CELEBRAZIONE PER LE VITTIME DEL COVID AD ARIANO, MARAIA: L’OMERTA’ ED IL SILENZIO NON MI APPARTENGONO

CELEBRAZIONE PER LE VITTIME DEL COVID AD ARIANO, MARAIA: L’OMERTA’ ED IL SILENZIO NON MI APPARTENGONO

24 Giugno 2020 0 Di La redazione

Tante le reazioni dopo la celebrazione eucaristica in onore dei morti per Covid-19 ad Ariano Irpino. Decisa la posizione del deputato del Movimento 5 Stelle Generoso Maraia. “Credevo di partecipare – ha scritto Maraia – al funerale che i familiari e gli amici delle vittime di COVID non hanno potuto celebrare. Mi sono ritrovato invece nel bel mezzo di un comizio elettorale. Per fortuna esiste il conforto della Fede e la democrazia che garantisce la libertà di parola. Ieri sull’altare dell’Arena Mennea di Ariano c’era la rassicurante statua della Madonna, che da sola bastava a colmare il dolore che hanno vissuto e continuano a vivere molti cittadini di Ariano. Sul finire della cerimonia, in ricordo dei morti e dei numerosi malati, sull’altare è salita un’altra donna, questa volta in carne ed ossa, che ha cominciato a parlare ai cittadini con voce squillante. Sarà forse stato il sole che mi accecava, ma d’improvviso l’altare ha smesso di essere un altare per diventare un palco. Anche le mie orecchie mi portavano alla mente quei discorsi dei divi del rock americano a sostegno di un candidato. Così, all’improvviso, erano scomparsi i morti, le autoambulanze mai arrivate, i tamponi fatti dopo un mese, quelli comunicati dopo un altro mese e quelli persi. Erano scomparse le telefonate delle famiglie disperate perché abbandonate a loro stesse, le corse al Moscati di Avellino, l’ospedale di Ariano in tilt, l’omertà sulla clinica privata per anziani. Purtroppo era tutto vero, l’altare che si trasformava in un palco politico e lo spot elettorale che andava in onda a reti locali unificate per il nostro salvatore, il messia, il candidato alle prossime elezioni regionali, il grande Vincenzo De Luca. Avrei volentieri evitato di ascoltare quel fiume di menzogne pronunciate dall’altare, avrei preferito non scrivere questo commento. Poi, rivolgendo lo sguardo all’altra donna presente sull’altare, l’altissima Maria, il mio animo si è nuovamente rasserenato perché, come un’illuminazione divina, alle parole del Commissario Prefettizio, pronunciate con grande foga dal palco, si sono sovrapposte le parole dello stesso Commissario che tre mesi fa, in piena emergenza COVID, mi faceva notare in collegamento telefonico da Avellino che stavo facendo dell’allarmismo. Questo ricordo assume una valenza divina perché può portare pace negli animi di tanti arianesi che, ispirandosi agli insegnanti del vero Messia, devono perdonare soprattutto chi non sa quello che fa. Sarei stato volentieri in silenzio, come hanno fatto per tre mesi alcuni politici locali, latitanti per mesi ma oggi prontissimi ad usare la lingua, non per dire una parola di verità ma come strumento di venerazione della diva e del divo. Tuttavia – ha concluso Maraia – l’omertà, il silenzio, la menzogna non mi appartengono, così come non appartengono alla mia gente e alla mia Città. Quello che ci appartiene e che nessuno potrà toglierci è la dignità di esseri umani, di cittadini, di arianesi”.