L’APPELLO: «MINISTRO, RIVEDA CON URGENZA L’ORGANIZZAZIONE DELLA SANITA’ TERRITORIALE»

L’APPELLO: «MINISTRO, RIVEDA CON URGENZA L’ORGANIZZAZIONE DELLA SANITA’ TERRITORIALE»

18 Novembre 2020 0 Di La redazione

Non è più un problema di costi ma di gestione, solo riformando ad horas potranno arrivare risposte efficaci nella battaglia contro il virus. La proposta di Cittadinanzattiva nasce dal basso, la sinergia necessaria è tra Asl, Usca e Medici di medicina generale

I medici di famiglia non sono tenuti a visitare i pazienti positivi, il compito è degli “specialisti” , che però scarseggiano. E’ in buona sostanza l’esito del ricorso al Tar del Lazio che sta facendo molto discutere e su cui la Regione ha avviato ricorso al Consiglio di STato. Si rischiano, nel mentre, devastanti ripercussioni per l’organizzazione della gestione domiciliare dei pazienti. Cittadinanzattiva invoca correttivi urgenti. L’intervento dei vertici regionali della rete del Tribunale dei diritti del malato avrà come scopo finale il pressing sul Ministro della Salute Roberto Speranza. I cittadini piangono per la mancata assistenza. Il sistema va riformato nell’emergenza. Non servono altri costi. Ma definire con precisione i ruoli e le reponsabilità. Le Usca da sole non bastano, i medici vanno coinvolti. A monte c’è necessità di rivedere le norme per integrare figure esistenti. Ecco il testo della missiva in cui si analizza dove il sistema s’inceppa e dove occorre intervenire.

“Signor Ministro,

le controverse disposizioni generatesi anche ai livelli regionali riguardo ai criteri d’impiego delle USCA nella presa in carico e gestione  domiciliare dei positivi al covid 19,di cui è possibile la cura a casa, hanno avuto una notevole incidenza negativa anche sulla percezione di una scarsa efficienza del servizio sanitario pubblico a livello territoriale  rispetto ad una così grave pandemia che ha interessato l’intero Paese.

Il punto più critico della palpabile incertezza cui stanno vivendo i soggetti positivi al covid 19 sottoposti a cure domiciliari, talvolta anche in spregio alle  previste condizioni di sicurezza finalizzate al contenimento del contagio intrafamiliare, sembra avere raggiunto il suo fisiologico apice nel ricorso del sindacato dei MMG, trattato nei giorni scorsi dal Tar Lazio, il cui dispositivo ha dato  sostanzialmente ragione ai ricorrenti sollevandoli  dall’onere di effettuare  visite domiciliari covid 19..

Orbene Signor Ministro nelle more dell’esito del ricorso al Consiglio di Stato  avverso la citata sentenza del Tar le chiedo un suo intervento ad horas per  novellare le vigenti disposizioni di cui all’art.8 del citato d.l.9.3.2020 n.14 , non più idonee a governare nella massima  sicurezza  la cura domiciliare  di  un  numero sempre più importante di soggetti contagiati da poter seguire con la dovuta attenzione e premura  a casa in un ambiente idoneo preventivamente valutato e documentato  per spezzare l’esponenziale catena del contagio tra i familiari conviventi,  attraverso l’obbligatorio isolamento dei casi che non possono essere curati in sicurezza  a domicilio ospitandoli possibilmente in strutture idonee e sicure sia sotto il profilo della cura che della totale assistenza.

Signor Ministro  il numero delle USCA non è  più sufficiente a prendere in carico  l’attuale platea dei casi positivi da curare a domicilio al pari del servizio di specialistica territoriale pubblica che non sempre risponde alle sollecitazioni dei MMG. Signor Ministro faccia presto anche a definire una univoca procedura per la presa in carico della gestione dei casi da curare a casa scandendo tempi, ruoli precisi delle figure sanitarie interessate e terapie migliori già dalla fase di insorgenza dei sintomi da contagio covid 19 per salvare vite umane prima di vedere ormai il miraggio di essere curati negli  ospedali, peraltro già al collasso, presso cui sempre più spesso i casi  giungono troppo tardi per avere beneficio di cure ospedaliere  ancora  più appropriate”.

Angela Marcarelli*

*Coordinatrice A.T. Cittadinanzattiva Montefalcione Avellino Bassa Irpinia Rete Tribunale diritti del malato Avellino