CADE CIAMPI, MA LE RAGIONI PER CUI GLI AVELLINESI LO HANNO ELETTO SONO ANCORA IN PIEDI

CADE CIAMPI, MA LE RAGIONI PER CUI GLI AVELLINESI LO HANNO ELETTO SONO ANCORA IN PIEDI

24 Novembre 2018 0 Di Sandro Feola

L’errore che spesso commettono i protagonisti della vita politica è quello di confondere i propri convincimenti con l’opinione degli elettori, di supporre che la gente osservi le dinamiche amministrative con gli stessi occhi con i quali le osservano loro.

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I consiglieri comunali e i partiti che esultano per la sfiducia al Sindaco Ciampi dovrebbero chiedersi se con l’ormai ex primo cittadino siano venute meno anche le ragioni per le quali il 60% degli avellinesi solo 5 mesi fa lo ha voluto alla guida di Palazzo di Città.

Riportare il Capoluogo alle urne è stato facile, se non altro perché l’amministrazione in carica si è insediata già azzoppata da una legge elettorale per molti versi bislacca. Facile anche perché Ciampi non è riuscito a trasmettere ai consiglieri comunali la sua personalità, il suo carattere, le sue idee, il suo stile, la sua naturale propensione al dialogo. Ha agevolato, invece, una comunicazione anch’essa per tanti versi singolare, che ne ha fatto una sorta di dottor Jekyll e mister Hyde, che di persona ascolta e interloquisce, mentre sui social lancia strali agli avversari, senza disdegnare l’avallo di disdicevoli iniziative mediatiche come la pubblica gogna dei consiglieri comunali di opposizione.

vincenzo ciampi sindaco avellino

Vincenzo Ciampi

Tuttavia nessuno si illuda: il M5S non è destinato a sconfitta certa. L’esito di una campagna elettorale che si prospetta lunga e agguerrita non è per niente scontato. Perché l’errore che spesso commettono i protagonisti della vita politica è quello di confondere i propri convincimenti con l’opinione degli elettori; di supporre che la gente osservi le dinamiche amministrative con gli stessi occhi con i quali le osservano loro. E poi di immaginare che l’elettorato possa cambiare opinione per un Ferragosto festeggiato a metà o perché alcune degli atti prodotti in quest mesi presentavano vizi amministrativi dei quali la gente comune neanche conosce l’esistenza.

Le forze politiche che hanno sfiduciato l’amministrazione pentastellata possono dire in tutta onestà che in appena 5 mesi sono venute meno le tante e complesse motivazioni che hanno portato gli avellinesi ad eleggere Ciampi? Possono dire in serenità che sono bastati 150 giorni affinché gli elettori maturassero la convinzione che Giunta e sindaco sono inadeguati ad amministrare la città? Sono bastati la mancata presenza del Dj Clementino o il copia incolla di un programma elettorale per far cambiare idea a tutti quelli che lo scorso mese di giugno hanno scelto Ciampi? Di colpo è scomparsa negli avellinesi la nausea per un Pd che è una federazione di bande che si occupa prevalentemente, con le dovute eccezioni, di ottenere il potere per farne una gestione fine a se stessa? Di un centrosinistra fatto da una classe politica che, anche qui fatte le dovute eccezioni, perpetua se stessa e in 20 anni non è stata capace di risolvere problemi annosi e di immaginare un futuro di sviluppo per la città?

Non viene il dubbio a nessuno che la sfiducia dopo appena 5 mesi servirà a trasmettere l’idea di una classe politica che non ha consentito ai nuovi amministratori di realizzare il cambiamento promesso? Nessuno teme che il commissariamento determinato oggi sia percepito come un affronto alla volontà popolare?

A maggio sapremo. Per adesso l’unica certezza che abbiamo è che difficilmente si entra in Paradiso a dispetto dei Santi. Figuriamoci dopo averli indispettiti ulteriormente.