, salvo aggiornamenti ulteriori, dopo il 3 aprile. Si legge nel comunicato:

 

Cari Presidenti,
questa mattina si è tenuta in call conference la prima riunione del tavolo
permanente sull’emergenza COVID-19 tra Lega Pro e AIC.
La riunione si è aperta con il comune impegno teso a portare a Cari Presidenti,
questa mattina si è tenuta in call conference la prima riunione del tavolo
permanente sull’emergenza COVID-19 tra Lega Pro e AIC.
La riunione si è aperta con il comune impegno teso a portare a termine il
Campionato Serie C auspicando che le condizioni sanitarie lo consentano, pur
nella consapevolezza di trovarsi di fronte ad uno scenario da monitorare con
attenzione giorno dopo giorno in attesa delle indicazioni e dei provvedimenti delle
Autorità.
Il tavolo si è già attivato per valutare e quantificare l’entità dei danni subiti
e di quelli che nel prossimo futuro i club si troveranno ad affrontare.
Non appena verrà pubblicato il testo del Decreto “Cura Italia”, il tavolo
approfondirà e si confronterà sugli strumenti da porre in campo per fronteggiare
questa situazione emergenziale.
Lega Pro ed AIC hanno condiviso un percorso per affrontare insieme i
sacrifici che la crisi richiederà.
Preso infine atto delle disposizioni e raccomandazioni delle Autorità e della
Federazione Medico Sportiva Italiana, che individuano nei giorni a venire il
periodo del possibile “picco massimo” dei contagi da Coronavirus Covid-19, Lega
Pro ed AIC hanno ritenuto doveroso e prudente per la tutela della salute di tutti
gli addetti ai lavori dei club, posticipare alla data del 3 aprile p.v. il termine fino al
quale dovrà essere osservata la sosta delle attività, rimanendo invariate le
prescrizioni che i tesserati dovranno osservare ed in particolare:
a) evitare gli spostamenti in entrata e in uscita dal luogo di dimora o
domicilio nel comune dove ha sede l’attività lavorativa ovvero dal differente luogo
dove gli stessi effettivamente abitano, salvo le ipotesi legate a situazioni di
necessità o motivi di salute;
b) rimanere nella propria abitazione, in caso di febbre superiore a 37,5
gradi, limitando al massimo i contatti sociali, nonché di contattare il proprio
medico curante;
c) non uscire dalla propria abitazione per chi è sottoposto alla quarantena
o è risultato positivo al virus. termine il
Campionato Serie C auspicando che le condizioni sanitarie lo consentano, pur
nella consapevolezza di trovarsi di fronte ad uno scenario da monitorare con
attenzione giorno dopo giorno in attesa delle indicazioni e dei provvedimenti delle
Autorità.
Il tavolo si è già attivato per valutare e quantificare l’entità dei danni subiti
e di quelli che nel prossimo futuro i club si troveranno ad affrontare.
Non appena verrà pubblicato il testo del Decreto “Cura Italia”, il tavolo
approfondirà e si confronterà sugli strumenti da porre in campo per fronteggiare
questa situazione emergenziale.
Lega Pro ed AIC hanno condiviso un percorso per affrontare insieme i
sacrifici che la crisi richiederà.
Preso infine atto delle disposizioni e raccomandazioni delle Autorità e della
Federazione Medico Sportiva Italiana, che individuano nei giorni a venire il
periodo del possibile “picco massimo” dei contagi da Coronavirus Covid-19, Lega
Pro ed AIC hanno ritenuto doveroso e prudente per la tutela della salute di tutti
gli addetti ai lavori dei club, posticipare alla data del 3 aprile p.v. il termine fino al
quale dovrà essere osservata la sosta delle attività, rimanendo invariate le
prescrizioni che i tesserati dovranno osservare ed in particolare:
a) evitare gli spostamenti in entrata e in uscita dal luogo di dimora o
domicilio nel comune dove ha sede l’attività lavorativa ovvero dal differente luogo
dove gli stessi effettivamente abitano, salvo le ipotesi legate a situazioni di
necessità o motivi di salute;
b) rimanere nella propria abitazione, in caso di febbre superiore a 37,5
gradi, limitando al massimo i contatti sociali, nonché di contattare il proprio
medico curante;
c) non uscire dalla propria abitazione per chi è sottoposto alla quarantena
o è risultato positivo al virus.