CASETTE SISMICHE, AL VIA IL CONFRONTO TRA “AQUILONIA-CARBONARA” ED IL COMITATO PALAZZINE BENE COMUNE

CASETTE SISMICHE, AL VIA IL CONFRONTO TRA “AQUILONIA-CARBONARA” ED IL COMITATO PALAZZINE BENE COMUNE

3 Gennaio 2020 0 Di La redazione

Si è svolto ad Aquilonia  un incontro tra il comitato civico Palazzine Bene Comune, nato nel dicembre
2017 per opporsi alla demolizione, deliberata dall’Amministrazione comunale, di 6 “casette asismiche” del
1930 ancora esistenti nel centro del paese (dette anche “palazzine”), e l’associazione AquiloniaCarbonara, gruppo politico che sosteneva allora, e tuttora sostiene nella nuova consiliatura, il sindaco
Giancarlo De Vito. L’incontro è stato richiesto da Aquilonia-Carbonara per consentire un confronto diretto
tra le rispettive impostazioni dopo due anni di prese di posizione pubbliche e di interventi sui media.
L’invito è stato accolto con favore dal comitato Palazzine Bene Comune, che fin dalla sua costituzione
richiede di potere esporre le proprie ragioni al cospetto di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella
decisione sulla sorte delle “casette”.
Aquilonia-Carbonara, rappresentata tra gli altri dall’avv. Lello Gala e dal consigliere comunale Vito
Maglione , ha dichiarato con nettezza che si debba soprassedere all’attuazione dei
provvedimenti di demolizione almeno finché non si sia svolto un confronto costruttivo che
superi le polemiche in corso e affronti il tema nel merito, ed ha riferito che di questa
impostazione il Sindaco è già informato. Tale posizione, hanno ribadito gli esponenti Gala e Maglione,
è indipendente dagli esiti della procedura di Verifica dell’Interesse Culturale richiesta dal Comune di
Aquilonia alla competente Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, che dovrà pronunciarsi in
merito al valore storico-culturale dei 6 edifici in base a quanto disposto dagli artt. 10 e 12 del D.Lgs
42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio). In altri termini, Aquilonia-Carbonara ha assicurato
c h e la posizione esposta nel corso dell’incontro resterebbe valida anche qualora la
Soprintendenza non dovesse riconoscere formalmente l’“interesse culturale” degli edifici in
questione. Ciò fermo restando che la valutazione che l’Amministrazione comunale è tenuta a fare in
merito alla sorte delle “casette” dovrà necessariamente tenere conto di aspetti tecnico-amministrativi che
secondo Aquilonia-Carbonara sono ancora da chiarire, e di ogni altra esigenza e aspettativa della
comunità, al fine di perseguire il bene comune.
Il comitato Palazzine Bene Comune, rappresentato dal regista Michele Citoni, dagli architetti Angelo
Castucci, Katia Fabbricatti ed Enzo Tenore e dall’ingegnere Virginio Tenore, ha accolto tale presa di
posizione con sorpresa e interesse, considerandola come una novità che può costituire premessa di
una svolta nel dibattito. I rappresentanti del comitato hanno tuttavia osservato che i formali e chiari
pronunciamenti per la demolizione – contenuti in una deliberazione di Giunta, in una determinazione
dell’Ufficio tecnico e nella Relazione inviata dal Comune alla Soprintendenza e accompagnati da quanto
dichiarato in passato dal Sindaco alla stampa – costituiscono un’emergenza di fatto ancora non superata,
e hanno ribadito che ritengono comunque necessaria la formale decadenza dei provvedimenti di
demolizione, che, a loro giudizio, oltre a essere errati nel merito contrastano con quanto
disposto dalle norme sui Beni Culturali sopra citate proprio in quanto emanati dall’Amministrazione
prima della necessaria Verifica dell’Interesse Culturale. I rappresentanti del comitato Palazzine Bene
Comune hanno inoltre sottolineato che solo una volta sgomberato il campo dalla suddetta
emergenza la questione delle “casette asismiche” del 1930 potrà essere considerata dalla
comunità non come un problema ma come una possibilità: un’occasione, attraverso la
conservazione di un brano del tessuto storico originario del paese di Aquilonia, sia per rafforzare l’identità
del paese e il radicamento dei suoi abitanti, sia per progettare nuove funzioni e servizi.
Tutti i partecipanti all’incontro hanno concordato sul fatto che il conflitto attorno alla questione delle
“casette” debba evolvere generando momenti di studio della questione sotto ogni aspetto tecnico e
culturale, azioni di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza, confronto pubblico
sulle possibilità concrete di rigenerazione e riuso degli edifici, così da consentire una decisione finale sulle
nuove destinazioni d’uso che sia partecipata e fondata su una riflessione approfondita.