CAMPANIA QUASI AL 18%, ASINTOMATICI OLTRE IL 95%, IL CONTAGIO VIAGGIA IN REGIONE ED IN TUTTO IL PAESE

CAMPANIA QUASI AL 18%, ASINTOMATICI OLTRE IL 95%, IL CONTAGIO VIAGGIA IN REGIONE ED IN TUTTO IL PAESE

2 Novembre 2020 0 Di Delfino Sgrosso

Record di contagiati e tamponi per la Campania nell’ultimo aggiornamento sulla situazione relativa alla Covid. 3860 nuovi casi a fronte di ben 21785 tamponi restituiscono un’incidenza del 17,8%, in lieve aumento rispetto ai dati della giornata precedente ma sostanzialmente stabili. Si riduce la forbice con l’intero Paese, dal momento che l’Italia ha registrato 29.907 nuovi casi a fronte di 183.457 tamponi, per un 16,3% di incidenza superiore di un punto e mezzo al dato precedente.

Pesano i tantissimi contagi della Lombardia, che fa segnare 8607 nuovi casi, ma anche quelli della Campania, che è seconda di giornata per il numero assoluto ed è diventata la terza Regione con più casi totali, 59.600, dopo il Piemonte e l’inarrivabile Lombardia. Ancora una volta stupisce l’altissimo numero di asintomatici registrati. Dei 3860 positivi ben 3686 sono risultati privi di sintomi per una percentuale che va ben oltre il 95%.

Questo dato è importantissimo per capire l’andamento della pandemia nella nostra regione. Se da un lato infatti l’altissimo numero di asintomatici non intasa le terapie intensive degli ospedali, dall’altro rischia di gonfiare i numeri dei ricoveri “ordinari” per Covid, di cui almeno la metà, come già evidenziato, sono non gravi. Di questi ultimi sono molti quelli non rispedibili a casa a causa di condizioni abitative non adatte ad una quarantena, quali ad esempio famiglia numerosa in pochi vani, presenza di anziani, impossibilità di isolamento fattivo ed efficace per autosufficienza non completa e simili.

Ed allora resta inevaso un quesito: perché la Regione non attiva un numero cospicuo, o comunque commisurato alle esigenze, di Covid Hotel, ossia strutture non sanitarie dove i degenti meno gravi e gli asintomatici possono svolgere il loro periodo di quarantena seguiti comunque da personale medico ma senza intasare i ricoveri ospedalieri? Perché oltre a strutture esistenti non si attivano quelle dedicate, anche modulari, paventate nel corso dei mesi più duri della pandemia?

Perché non si pensa a sgravare le strutture ospedaliere in questo modo invece di pensare a chiusure generalizzate, vera e propria follia in una regione che ha fortissimi squilibri di densità abitativa e che la ha città metropolitana di Napoli, coincidente con la vecchia provincia, con la prima densità abitativa d’Italia, superiore a Milano del 25% ed oltre tre volte quella di Roma?

Fare per fare bene, con raziocinio, non per evitare di scontentare potenziali elettori: questa appare, in questo momento, paradossalmente, la cosa più difficile.