CASO AIAS. TODISCO INTERROGA DE LUCA. MERCOLEDI’ IL QUESTION TIME

19 marzo 2018 0 Di La redazione

«Tutelare i lavoratori dell’Aias Avellino e garantire ai 290 pazienti della struttura di via Morelli e Silvati il prosieguo delle terapie e la continuità di rapporto tra assistito e assistente, è un dovere istituzionale che chiama direttamente in causa la Regione». E’ quanto afferma Francesco Todisco, consigliere regionale di Articolo Uno Movimento Democratico e Progressista che, questa mattina ha depositato un’interrogazione a risposta immediata sul mancato accreditamento dell’Aias Avellino e sulle azioni di tutela messe in campo per tutelare i lavoratori della struttura di via Morelli e Silvati. Un’interrogazione rivolta a Vincenzo De Luca, nella sua doppia veste di Presidente della Regione e Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi della Sanità campana.

«Alla magistratura, che ha ordinato specifiche perquisizioni alla Guardia di Finanza e che al momento sta indagando sulla gestione dei fondi dell’associazione, coinvolgendo, tra gli altri sia i vertici dell’Aias Avellino sia quelli della Onlus “Noi con Loro”, il compito di stabilire la verità giudiziaria. Alle istituzioni, quello di garantire il prosieguo delle prestazioni erogate dalla struttura ai soggetti spastici del territorio– aggiunge Todisco- E’ fondamentale chiarire come sia stato possibile che, un’associazione in accreditamento provvisorio presso il Servizio Sanitario Regionale, e quindi di riflesso presso quello nazionale, dichiarata già nel 2013 non accreditabile, abbia potuto continuare a lavorare in regime di convenzione con la Regione. Per quattro anni, non si comprende perché, in sostanza non sia stato impedito, con un atto definitivo, la conclusione delle attività. Provvedimento arrivato solo a fine febbraio scorso. Un’impasse di cui oggi pagano le conseguenze lavoratori e pazienti». Il consigliere regionale chiede anche di sapere i motivi per cui la Regione Campania abbia disertato tutti i tavoli convocati negli ultimi mesi in Prefettura, su richiesta delle organizzazioni sindacali (in realtà ai tavoli era presenta la struttura gestionale, non politica dell’ente, ndr). «E’ fondamentale adesso capire se– prosegue Todisco-, come emerso durante gli ultimi incontri presso la Prefettura, in mancanza dell’accreditamento, si intenda redistribuire il budget destinato all’Aias di Avellino alle altre strutture accreditate della provincia di Avellino ed in che modo i diritti dei lavoratori, già pesantemente lesi in passato, saranno rispettati. L’auspicio è che, partendo da quanto previsto dalla legge sulla promozione sociale, venga contemplato il passaggio di cantiere di tutte le unità lavorative». Infine una proposta: «La Regione lavori ad un atto di indirizzo affinché le Asl territoriali si dotino di un’offerta diretta dei servizi di fisioterapia ed assistenza ai malati spastici, attraverso la costituzione di un albo dei professionisti a cui attingere, invece di continuare ad esternalizzare il servizio. Una prassi, quest’ultima, che come insegna la vicenda Aias, rischia di non garantire più gli utenti interessati».

 

 

IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE

Premesso che:

  • la sezione di  Avellino dell’Associazione ONLUS “AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici)” risulta costituita dal 23 giugno 1984 e che essa,  in regime esclusivo di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, effettua attività di riabilitazione svolte da personale medico e paramedico legalmente riconosciuto;
  • tali attività, messe in campo a seguito della licenza/autorizzazione ASL di Avellino n° 1276 del 23 giugno 1984, sono svolte, nella provincia di Avellino, in tre distinte strutture: quella della città capoluogo (con 71 addetti), quella di Nusco (con 14 addetti) e quella di Calitri (con 19 addetti);
  • attualmente i lavoratori sono 75 di cui 45 a tempo indeterminato e 30 collaboratori a partita iva e che i pazienti della sola sede AIAS di Avellino sono 294 con un consolidato rapporto fiduciario e che – in una provincia in cui le liste di attesa hanno una media di 6 mesi – tale rapporto è elemento essenziale nella fisioterapia;
  • per 11 anni, dal febbraio 2002 al dicembre 2013, l’AIAS di Avellino ha operato illecitamente in regime di accreditamento, in quanto sprovvista dei requisiti di legge;
  • dal 2013 sino all’intervento dell’ordinanza sindacale di sospensione dell’autorizzazione, l’Aias ha continuato ad operare in regime di accreditamento provvisorio nonostante quattro anni fa l’Asl abbia documentato e certificato la sua “non accreditabilità”, sempre per mancanza dei requisiti minimi richiesti;

