CARENZA MEDICI DI BASE.  PROTESTE E SOFFERENZE DA BISACCIA E MERCOGLIANO

CARENZA MEDICI DI BASE. PROTESTE E SOFFERENZE DA BISACCIA E MERCOGLIANO

23 Agosto 2021 0 Di La redazione

Da un capo all’altro della provincia la carenza di medici di famiglia sta provocando disagi. Mercoledì scade il secondo avviso per trovare un sostituto a Bisaccia, il primo è andato deserto. A Mercogliano cittadini che si sentono “abbandonati” dopo il trasferimento del medico e in assenza di un sostituto

Medico di famiglia cercasi. “Merce” rara in pandemia e ancora di più – se con zelo e attaccamento alla professione – il dottore si dedica alle vaccinazioni. Ma in molti paesi sta purtroppo diventando una chimera, specie in alta Irpinia. Dove le strade di collegamento sono pessime e i centri ospedalieri più vicini distano chilometri. A Bisaccia, il prossimo pensionamento di un medico di famiglia, sta lasciando un vuoto incolmabile. Il primo bando Asl per sostituirlo due mesi è andato deserto. Il secondo scade mercoledì. Le premesse non sembrano buone. Trasferirsi per soli due mesi, senza poi avere certezza di lunga stabilizzazione, non incoraggia i possibili sostituti che in questa fase subentrerebbero all’assenza per malattia. I pazienti, nel frattempo, potrebbero essere presi in carico temporaneamente da medici in servizio sui quali spalmare l’utenza. Ma questo non può avvenire per ragioni economiche. I soliti risparmi e tagli sulla sanità che – la pandemia avrebbe dovuto insegnare – sarebbe meglio scongiurare. A Mercogliano pazienti adirati. Il medico lascia per trasferirsi in un altro distretto ma nessuno si fa carico della gestione del passaggio ad altro medico. Senza preavviso, a soffrire, sono soprattutto quei pazienti che hanno bisogno di prestazioni certificate per visite delicate. In moti per i medicinali stanno facendo ricorso alla guardia medica, che però, per fare un esempio, non potrà prenotare può, ad esempio, prenotare una visita diabetologica. Meno sanità, meno cure. Il numero dei medici diminuisce di mese in mese. La buona notizia è che circa 18 nuovi medici dovrebbero in Irpinia entrare in servizio entro il 30 settembre a tempo indeterminato. La previsione negativa nel giro di un anno è di altri 100 pensionamenti. I numeri non reggono. E in certi casi neppure più la pazienza dei pazienti.