CADAVERE NEL FIUME AD APICE: È LA 51ENNE DI GROTTAMINARDA

CADAVERE NEL FIUME AD APICE: È LA 51ENNE DI GROTTAMINARDA

8 Marzo 2019 0 Di La redazione

È della donna scomparsa da Grottaminarda il cadavere rinvenuto nel greto del fiume Ufita ieri pomeriggio. La sorella gemella l’avrebbe riconosciuta. Resta il giallo su come e perchè la 51enne sia deceduta.

Ci avevano, purtroppo, visto giusto gli inquirenti: il cadavere di donna in avanzato stato di decomposizione rinvenuto sul greto del fiume Ufita, in località San Lorenzo, sul confine tra i comuni di Apice, Melito e Montecalvo, è della donna scomparsa a Grottaminarda a metà gennaio. Nel pomeriggio presso l’obitorio dell’ospedale Rummo di Benevento è giunta la sorella gemella per il riconoscimento. Nonostante le sconvolgenti condizioni del cadavere, mutilato degli arti superiori e di parte degli inferiori, preda di animali selvatici, segnato dalle intemperie e dallo scivolamento nel fiume, la donna avrebbe riconosciuto la sorella in alcuni tratti del viso.

Un compito straziante per lei già segnata dalla sparizione improvvisa della sorella e dall’epilogo peggiore che si potesse immaginare. D’altra parte l’intero paese è sconvolto per la tragedia che ha colpito una famiglia perbene, rispettata, di buona cultura. Una donna bella, seria, colta anche lei, multilingue, sfortunata però nell’ambito lavorativo.

La 51enne era uscita un lunedì pomeriggio da casa per andare a comprare le sigarette, quindi non aveva gran che con sé e questo ha fatto sin da subito pensare al peggio, anche se nei familiari è sempre rimasta viva la speranza che potesse trattarsi di un allontanamento volontario.  Sta di fatto che a casa non vi è mai più tornata. Lascia una figlia 21enne, prossima alla laurea. 

Il lavoro degli inquirenti però non si conclude qui, va stabilito come e perchè sia deceduta. Probabile quindi che nelle prossime ore il Magistrato disponga l’autopsia. Tra le ipotesi, quella più plausibile, è che la donna, colta da una crisi depressiva, si sia gettata da uno dei ponti sull’Ufita e poi trasportata fino ad Apice dalle piene verificatesi in questi mesi.