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BILANCIO, L’EQUILIBRIO CHE FA CADERE (O RIALZARE) FOTI

Favorevoli 15 ma altrettanti sono i contrari. Un perfetto equilibrio che fa saltare l’approvazione degli assestamenti di bilancio.

L’Amministrazione Foti non arriva al capolinea per un solo voto (finendo sotto nei numeri il Consiglio comunale sarebbe stato sciolto immediatamente).

L’esperienza amministrativa potrebbe essere arrivata al termine se lo vorrà il sindaco, nel caso in cui, di fronte al quadro politico labile, decidesse di dimettersi.

Cosa accade ora in realtà. Come ha spiegato al termine della convulsa seduta il Presidente dell’assise, Livio Petitto, Testo unico sugli enti locali alla mano (e il caso è unico nel suo genere, mai verificatosi prima): “Con la mancata approvazione scatta la diffida del Prefetto, ci saranno 20 giorni di tempo per riconvocare il Consiglio e votare gli equilibri, un po’ come se il sindaco si fosse dimesso”.

Paolo Foti a margine della seduta, conversando con i giornalisti ha mostrato voglia di andar via, pur lasciandosi una porta aperta. Mentre si dibatteva sullo scioglimento o meno del consiglio man mano che i funzionari comunali fornivano chiarimenti sulle procedure, il primo cittadino ha testualmente dichiarato: “Avevo chiesto ai miei collaboratori  di aiutarmi domani mattina a raccogliere tutta la mia roba, i mie effetti personali,  che – a prescindere da come andrà a finire – domani mattina porterò via”.

Dimissioni in vista? O pausa di riflessione e nuovi tentativi di mediazione? Il sindaco nel caso in cui decidesse di andare avanti dovrà dimostrare al Prefetto di avere una maggiorazza. Magari con i dameliani assenti oggi e che potrebbero serrare i ranghi Pd rindando linfa al consiglio e alla futura giunta?  Improbabile dopo la sostanziale sfiducia di pochi giorni fa, ma non impossibile dopo le apertura a parola della Presidente del consiglio regionale. E ancora, visto il sottile equilibrio, non è da escludere un ulteriore rimescolamento delle carte in gioco.

Stando ai fatti. L’ultima votazione in aula ha visto la maggioranza esprimersi e votare, almeno inizialmente, alla presenza di un esiguo numero di consiglieri d’opposizione; una mossa studiata a tavolino dai dissidenti che si erano temporaneamente allontanati. Una mossa risultata decisiva per scongiurare l’eventuale mancanza del numero legale ad opera della maggioranza; con il via alla votazione, invece, i dissidenti sono rientrati alla spicciolata esprimendosi sfavorevolmente. A votare contro gli equilibri sono stati i consiglieri: Festa, Negrone, Genovese, Miro, Di Iorio e Poppa. Sei voti, che sommati ai nove dell’opposizione, sono risultati determinanti per la parità sul mancato equilibrio di bilancio. Evidentemente alla base dei no ci sono ragioni e motivazioni diverse, dissensi, mal di pancia e mancati confronti che appaiono difficilmente sanabili.

Due a questo punto le ipotesi possibili, Foti dimissionario con scioglimento del Consiglio e commissariamento.

Oppure,  accordo per la prossima votazione degli equilibri (sempre che il Prefetto sposi questa tesi).

Presenti in alla seduta anche alcuni big del partito democratico, membri del direttorio provinciale quali Enzo De Luca e Valentina Paris. Per dirla in termini calcistici è finita con un “clamoroso a Piazza del Popolo”, ora si giocano i supplementari prima del triplice fischio.

FOTI

 

Circa Vincenzo Di Micco

Vincenzo Di Micco

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