CLAN PAGNOZZI: ASSOLTI PAOLO PAGNOZZI E PIETRO CIOFFI

7 novembre 2018 0 Di La redazione

Si è concluso  con una duplice assoluzione il processo che vedeva alla sbarra Paolo Pagnozzi e Pietro Cioffi, entrambi accusati di  violenza privata aggravata dal metodo mafioso ai danni di un noto imprenditore operante a Cervinara. A darne notizia, attraverso una nota stampa, è il legale difensore.

L’Ufficio della Direzione Distrettuale Antimafia   aveva chiesto per entrambi gli accusati  la condanna ad  anni 2 e  mesi 6 di reclusione.

Viceversa, il Tribunale collegiale di Avellino – presieduto dal  dott. Melone – , in accoglimento delle tesi  portata avanti con determinazione e con diffusi  argomenti giuridici  dal collegio difensivo, composto dagli avvocati Dario Vannetiello, Francesco Perone e Valeria Verrusio,  ha assolto entrambi gli imputati dal reato a loro ascritto.

La vicenda risale al 2013, allorquando Cioffi, su asserito mandato di Pagnozzi Paolo,   avrebbe esercitato forti pressioni su un imprenditore caudino per ottenere il licenziamento di una sua dipendente la quale, alcuni mesi prima, aveva  denunziato  per  usura ed estorsione lo storico boss ora deceduto Pagnozzi Gennaro, soprannominato  o’Giaguaro, accuse che avevano poi portato al suo arresto.

L’imprenditore  aveva pure dichiarato agli inquirenti di aver registrato una serie di atti intimidatori all’interno dell’azienda, tra i quali, addirittura l’incendio delle autovetture di alcuni suoi operai.

Da qui anche la contestazione della aggravante di aver commesso i fatti con metodo mafioso e, comunque,  per favorire l’associazione camorristica clan Pagnozzi, gruppo che, secondo gli inquirenti, è tuttora operante a cavallo delle province di Avellino, Benevento e Caserta,  con diramazioni oramai che hanno raggiunto anche la capitale.

L’allungamento dei tentacoli della piovra  caudina nella città di Roma  è    emerso nella nota inchiesta denominata “ camorra capitale”  per la quale di recente la Corte di appello di  Roma ha confermato la condanna ad anni 30 di reclusione a Pagnozzi Domenico, soprannominato “ o professore”, decisione questa che però  attende il definitivo vaglio della Suprema Corte di Cassazione la quale sarà  chiamata a valutare  un ricorso a firma dell’avvocato Dario Vannetiello.