Considerato che:

  • da una verifica amministrativa antecedente all’anno 2007, l’AIAS di Avellino risultava fortemente indebitata con l’Erario per ritenute non versate relative ai modelli 770, Irap, Imposta di registro e con l’INPS per il mancato versamento dei contributi previdenziali;
  • il 21 novembre 2011, inoltre, la suddetta Associazione avviava  una procedura di licenziamento collettivo per 23 unità  delle tre strutture irpine con motivazioni inerenti a rettifiche di fatturato registrate in anni precedenti – crediti verso l’ASL di Avellino – oneri tributari e previdenziali arretrati dovuti – oneri e compensi di recupero del credito verso le Aziende Sanitarie – riduzioni di fatturato, erogazione del servizio di trasporto dei pazienti con mezzi propri non riconosciuto dal Servizio Sanitario Nazionale – incremento dei costi del personale anche nel riconoscimento di arretrati in virtù dei rinnovi contrattuali;
  • in data 21 novembre 2013 l’Associazione avviava una seconda procedura di licenziamento collettivo che, sempre sulle tre strutture della provincia di Avellino, riguardava altre 31 unità, ancora con motivazioni inerenti le rettifiche di fatturato precedenti – crediti maturati verso l’ASL di Avellino – oneri transattivi – riduzioni di fatturato e squilibrio economico;
  • il 17 dicembre 2014, ancora per 31 unità divise sulle tre strutture citate, l’Associazione avviava una terza procedura di licenziamento collettivo.
  • tra forti rimostranze delle O.O. S.S., in data 3 marzo 2015, l’AIAS chiedeva ai lavoratori di trasformare il contratto da full time a part time con l’obbligo di rinunciare espressamente all’assistenza del sindacato;
  • il 21 novembre 2017 veniva promosso uno sciopero del personale per il mancato accreditamento definitivo della struttura e per la mancata riscossione – in quel momento – di sei mensilità arretrate, pur avendo, l’AIAS, sempre e puntualmente incassato dall’Asl le spettanze per le prestazioni erogate;
  • da quello che ci è dato sapere, è almeno dal 2002 che la situazione dei dipendenti AIAS, oltre che nella testimoniata e progressiva riduzione del numero degli addetti, appare quantomeno disastrosa anche sotto il profilo contributivo, con i lavoratori, già in un contesto contrattuale fortemente penalizzante e senza salario da ormai ben sette mesi;
  • mentre il debito dell’AIAS, verso l’Inps e verso il fisco, si definiva, presumibilmente, in almeno 5 milioni di euro, tale condizione economica non sembrava aver intaccato né gli emolumenti percepiti dai vertici dell’Associazione nelle figure dei propri rappresentanti legali e neppure modificava il regime locatario che la suddetta Associazione conserva con la Onlus “Noi con Loro” per l’uso della struttura – concessa alla Onlus in comodato d’uso gratuito ma di proprietà comunale – che, dall’AIAS, continuava a percepire un fitto annuale di 300mila euro;
  • tale rapporto economico – al netto di alcune isolate posizioni non allineate espresse nel Consiglio comunale – c’è da dire, che mai è stato messo in discussione dalle amministrazioni comunali di Avellino che dal 1995 ad oggi si sono susseguite e che in 23 anni arriva a raggiungere la cifra rilevante di 6milioni e 900mila euro, ben superiore, dunque, al debito dell’AIAS con la previdenza e la fiscalità;
  • è un fatto noto che nei mesi passati la Guardia di Finanza di Avellino ha effettuato perquisizioni nella sede sociale dell’ AIAS e che sarebbero almeno dieci gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Avellino che coinvolge, tra gli altri, sia i vertici  dell’Associazione, sia quelli della Onlus “Noi Con Loro”.

