CAMPANIA, RICOVERI OLTRE QUOTA 1200, MA CIRCA LA META’ DEI DEGENTI POTREBBE ESSERE CURATA A CASA

CAMPANIA, RICOVERI OLTRE QUOTA 1200, MA CIRCA LA META’ DEI DEGENTI POTREBBE ESSERE CURATA A CASA

28 Ottobre 2020 0 Di Delfino Sgrosso

Non si arresta la curva dei contagi in Campania, con la nostra regione che ha fatto segnare 2761 nuovi casi, nuovo record, a fronte dei 14.781 tamponi effettuati, per un’incidenza del 18,7% circa. Il dato è piuttosto elevato soprattutto se paragonato a quello nazionale. Ieri infatti, pur sfiorando i 22mila casi, in Italia si sono processati 174.398 tamponi, con un tasso di positività del 12,6%, oltre 6 punti inferiore a quello campano ed un punto inferiore a quello registrato ieri.

Ancora circa il 96% dei positivi di giornata risultano non avere sintomi nella nostra regione, eppure le strutture sanitarie sono soggette a un notevole stress, con i posti letto Covid occupati all’80%. Almeno una metà di questi ricoveri non sono necessari, ossia sono codici verdi che possono tranquillamente seguire terapie da effettuarsi anche tra le mura domestiche, non necessitando ad esempio di ossigenoterapia a bassi flussi.

Come mai questa situazione? Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto la maggiore conoscenza della malattia consente di somministrare farmaci in grado di far rallentare o fermare l’avanzata della malattia nelle prime fasi. Ma gran parte dei ricoveri diciamo “non necessari”, avviene perché molte, moltissime persone non rispettano la procedura da attuarsi e, avvertendo sintomi, vanno direttamente al Pronto Soccorso invece di contattare il medico di famiglia come ripetutamente illustrato sin dall’inizio della pandemia.

La paura del virus innesca infatti una reazione psicologica molto particolare che finisce con il mandare in ospedale molti più pazienti del dovuto. A ciò si aggiunge che la filiera medico di famiglia-Asl si infrange proprio su queste ultime, incapaci spesso di far fronte in tempi ragionevoli ai protocolli stabiliti, soprattutto per i tamponi. E così chi ha qualche linea di febbre o un po’ di tosse viene ricoverato quando invece potrebbe tranquillamente effettuare il decorso in isolamento a casa propria, essendo, ripetiamo, un codice verde.

In Campania, soprattutto nelle aree più densamente abitate, è proprio l’isolamento domiciliare uno dei problemi, perché, spesso proprio a causa della eccessiva densità abitativa, non è possibile attuare l’isolamento in sicurezza. Non è la gravità della malattia a spingere al ricovero dunque, almeno per la metà dei sintomatici ordinari, ma fattori contingenti, tra paura del virus, incapacità di seguire i protocolli da parte dei pazienti o di applicarli da parte delle strutture sanitarie, impossibilità di quarantena a casa per le condizioni abitative.

Nella nostra regione ciò si traduce nella sofferenza di molti reparti ospedalieri e nella necessità, dunque, di arrivare ad almeno 400mila tamponi al giorno per meglio tracciare i positivi e di assumere almeno 10mila medici. O di fare come in Lombardia, dove si stanno attivando ambulatori per pazienti paucisintomatici, cioè con sintomi non importanti, che vengono visitati e dimessi direttamente dal Pronto Soccorso, con contatto telefonico e visita entro 24 ore.

Ma servono mezzi e personale, punto debole, ci sembra, dell’intera filiera.