CIPRIANO-FESTA.CHE BALLOTTAGGIO SARA’…

CIPRIANO-FESTA.CHE BALLOTTAGGIO SARA’…

28 Maggio 2019 0 Di Norberto Vitale

Al ballottaggio andranno dunque Luca Cipriano e Gianluca Festa, il primo con il 32,5%, il secondo staccato di quattro punti con il 28,6.

Ettore Iacovacci

In attesa del secondo turno, qualche verdetto riguarda il Partito Democratico. La lista con il simbolo del partito sfiora il 13% dei voti. Buon risultato tanto da posizionarsi come primo partito in città. Se però un attimo dopo vai a considerare che questa lista, quella del Pd, è trascinata da un sindacalista dell’Ugl Ettore Iacovacci che dalle periferie insieme a Nicola Poppa porta in dote un migliaio di voti si può parlare di un Pd al 13% o è piuttosto un Pd all’8-9% ? Il risultato del ballottaggio chiarirà se queste conversioni verranno mantenute e permarranno dopo il 10 di giugno. In caso di vittoria di Festa si può agevolmente ritenere che il Pd nella realtà avrà molto meno del 13% che oggi ha sulla carta. In caso di vittoria di Cipriano, per l’attuale gruppo dirigente di via Tagliamento i problemi anzi che diminuire sono destinati ad aumentare.

Maurizio Petracca

Ieri sera Maurizio Petracca ha confermato sostanzialmente la sua marcia di avvicinamento al Pd. Intanto a proposito del peso elettorale di Petracca, va notato che l’anno scorso le due liste Popolari ottennero 3.776. Domenica scorsa, Laboratorio Avellino è arrivata a 2.943 voti. Di questi, almeno 1.300 sono riconducibili a Enza Ambrosone, Carmine Montanile e Nando Romano, che l’anno scorso erano candidati con altre liste. Tornando alla marcia di avvicinamento di Petracca, la vittoria di Cipriano darebbe un’accelerazione a questo percorso che ha come traguardo le elezioni regionali dell’anno prossimo. Rispetto a questo traguardo, la griglia è affollatissima: Petracca appunto, Rosetta D’Amelio, Carlo Iannace. Almeno uno dei tre, è di troppo. Senza dire di Enzo De Luca che non credo intenda rassegnarsi alla parte dello spettatore. Tutto in ogni caso è condizionato dalla vittoria al ballottaggio di Cipriano. Se vince Festa, cambia lo scenario e cambiano di molto le certezze in via Tagliamento. Cambiano anche le gerarchie se, eletto sindaco Festa, Zingaretti dovrà necessariamente occuparsi e rimettere ordine nel caso Avellino. La marcia di Petracca troverebbe qualche ostacolo, qui e a Napoli, con il rischio di restare senza casa a meno di non trovare posto in una lista di De Luca; Iannace sarebbe confinato al dettaglio; si salverebbe l’immortale Rosetta D’Amelio e avanzerebbero Livio Petitto e Francesco Todisco. Naturalmente con la vittoria di Festa, Zingaretti o non, l’attuale classe dirigente di via Tagliamento, a cominciare dal segretario provinciale, sarebbe azzerata di fatto.

Che ballottaggio sarà quello tra Cipriano e Festa.

Impropriamente si parla di una sfida interna al Pd, una sfida fratricida. In realtà si tratta di due offerte completamente diverse e se il Pd, questo Pd c’entra qualcosa sta nel fatto che Cipriano lo considera un alleato per vincere e Festa lo considera un alleato che ti fa perdere.

Non mancano le contraddizioni. Cipriano dice: il centrosinistra sta con me. Il Pd trascinato da Iacovacci e Poppa, mezzo partito demitiano e due liste civiche nate l’anno scorso per mandare a casa il Pd che non aveva ancora con sè Iacovacci e Poppa, con tutti gli sforzi non mi pare il centrosinistra, per quel che questa definizione può ancora valere ad Avellino. Più defilato Festa al quale l’argomento non sembra interessare più di tanto. Il suo progetto civico è proiettato sull’amministrazione di Avellino prima che sulle sorti del Partito Democratico. E questo lo trae da diversi impacci.

Non so se in questi 15 giorni i due candidati si confronteranno e andranno a stringere sulle cose che intendono fare se eletti sindaco. Non credo o almeno non credo che in prevalenza faranno questo. Il ballottaggio è un carro in discesa, molto conterà come i due si proporranno, con le loro facce e le loro storie, agli elettori. Il secondo turno ha una componente emozionale forte che potrà risultare decisiva per chi saprà coglierla meglio.

Non credo che questa componente possa essere colta riproponendo uno dei temi maggiormente saccheggiati al primo turno e che ancora ieri sera è stato evocato da Luca Cipriano: con me ci sono tutti i buoni di questo mondo; dall’altra parte tutti i peggiori malintenzionati. Non si può rimproverare agli altri di essere votati da Ciriaco De Mita, che non ha espresso alcuna intenzione di voto su Festa, mentre allo stesso tempo affidi le tue chances di vittoria a Mancino, Enzo De Luca, Gargani, D’Amelio e alla truppa fino alla settimana scorsa di pura e dura fede demitiana.

E’ un approccio infantile, sbagliato alla radice quando rispetto al passato prevalgono i processi, sempre abbastanza sommari e spesso senza memoria. Peraltro non credo si renda un buon servizio in primo luogo a Nicola Mancino quando si condanna il passato all’ergastolo.

Speriamo, ma non lo credo, che almeno al secondo turno questa disputa così attraente all’apparenza ma sostanzialmente inutilmente strumentale, se la risparmino e ce la risparmino.

Cipriano e Festa possono essere due decenti opzioni per la città. Se cominciassero a riconoscersi anche loro come tali, avrebbero più tempo per riflettere sul durissimo lavoro che a cominciare dal 10 giugno attende uno dei due.