Si rileva, inoltre, che:

  • in data 12 febbraio 2013 l’AIAS di Avellino depositava domanda di ammissione al concordato preventivo e che, però, al marzo 2013, non risultava alcuna presentazione della domanda di accreditamento istituzionale mediante la piattaforma “Soresa”, mentre il 30 settembre 2013 veniva pubblicato il deposito dell’istanza per la concessione del decreto di divieto all’inizio di azioni esecutive;
  • il 13 dicembre l’AIAS sottoscriveva un accordo di ristrutturazione dei debiti insieme alla transazione fiscale stipulata con l’Agenzia delle Entrate e alla transazione previdenziale stipulata con l’Inps;
  • il 30 dicembre 2013 – con Delibera 2206 – l’ASL esprimeva parere negativo all’accreditamento dell’AIAS, mentre, il giorno seguente, il 31 dicembre 2013, il Tribunale di Avellino dichiarava inammissibile la domanda di accesso al concordato preventivo, omologando, il successivo 28 febbraio 2014, l’accordo di ristrutturazione dei debiti;
  • a fine 2013, fuori dai termini fissati – marzo 2013 – l’AIAS otteneva una autorizzazione sindacale dal Comune di Avellino che comunque non avrebbe – secondo le leggi regionali – potuto ottenere;
  • il 20 agosto 2014 la Cgil presentava richiesta di accesso agli atti all’Asl per avere la relazione relativa alla delibera che sanciva la non accreditabilità dell’AIAS e che in data 22 agosto 2014 l’Asl negava l’accesso alla suddetta relazione.
  • Solo il 1 febbraio 2017 l’Asl prendeva atto della sottoscrizione, per la sede di Avellino, del contratto 2016/2017 con AIAS;
  • successivamente al sopralluogo, ordinato dalla Procura, dei Nas e della Guardia di Finanza, il Sindaco di Avellino sospendeva l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sociosanitaria, si è reso, dunque, necessario fermare, per motivi igienico-sanitari e di sicurezza, l’attività AIAS nei locali in cui l’Associazione viene ospitata, dove, fra i vari requisiti mancanti, risultava anche quello dell’antincendio.

Da quello che ci è dato conoscere, al fine di consentire l’emissione di un provvedimento definitivo riguardo la permanenza dell’Aias nell’elenco delle strutture “provvisoriamente accreditate” sappiamo che, sin dai primi giorni del gennaio 2018, tutti gli atti sono stati trasmessi al Commissariato regionale per il rientro del debito sanitario e che il Commissariato regionale guidato dal Presidente Vincenzo De Luca ha emesso il decreto di non accreditamento dell’AIAS di Avellino per mancanza dei requisiti minimi previsti dalla legge.

Pertanto la scelta dell’Asl di Avellino, per la fase transitoria, di affidare ad una cooperativa la riabilitazione dei circa 290 pazienti ex Aias, appare illegittima non essendo possibile l’affidamento a strutture non accreditate la riabilitazione ex art. 26 come confermato anche dalla sentenza numero 1057 del Tar Campania del 22 febbraio 2017.

 

Per quanto rilevato, si chiede di sapere:

  • come sia stato possibile che un’associazione in accreditamento provvisorio presso il Servizio Sanitario Regionale, e quindi di riflesso presso quello nazionale, che nel 2013 sia stata dichiarata “non accreditabile” dall’ASL di Avellino – con deliberazione n. 2206 del 30.12.2013 – abbia continuato a svolgere le sue funzioni e ad esercitare in regime di convenzione con il servizio sanitario della Regione Campania;

 

  • quali siano state le ragioni che, per oltre quattro anni, abbiano impedito l’emissione di un decreto definitivo  riguardante l’AIAS di Avellino;

 

  • qual è il motivo della non partecipazione della Regione Campania ai tavoli convocati dalla Prefettura di Avellino e perché, finanche nell’acuirsi della vicenda per i lavoratori AIAS e – in maniera conseguente – per i pazienti, la Regione Campania non abbia comunque ritenuto di parteciparvi;

 

  • se, come è pure emerso durante gli  ultimi incontri presso la Prefettura, in mancanza dell’accreditamento si intenda redistribuire il budget destinato all’AIAS di Avellino alle altre strutture accreditate della provincia di Avellino.

 

Si chiede, inoltre, di verificare

  • che tutti i diritti dei lavoratori siano rispettati, ad esempio, muovendosi per analogia rispetto a quanto prevede la legge sulla promozione sociale che, anche in casi analoghi, contempla il “passaggio di cantiere”.

 

Si chiede, inoltre, alla Giunta della Regione Campania, se non sia il caso di dare un indirizzo alle Asl affinché ci sia un’opzione per l’offerta diretta dei servizi di fisioterapia mediante la costituzione di un albo dei professionisti al quale attingere, piuttosto che, nel dover erogare questo tipo di servizio, di rivolgersi all’esterno.

 

F.to Consigliere regionale

Francesco Todisco