CATANZARO-AVELLINO, L’EX PRESIDENTE COSENTINO NEGA E RESPINGE ACCUSE

CATANZARO-AVELLINO, L’EX PRESIDENTE COSENTINO NEGA E RESPINGE ACCUSE

21 Settembre 2017 0 Di Leonardo D'Avenia

E’ durata più di cinque ore l’audizione dell’ex presidente del Catanzaro Calcio, Giuseppe Cosentino, ieri presso la Procura Federale di Roma. Nelle precedenti due convocazioni Cosentino non aveva potuto presenziare per motivi di salute e l’ultima volta – il giorno dopo ferragosto – la Procura aveva acconsentito alla concessione di un nuovo rinvio. Ieri la celebrazione dell’ultimo interrogatorio prima della chiusura dell’istruttoria con l’ex presidente del club giallorosso chiamato a chiarire la propria posizione circa il presunto caso di illecito sportivo riconducibile al match casalingo di cinque stagioni fa contro l’Avellino. «Cosentino si è sottoposto ad un lungo interrogatorio e ne è uscito provato – ha detto al termine dell’incontro l’avvocato Rondinelli, legale dell’ex vertice dei giallorossi – Ha respinto ogni contestazione ed ogni addebito sottolineando la cristallinità e l’onestà del suo operato, emersa chiaramente anche in occasione del caso “Dirty Soccer”». Prima di lui, in Procura, erano stati sentiti anche la moglie e la figlia Ambra nonché Marco Pecora, all’epoca dei fatti AD del sodalizio calabrese. Negata quindi ogni possibile combine per la partita che sancì la promozione in Serie B dell’Avellino. Ricordiamo che per la vicenda sono indagati dalla Procura di Reggio Calabria i due presidenti, Giuseppe Cosentino e Walter Taccone, i dirigenti Armando Ortoli (Catanzaro) e Vincenzo De Vito (direttore sportivo Avellino), ed il calciatore Andrea Russotto tutti accusati di frode in competizione sportiva.  Secondo la Procura, le due società avrebbero concordato un risultato di parità che avrebbe garantito al Catanzaro di tenersi lontano dalla zona playout e all’Avellino la promozione. La gara, come tutti i tifosi irpini ricorderanno, terminò 0-1 con rete di Zigoni garantendo ai biancoverdi la matematica promozione. Secondo gli inquirenti l’Avellino appreso del risultato del Perugia vittorioso, disattese gli impegni per garantirsi subito la promozione. In precedenza il calciatore Andrea Russotto avrebbe deliberatamente sbagliato due occasioni da rete per non portare la propria squadra in vantaggio. Con l’udienza di Cosentino si sono chiusi gli interrogatori con la palla che ora passa alla Procura che dovrà decidere se archiviare il caso o procedere ai deferimenti. Le strade quindi per l’Avellino sono due, la speranza è che tutto si concluda con l’archiviazione per evitare di giocare un altro campionato con la spada di Damocle di una possibile penalizzazione che pende sulla testa dei lupi.