COMMESSI&FANCAZZISTI

COMMESSI&FANCAZZISTI

20 Set 2018 0 Di Norberto Vitale

Ho ricevuto qualche appunto, anche critico, perché ieri nel Diario ho detto che un signore che faceva anche il commesso per arrotondare gli scarsi proventi di perito elettronico, oggi fa il sottosegretario e spiega perché all’Italia non conviene candidarsi alla organizzazione delle Olimpiadi invernali.

Capisco il senso della critica e sono grato a chi la muove. Non ce l’ho con i commessi e neanche con gli architetti che potrebbero essere scelti, magari al posto di Renzo Piano, per progettare il ponte Morandi a Genova pur avendo nel proprio curriculum soltanto il progetto per la realizzazione di un cimitero in un comune delle valli bergamasche.

Un commesso o chi progetta cimiteri deve godere devono godere come godono della stima di tutti fino a prova contraria e non è detto che nella sbattuta attività di un commesso non si celi un genio più o meno incompreso. Il punto è un altro.

Nel magico mondo dei 5 Stelle, l’ordinarietà, quando va di lusso! rappresenta il minimo comune denominatore. Non è un caso che anche in Parlamento circolino in abbondanza personaggi stravaganti, spesso senza né arte né parte, quando va bene ti imbatti in fancazzisti, cioè fannulloni che danno l’idea di essere molto impegnati.

Guardano in cagnesco, dileggiano, accusano di complottare contro il popolo, sospettano di chi ha fatto buoni studi, chi ha autorevolezza che deriva da conoscenze, chi si sforza semplicemente di parlare in italiano.

Sono gli stessi che senza aver alcuna conoscenza documentabile, pretendono di disquisire su tutto: dall’uovo alla coque alle onde gravitazionali, passando per tumori, vaccini, economia mondiale.

Lo scriveva ieri Sergio Rizzo, che insieme a Gian Antonio Stella, pure ha denunciato nella Casta i mali d’Italia: confondono la casta (che non è tale se il familismo viene praticato dai 5Stelle) con le èlite, identificano cioè una classe dirigente senza la cui competenza e autorevolezza un Paese va al fondo, come un po’ ci sta capitando, con una sorta di “consorteria ingorda, autoreferenziale, incapace di risolvere i problemi della società”.

Non a caso, Di Maio, che pure ha fatto il commesso (gli è andata bene perché non aveva un curriculum da presentare per chiedere un qualsiasi lavoro), ha detto che le “èlite intellettualoidi” vanno spazzate via “perché nemiche del popolo e amiche dello spread”. L’ordinarietà, la mediocrità, il fancazzismo creativo sono anche cifre evidenti che compongono questo Movimento.

Salvo poi, come ha fatto il governo Di Maio-Salvini, scegliere per i ministeri strategici gente di una qualche valore riconosciuto, le èlite intellettualoidi appunto, proveniente da quei mondi che complottano contro il popolo e fanno salire lo spread, per avere tutto il tempo di dedicarsi alla loro permanente campagna elettorale. A Roma come ad Avellino. Lunga vita e grande considerazione ai commessi che, al pari dei giornalisti, prima di essere considerati geni sono chiamati a dimostrarlo.

E se non dovessero diventarlo, non saranno meno stimabili. A condizione di non spacciarsi per ciò che non sono.