CHI SEMINA EQUIVOCI?

CHI SEMINA EQUIVOCI?

17 Aprile 2019 0 Di Norberto Vitale

Se la politica, quella che si esprime attraverso i rappresentanti irpini del governo, intende tenere in ostaggio la vertenza Alto Calore fino al 9 giugno, quando dal ballottaggio verrà eletto il nuovo sindaco di Avellino, perché del domani, qui e a Roma, non c’è certezza, e dunque perché cavare fuori dai guai quelli che più comodamente possono essere utilizzati come esempi di malgoverno, se la politica vuol far questo, sappia che si caricherà di una responsabilità molto più pesante di quella di chi ha portato Alto Calore ad un deficit che sfiora i 140 milioni.

Non si può dire, come fa il sottosegretario Sibilia, che il piano di risanamento avviato dall’amministratore unico Michelangelo Ciarcia è la sagra del condizionale che non scucirebbe un solo euro a Cassa Depositi e Prestiti. Intanto l’indebitamento è sceso dai 700 mila euro mensili a 352 mila; tra pensionamenti, prepensionamenti e incentivi alla quiescenza, l’organico gonfiato nel corso degli anni, che costituisce insieme ai costi per l’energia la voce più impegnativa del bilancio, è destinato a scendere nel breve e medio periodo di un centinaio di unità; sono pronti i 60 milioni in tre anni della Regione per la ristrutturazione di reti che perdono fino al 50% dell’acqua nelle condotte; i ristori ambientali che dovranno essere riconosciuti all’Irpinia dal ministero delle Infrastrutture costituiscono un’altra voce importante per il riassetto operativo di Alto Calore.

Dopo Cassa Depositi e Prestiti, non c’è altra soluzione che quella del fallimento o tentativi improbabili e alquanto disperati di allungare l’agonia pervenendo alla fine allo stesso medesimo risultato.

Dopo lo scontro di ieri l’altro in Provincia con il vice presidente della Regione Bonavitacola, Sibilia ha inviato una mail certificata a Ciarcia nella quale indica il responsabile affari istituzionali della Cassa, Fabio Maisto, come interfaccia dell’amministratore unico. Dalla interlocuzione che nei prossimi dieci giorni avverrà tra Ciarcia e Maisto, potrebbe essere costruito il prestito-ponte che non assolverà certamente chi ha gestito in passato Alto Calore ma concretamente consentirà all’Irpinia di restare padrona della sua risorsa più importante. Da come finirà questa interlocuzione capiremo da che parte stanno, e chi semina, gli equivoci.

RESTA INFORMATO CON I NOSTRI EDITORIALI – COMMENTANDO IN BASSO PUOI DIRCI LA TUA