CIPRIANO, GAMBADILEGNO E I COLLI MONTEFALCIONESI

15 maggio 2018 1 Di La redazione
Verrebbe da chiedere al candidato sindaco di Mai + se prima di predicare non abbia ritenuto di considerare le montagne dalle quali lui è sceso per insegnare rettitudine, linearità, intransigenza, purezza e coerenza. 

di Nemo

C’è qualcosa di non poco singolare nella vicenda politica di Luca Cirpriano, il candidato a sindaco di Avellino che ieri ha dato il via alla sua campagna elettorale presentandosi all’insegna del “Mai più”.

Luca Cipriano

L’ex presidente del defunto Teatro “Carlo Gesualdo”, più o meno con il tenore di un qualunque esponente dei Cinque stelle, ha sviluppato il suo pensiero intorno ad un concetto piuttosto articolato: lui e i suoi 32 candidati sono “i buoni”, i puri, e tutto il resto del mondo i brutti e i cattivi da combattere. Più o meno come se ci trovassimo al cospetto di Batman e Joker o, se volete, di Topolino e Gambadilegno. Così, con la enfasi propria del supereroe, Cipriano ha comunicato alla città che i suoi candidati non hanno dovuto chiedere il consenso a nessuno per proporsi all’elettorarato, men che meno ai colli irpini più importanti, supponiamo di Montefalcione e quello più alto e prestigioso di Nusco.

Che dire? Ammirabile. Ci sarebbe da commuoversi se nessuno conoscesse la sezione “esperienze” del curriculum dell’aspirante primo cittadino. E infatti Cipriano è stato “solo” candidato ed eletto in Consiglio comunale con il Pd di Paolo Foti, regia di Enzo De Luca e benedizione finale di chi vive sul colle numero 2, Nicola Mancino. Poi è diventato “solo”  presidente del “Carlo Gesualdo” e direttore del Conservatorio “Cimarosa” di Avellino su nomina diretta del Ministro di Scelta Civica (del Pd poi) Stefania Giannini, nota in Irpinia anche per essere amica di Angelo D’Agostino. Per ultimo anche la Fedeli, la Ministra Pd del “Più meglio” e del congiuntivo non sempre azzeccato, l’ha confermato alla guida dell’istituto di via Due Principati.

Insomma, verrebbe da chiedere a Cipriano se prima di puntare il dito contro le colline di provenienza dei suoi competitori, non abbia ritenuto di considerare le montagne dalle quali lui è sceso per insegnare rettitudine, linearità, intransigenza, purezza e coerenza.  Anche perché, il signor “Mai più” dovrebbe saperlo che certi sermoni possono impressionare chi ancora legge di Topolino che combatte Gambadilegno, ma non chi conosce bene la storia recente di Avellino, degli avellinesi e dei colli Montefalcionesi.