CASERTA, LA PROTESTA DI UN MALATO DI SLA: SENZA ASSISTENZA MEGLIO IL SUICIDIO

CASERTA, LA PROTESTA DI UN MALATO DI SLA: SENZA ASSISTENZA MEGLIO IL SUICIDIO

4 Ottobre 2019 0 Di La redazione

“Se non è possibile vivere in maniera dignitosa, preferisco il suicidio assistito”. E’ forte la provocazione lanciata da Antonio Tessitore, 43enne di Villa Literno (Caserta) da oltre quindici anni malato di Sla: oggi Tessitore ha protestato davanti alla sede dell’Asl di Caserta, e ha pronunciato parole cariche di rabbia e frustrazione, denunciando la sua personale situazione.

“Allo stato attuale – spiega – il personale assegnatomi è di sole tre persone nell’arco delle 24 ore, un numero insufficiente; la formazione inoltre avviene a mio carico, e si protrae per tempi indefiniti, dipendenti dalle capacità degli operatori che mi assistono”. Le difficoltà risiedono nel fatto che l’Ambito sociale, formato dai Comuni, che contribuisce economicamente per il 50% ai progetti assistenziali, non eroga fondi alla coop titolare del servizio: “Ciò ovviamente si ripercuote sul personale, non avendo la coop i soldi per poter assumere o inquadrare in maniera stabile i dipendenti; e a pagare il conto più salato siamo noi pazienti”.