CENTO GIORNI DI FESTA

CENTO GIORNI DI FESTA

15 Settembre 2019 0 Di Sandro Feola

Si è insediato il 28 giugno, ma da quando ha saputo di essere stato eletto, il 9, Gianluca Festa è Sindaco de facto di Avellino. A breve saranno i primi 100 giorni della nuova amministrazione che a nostro avviso hanno determinato un cambiamento significativo nella vita politica e amministrativa della città, e non solo della città.

La vittoria del tridente D’Agostino, Festa, Petitto – come già rilevato – ha assegnato al primo cittadino una leadership che va al di là della sola guida amministrativa della città. Un PD bocciato sonoramente a tutti gli appuntamenti elettorali ha consentito a Gianluca Festa di veder crescere significativamente il numero di amministratori irpini, in particolare di quelli più giovani, che lo riconoscono come punto di riferimento. Non solo per affinità politica, quanto per quella voglia condivisa di cambiamento che era evidentemente ben “narcotizzata” dal vecchio apparato di potere.

È in questo dato che probabilmente poggia il distacco – per certi versi quasi lo sprezzo – con il quale Festa affronta le dinamiche di quello che è ancora il suo partito. La dichiarazione sulla “prima fila” che assisteva al sermone del segretario PD, Cennamo, la dice lunga su quanto egli consideri superate le vecchie liturgie di una federazione e di una classe dirigente che non hanno più il consenso della base e neanche la chance di riconquistarne nuovamente il sostegno.

I primi 100 giorni di Festa, intanto, hanno segnato anche un cambiamento tangibile nella gestione amministrativa di Avellino. Poco tempo e pochi provvedimenti? Forse sì, ma la “rivoluzione dell’ordinario” annunciata dallo schieramento che ha vinto le elezioni ha trovato un riscontro immediato nei primi problemi che si sono posti. Un anno fa scuolabus e mensa non funzionavano, ora sì; il piano traffico di inizio anno scolastico ha funzionato; un anno fa il ferragosto fu un disastro clamoroso, quest’anno invece la città e la provincia hanno dovuto riconoscere a Festa e al suo assessore al ramo di aver ridato vita a una Avellino sprofondata in una “depressione” senza precedenti.

Alle opposizioni di ogni ordine e grado non è rimasto altro che arrampicarsi su specchi di dimensioni piuttosto scarse, tipo la dittatura dei numeri, fumosi conflitti di interesse e quelle vicende interne al Pd che interessano, in totale, una trentina di persone. O affidarsi al ritornello un po’ scontato, e piuttosto banale, secondo il quale con la fine dell’estate “la ricreazione è finita” e ora si dovranno “affrontare i problemi veri”.

Legittimo, ma sa tanto di posizione per partito preso. Certo, di lavoro la nuova Giunta ne ha davvero tanto da fare, ma le opposizioni fanno finta di ignorare – è solo la nostra opinione – che c’è stato quel buon inizio che spesso indica di essere a metà dell’opera: convincere le persone che il cambiamento ha già giovato loro e che d’ora in poi, almeno d’estate, sarà davvero Festa per tutti.