BEATIFICAZIONE DI PADRE EMILIO MARIA COLOMBO, SI INSEDIA IL TRIBUNALE ECCLESIASTICO

BEATIFICAZIONE DI PADRE EMILIO MARIA COLOMBO, SI INSEDIA IL TRIBUNALE ECCLESIASTICO

6 Febbraio 2020 0 Di La redazione

Sabato 8 febbraio, alle ore 17,00, presso il Palazzo Abbaziale di Loreto di Montevergine a Mercogliano (AV), si svolgerà il Rito di insediamento del Tribunale per la sessione di apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita, virtù, fama di santità e segni del Servo di Dio P.D. Emilio (Giovanni) Maria Colombo O.S.B. Nato il 14 settembre del 1920 a Petruro, piccola frazione di Forino, a pochi chilometri da Avellino, entrò giovanissimo nell’alunnato monastico dell’Abbazia di Montevergine fino a vestire l’abito cenobitico per mano dell’abate Giuseppe Ramiro Marcone.

Mite, umile, caritatevole, dotato di profonda spiritualità e sensibilità, ma soprattutto di una fede ardente al punto di divenire lui stesso un riferimento per tutti i confratelli e per coloro che lo incontrarono nel cammino della propria vita. Padre Emilio aveva sempre parole buone per tutti, cariche di dolcezza, di speranza, di comprensione. Per i giovani studenti e futuri sacerdoti, nel tempo che fu rettore del seminario, fu uno straordinario esempio di integrità, di impegno quotidiano e di alta spiritualità. Aveva inoltre una profonda devozione per la Madonna, che lo portava a consumarsi le mani nella recita ininterrotta e quotidiana del Santo Rosario.

L’inizio della causa di beatificazione è un atto fortemente voluto dall’abate di Montevergine, P. Riccardo Luca Guariglia che, in prima persona, dal 1981 fino al 2000, anno del transito del Servo di Dio, ebbe modo di saggiarne le straordinarie doti umane che furono determinanti nel processo di crescita spirituale di tutti i giovani monaci di quel periodo. Per tale ragione il padre abate ha nominato il P. Massimiliano Noviello OFMCap, quale postulatore della causa relativa al P. Emilio Colombo.

Breve profilo biografico del Servo di Dio, P.D. Emilio M. Colombo Osb

Il servo di Dio nacque a Petruro di Forino, in provincia di Avellino, il 14 settembre 1920 da Antonio Colombo e Carolina Cipolletti; il 7 ottobre fu battezzato e gli venne imposto il nome di Giovanni.
La sua infanzia fu semplice, come quella di tanti altri bambini, ma già da allora si intravedeva la sua particolare predisposizione verso la vita religiosa.
Aveva solo dieci anni quando entrò scolaro a Loreto di Montevergine.
Fu poi accolto nel monastero benedettino e, a tredici anni, vestì gli abiti probanti per mano del rev.mo P. Abate Giuseppe Ramiro Marcone; i voti semplici furono da lui emessi nel 1938, seguiti dalla professione solenne il cinque ottobre 1941 e, dopo essersi laureato nelle discipline teologiche a Subiaco, fu ordinato sacerdote il 23 maggio 1943 dal rev.mo p. abate Simone Lorenzo Salvi.
Dopo la sua ordinazione sacerdotale, il Servo di Dio fu subito scelto all’interno dell’Ordine Benedettino per incarichi di fiducia e responsabilità, in riconoscimento alla sua preparazione e, soprattutto, alla sua alta spiritualità. Ebbe una carriera monastica rapida, senza incomprensioni o difficoltà: sacrista della Basilica Cattedrale di Montevergine; direttore spirituale del seminario di Avellino, cappellano delle suore benedettine di S. Maria di Montevergine e maestro dei novizi al noviziato provinciale al Sacro Speco.
Tra gli incarichi ricevuti vi fu anche quello di professore di matematica in tutte le classi del ginnasio di Montevergine; per l’alunnato e per il seminario, il Nostro, fu anche professore di italiano e latino nelle scuole medie.
Tra le molteplici attività del Servo di Dio vi fu quella di occuparsi della formazione della gioventù monastica, insistendo molto sull’importanza della pietà e dello studio, cosa che sottolineava in molteplici occasioni, anche nelle visite pastorali e conferenze alle case circondariali.
Con lo stesso impegno con cui si dedicò ai giovani, padre Emilio si occupò dell’attività di confessore delle suore dell’orfanotrofio.
La sua attività ed esperienza di studioso di mariologia si concretizzò in una serie numerosa di scritti e articoli pubblicati nel Bollettino del Santuario di Montevergine di cui fu anche il direttore dal 1967 al 2000. L’umiltà del Servo di Dio fu espressione di incontro per servire e riportare ad unità religiosa l’Abbazia di Montevergine e per ristabilirne, su un piano conciliativo, i rapporti consunti; tanto è vero che le sue straordinarie virtù vennero conosciute non solo dai suoi confratelli, ma anche dai fedeli e da quanti ebbero occasione di incontrarlo.
Tutta la vita di Padre Emilio fu un’assidua lode al Signore e alla Madonna. La sua formazione, acquisita nell’ordine benedettino, gli permise di consolidare quella fede già trasmessa dalla famiglia e di darle una maggiore consistenza; difatti non solo rispose alla chiamata del Signore, ma si preoccupò di approfondire personalmente la fede mariana anche con numerosi e continui seminari. Egli manifestò il suo approccio mariano non solamente nella preghiera, nell’unione col Signore, nella direzione spirituale o nella formazione dei giovani, ma soprattutto nella celebrazione della s. Messa.
Padre d. Emilio non si fermò mai davanti alle difficoltà che la vita gli pose innanzi, ma era sempre supportato dalla sua profonda fede che derivava da una illimitata fiducia nel sostegno della Madre di Dio.