CITTADINANZATTIVA MONTEFALCIONE SCRIVE AL MINISTRO: MASCHERINE OBBLIGATORIE

CITTADINANZATTIVA MONTEFALCIONE SCRIVE AL MINISTRO: MASCHERINE OBBLIGATORIE

18 Marzo 2020 0 Di La redazione

Signor Ministro, pur riconoscendo ogni sforzo finora profuso nella prevenzione della ormai pandemia da nuovo coronavirus (2019 nCov) sviluppatasi in Cina già dal mese di dicembre 2019, alla luce di taluni focolai di contagio secondario registratisi inizialmente in taluni territori del nord che nei giorni scorsi hanno interessato tutto il territorio nazionale, nel consueto spirito propositivo di collaborazione civica, Le chiediamo di valutare l’adozione ad horas dell’uso obbligatorio della mascherina protettiva in qualsiasi luogo pubblico o privato esposto o soggetto ad uso pubblico al fine di implementare e di mettere i cittadini nelle migliori condizioni per rispettare con più consapevolezza le più importanti misure di prevenzione in atto per il contrasto e contenimento dal contagio del coronavirus nell’ambito del territorio Nazionale.
Vede Signor Ministro, come osservatori civici in una posizione di privilegio, data dalla rappresentanza dei cittadini attraverso il Tribunale del Malato della Provincia di Avellino, registriamo che le puntuali raccomandazioni quotidianamente diffuse ed aggiornate dai mezzi di informazioni nazionali e locali non sono percepite a pieno tra la popolazione nella loro reale importanza e chi è informato ritiene che il problema sia ancora confinato alle regioni del nord o peggio ancora nei paesi asiatici in cui si è registrata per prima l’epidemia.
Evidentemente la comunicazione in generale viene percepita in modo distorta e questo può vanificare o rendere meno efficace ogni severo dispositivo di prevenzione del contenimento del contagio posto in essere dalle istituzioni a tutela della salute pubblica. Lo stato come finora ha protetto il singolo individuo con l’obbligo dell’uso delle cinture di sicurezza,del casco e per ultimo con il sedile antiabbandono dei minori, non riusciamo a spiegarci la ragione per cui trova difficoltà a tutelare gli stessi singoli individui imponendogli l’uso obbligatorio della mascherina protettiva dal contagio. Per la verità qualche spiegazione prima della recente introduzione delle più importanti misure di prevenzione del distanziamento e confinamento in casa avevamo azzardato a darcela credendo che provvedere all’approvvigionamento quotidiano di 60 milioni di mascherina sarebbe stata una azione impossibile da sostenere. Ora con il drastico ridimensionamento della mobilità della popolazione limitata alle maestranze impegnate nel settore della produzione di beni e servizi di prima necessita, a soggetti abbisognevoli di cure sanitarie ed ad un componente di ciascuna famiglia che ogni settimana deve uscire per l’acquisito di alimenti, riteniamo che il problema approvvigionamento è risolvibile e sostenibile in quanto non ci troviamo più in presenza di grandissimi numeri di mascherine necessarie. Il governo ha poi stimolato la produzione delle mascherine in ambito del territorio nazionale in deroga alle vigenti disposizioni e quindi a giorni avremmo una autonomia nazionale per soddisfare il fabbisogno delle mascherineprotettive.
Signor Ministro, riprendendo l’esperienza dell’obbligo dell’uso delle cinture e del casco, per esempio, noi come evidenza civica abbiamo potuto osservare che la stragrande maggioranza dei cittadini ha manifestato un cambiamento radicale del comportamento nella guida. Si è osservato da subito la consapevolezza del conducente del fatto che indossare la cintura piuttosto che il casco era l’inizio del rispetto di altre regole del codice della strada a prescindere dalla minaccia sanzionatoria. Le assicuro che non è solo un fatto di percezione in quanto è oggettivamente riscontrabile che tutti ormai prima di mettersi alla guida indossano le cinture o il casco in caso di uso della moto.
