COMUNE AVELLINO: NO DISSESTO, SI’ RIEQUILIBRIO.  LE PRIME REAZIONI. AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE

COMUNE AVELLINO: NO DISSESTO, SI’ RIEQUILIBRIO. LE PRIME REAZIONI. AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE

26 Marzo 2019 0 Di La redazione

Piano pluriennale di riequilibrio doveroso e possibile per Priolo in assenza delle condizioni di un dissesto che, per il vice Ricciardi, avrebbe tagliato le gambe alla crescita di Avellino. Le reazioni non tardano ad arrivare…

In aggiornamento

LA SINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA E LE DICHIARAZIONI DI PRIOLO

Non c’è stato alcun saccheggio di Avellino. il cambio delle norme – sempre più stringenti –  e la mancata riscossione dei tributi – con Avellino che incassa solo il 25% di fronte ad un’evasione diffusa  – creare difficoltà di cassa.

Ma per il dissesto non ci sono le condizioni. Ai futuri amministratori il compito di riorganizzare la macchina amministrativa, carente di personale, per attuare un piano di riequilibrio che si stima possa durare dai 7 ai 10 anni.

Il Comissario Priolo ha rivendicato con queste parole la decisione: «L’esito della ricognizione ha indotto i soggetti preposti a ritenere possibile e praticabile il ricorso alla procedura del riequilibrio pluriennale, supportata dal fondo di rotazione, azionabile dall’ente che ha una capacità d’indebitamento sottoutilizzata. Il ricorso a tale procedura è doveroso nel rispetto della responsabilità verso la comunità che siamo stati chiamati ad amministrare. I piani di rientri del 2017 e del 2018 che andremo a formalizzare, oltre che gli andamenti ragionevoli dei flussi ci inducono a dire che si tratta di una scelta ragionevole e sostenibile . Ci saranno risorse da reperire, migliorando la capacità gestionale. Si tratta di una scelta che vuole offrire concrete capacità di scelte , c’è ampia capacità di accesso al credito. Una scelta di rispetto verso chi dopo di noi sarà chiamato ad amministrare la città. Si è parlato di fuga di responsabilità dei commissari. Non alimentiamo polemiche. Sia consentita una considerazione però: se scelta di comodo avremmo voluto fare, avremmo potuto scegliere il dissesto ad un mese dal nostro insediamento affindando ad altri ogni problematica rispetto al passato. Di certo la situazione al Comune di Avellino è difficile, impone scelte di comportamento e rigore, in primis per la macchina comunale. Ma la consapevolezza delle difficoltà non debbono, non possono indurre a cercare scorciatoie e a scegliere il dissesto, questa sì sarebbe una fuga dalle responsabilità»

 

LE PRIME REAZIONI

DINO PREZIOSI (La svolta inizia da te): «Terna commissriale non credibile. Ne riparleremo tra sei mesi. Se e quando la Corte dei Conti approverà il piano di rientro. Non sono condivisibili per me le conclusione del Commissario. Per prima cosa perché investe sui debiti ? Seconda cosa: hanno attuato un dissesto in house, fatto gravissimo. Hanno portato le tasse ai massimi livelli, aumentando l’Imu e i servizi a domanda individuale oltre il 36% previsto dalla legge. A chi verrà dopo hanno lasciato tutte le responsabilità. Se la Corte dei conti dovesse chiedere, o muovere delle obiezioni, le dovrà dare un sindaco che non ha condiviso »

 

GIANCARLO GIORDANO (Si Può): «Abbiamo perso sei anni di tempo. I disservizi sono frutto di sciatterie politiche. Non si passi dal catastrofismo ai festeggiamenti. Di fronte alle cose ci vuole un po’ d’intelligenza. È un passaggio delicato. L’ente ha un personale che via via ha perso freschezza e professionalità. Questa vicenda portata alle soglie di un campagna elettorale è pericolosa. Non accetterò che si faccia la festa perchè non è stato dichiarato il dissesto. Dev’essere l’atto conclusivo questo di una mala politica».

 

 

 

INES FRUNCILLO (L’Altra Avellino): « La decisione non solleva le classi dirigenti di questa Città nel dar conto del come e del perché si è arrivato a tanto. Sembrerebbe che la macchina amministrativa non sia stata in grado di pagare i tributi, sembra che i cittadini hanno evaso…la domanda è: la classe dirigente dove stava quando è successo tutto questo? Disseso o pre dissesto, si andrà a mettere le mani nelle tasche degli avellinesi».

 

GIANLUCA FESTA: «Quella del Prefetto non è da una decisione da commentare. Tutti avevano rimesso nelle mani dei Commissari la necessità di far emergere la verità sui conti al di là di quello che ognuno di noi potesse pensare. La verità è stata illustrata. Rappresenterà il punto di partenza della prossima Amministrazione. Ritengo che per la Città sia positiva la notizia del non dissesto. Aiuterà il prossimo Sindaco a farla rialzare dallo stato di declino in cui versa».