CIRCELLI CONTRO MARTONE ED IZZO. E’ GUERRA APERTA IN CASA AVELLINO

CIRCELLI CONTRO MARTONE ED IZZO. E’ GUERRA APERTA IN CASA AVELLINO

28 Gennaio 2020 0 Di La redazione

E’ guerra aperta in casa Avellino. Da un lato Izzo e Martone, dall’altra l’amministratore unico Circelli che ha annunciato la separazione 

Una lite da taverna, di quelle nelle quali i contendenti non se le mandano certo a dire e nella quale è mancato soltanto, per fortuna, lo scontro fisico. Non siamo in un quartiere malfamato di una grande città ma semplicemente negli studi televisivi di Primativvu, ed i protagonisti di questa gazzarra vergognosa sono i vertici dell’Avellino calcio, Martone e Circelli in particolare, che sulle nostre frequenze certificano ufficialmente quello che da un po’ era diventato più che un sospetto. E cioè che il giocattolo si è rotto ancora prima di partire, che invece di prendere calciatori utili e funzionali alla causa dell’Avellino calcio, questi signori litigano tra di loro per chi debba fare cosa e con quali soldi, lavando peraltro i panni sporchi in pubblica piazza. Martone risponde in diretta, durante Contatto Sport alle accuse di inadeguadezza formulate da Circelli, accusando a sua volta quest’ultimo di essere un presidente senza soldi ed incapace di prendere decisioni. Mi mandi via se vuole, ha tuonato Martone, e prenda lui i giocatori, altrimenti rispetti i ruoli. Circelli ha replicato, in diretta telefonica, confermando l’inadeguatezza di Martone ed attaccando nuovamente Izzo ed il mercato sinora completamente sbagliato, a suo dire, visto che si punta su giocatori anziani ed a breve termine e non su giovani di prospettiva. L’intervento si è chiuso con la disponibilità dello stesso Circelli a farsi da parte. Insomma a neanche due mesi dall’uscita di scena della Sidigas per l’Avellino i guai non sono per niente finiti, anzi. Questi signori non sono stati capaci di mettere insieme una compagine societaria degna di questo nome, con ruoli definiti e senza sovrapposizioni. I litigi sono cominciati quasi subito e, drammaticamente, continuano ancora oggi, peraltro con modalità da far vergognare chiunque dell’Avellino è sincero tifoso. Dove stia la verità è difficile dire, probabilmente aveva ragione il filosofo De La Rochefocault quando sosteneva che le liti non durerebbero mai a lungo, se il torto fosse da una parte sola. I fatti dicono che il mercato dei lupi è fermo e che l’Avellino si è liberato dal giogo di De Cesare per finire invischiato in un’altra società attualmente fantasma, nella quale scegliere il meno peggio tra chi parla troppo e chi troppo poco è davvero difficile. Vedremo come finirà il tutto, sperando che finisca presto. Di certo c’è che se fossero vivi Corrado ed il maestro Pregadio non avrebbero alcuna difficoltà a prevedere, per questi dilettanti allo sbaraglio, soltanto fischi e ragli di asino.