CARITAS, MELE: LA SALUTE MENTALE E’ GRAVEMENTE AMMALATA

CARITAS, MELE: LA SALUTE MENTALE E’ GRAVEMENTE AMMALATA

22 Giugno 2020 0 Di Pellegrino Marciano

Anche la salute mentale, non solo quella fisica, è a rischio a causa della pandemia di coronavirus. E’ l’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli ultimi rapporti indicano, infatti, già un aumento dei sintomi della depressione e dell’ansia in numerosi Paesi. L’isolamento sociale, la paura del contagio e la perdita di familiari sono aggravati dall’angoscia causata dalla perdita di familiari e di reddito e spesso dalla disoccupazione.

Nei nostri territori, già provati nel tempo da una condizione sociale ed economica molto difficile, gli esiti di questa pandemia sul piano dell’incidenza delle malattie mentali potrebbe risultare davvero devastante, andando ad incrementare tristi primati quale l’incidenza del tasso di suicidi. Non solo, soprattutto uno stato di “abbandono domestico” che si nota in particolare nella città capoluogo, che a volte diventa cronaca mediatica. Tutto ciò è comprovato da un report di servizio di “Ascolto” approntato a titolo gratuito dal direttore del DSM. Rispetto a questo allarme della Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché dall’istituto Superiore di Sanità, ci chiediamo quali misure e quale organizzazione sia stata messa in campo dalla nostra Azienda Sanitaria Locale e se il tema della Salute Mentale costituisca una priorità, così come dovrebbe essere, per coloro ai quali è affidato il compito della programmazione sanitaria.

Purtroppo, nell’ambito della salute mentale, la nostra realtà provinciale viene in questo momento storico, da lunghi anni di depauperamento delle risorse e di personale specifico e dalla totale assenza di un progetto e di servizi (strutture), che pure la legge pone in obbligo da realizzare (vedi Progetto Obiettivo della Salute Mentale).

La città capoluogo, e i comuni collegati (Atripalda e Mercogliano) ad esempio non hanno un Centro di Salute Mentale, l’unico è delocalizzato nell’ex Ospedale di Monteforte non facilmente raggiungibile dall’utenza. I servizi “territoriali” di Ariano Irpino e di Sant’Angelo dei Lombardi sono addirittura collocati all’interno degli Ospedali, contravvenendo allo spirito della Salute mentale di Comunità che ha ispirato la riforma nel lontano 1978.

Ma ancora più grave è l’assenza di Centri Diurni e Day hospital territoriali previsti dalla legge, ma chiusi oramai da anni. La Residenzialità, cioè le strutture di Riabilitazione, sono prevalentemente presenti in Alta Irpinia; domanda: perché in Alta Irpinia? Ciò crea particolari disagi per i spostamenti logistici per i familiari dei pazienti.

Gravissimo: non si segnalano sul territorio attività di prevenzione! Come non mai necessarie in questo momento storico, ripeto, in particolare nei comuni maggiormente abitati.

Per non parlare delle strutture penitenziarie dove da alcuni anni non si riesce ad assicurare un servizio psichiatrico stabile e un supporto psicologico, necessario e richiesto più volte dai direttori degli Istituti di pena, in parte assicurato dal Garante tramite un’associazione di professionisti nel settore.

La Salute Mentale è in grande affanno e non appare essere una priorità strategica della ASL.

Prima che la Salute Mentale, già gravemente ammalata muoia, si intervenga presto per il bene della cittadinanza e per dovere istituzionale.

Carlo Mele