Allora signor Ministro l’uso obbligatorio della mascherina, prima ancora di essere un fatto protettivo, è senz’altro una regola che andrà a sostenere il fondamentale aspetto psicologico dei cittadini che si sentono più consapevoli e sicuri da ogni punto di vista dalla necessità di essere ancora piu rispettosi delle altre più restrittive misure preventive finora adottare. Ci creda oggi uno che indossa la mascherina e va a fare spesa in un piccolo negozio alimentare oppure in un supermercato è visto con diffidenza e il più delle volte si auto convince che non è proprio il caso di indossarla. Il cittadino paradossalmente è più propenso a non indossare la mascherina per uniformarsi al comportamento di massa nonostante ritenga che l’uso della mascherina in concorso con le altre inderogabili misure di igiene respiratorie concorrerebbe sicuramente al contenimento del contagio da coranovirus, come da indicazioni del Ministero della Salute. Orbene ritornado alla qualità ed efficace delle mascherine osserviamo che non è un tema di secondo piano. Una cosa è certa ogni barriera ha un suo contenimento. Come cittadini e quindi partners economici e nello stesso tempo beneficiari e soggetti valutatori della qualità di ogni servizio sanitario abbiamo avuto modo di osservare che nella Regione Toscana sono state adottate semplici mascherine di tessuto e non tessuto (TNT) la cui efficacia è stata certificata anche dall’Università di Firenze e che le stesse sono distribuite anche agli operatori sanitari nella medesima regione. Dal confronto con oltre cento nostri aderenti è emerso che la maggior parte di essi è in grado di realizzare anche in casa una mascherina come quella in uso nella Regione Toscana. Pertanto è  ragionevole ritenere che nelle more della imminente riconversione di talune industrie agevolate dal governo, per la realizzazione di più adeguate ed efficaci mascherine protettive, le esigenze iniziali potrebbero essere soddisfatte in autonomia da cittadini in scala nazionale tanto più che sono costretti a stare in casa.
Signor Ministro, oltre all’aspetto psicologico che sarebbe soddisfatto e con esso conseguirebbe anche di avere un miglioramento dell’umore del cittadino per affrontare la pandemia, giova evidenziarle che non può essere trascurato l’effetto barriera della mascherina specie se in presenza di portatori sani ovvero asintomatici oppure di quelle persone che possono fisiologicamente scambiare dei sintomi da coronavirus con una una ricorrente influenza stagionale e quindi ricorrere al medico di famiglia con notevole ritardo. Questo comporta che i soggetti autorizzati alla mobilità per i primi quattro o cinque giorni del contagio senza la mascherina possono vanificare tutti i sacrifici che ci sono stati imposti per contenere il virus. Esce con i sintomi del coronavirus che ha involontariamente sottovalutato (questo non è difficile né è imputabile ad alcuna irresponsabilità in quanto come abbiamo potuto osservare anche i medici possono sbagliare nella prima diagnosi) e quando è costretto a incrociarsi con il prossimo sebbene tenendosi ad una distanza di un metro diventa un veicolo micidiale di contagio sia per l’esterno che interno alle mure domestiche nel caso del nuovo contagiato. Se invece indosserebbe la mascherina protettiva come in questo caso le misure dell’OSM e del Ministero della Salute impongono allora avremmo senz’altro una possibilità pari allo zero di nuovi contagi facilmente prevedibili. Signor Ministro per queste ragioni Le chiediamo di fare presto e adottare ad horas questo fondamentale comportamento dell’uso obbligatorio della mascherina nel senso declinato in oggetto in quanto già dai prossimi giorni potrebbe rilevarsi irrimediabilmente tardi. Noi Signor Ministro abbiamo provato già a chiederlo al Presidente della Giunta della Regione Campania con nota del 10.3.2020 sollecitata l’11.3.2020, allegata in file per l’esame di altre motivazioni, rimasta tuttora inevasa. Ci siamo tuttavia resi conto che questo tipo di provvedimento rientra nella sua esclusiva sfera di competenza nazionale trattandosi di una disposizione di indirizzi generali e coordinamento in materia di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle malattie umane, ivi comprese le malattie infettive e diffusive.