BATTISTI, UN CASO LUNGO QUARANT’ANNI

BATTISTI, UN CASO LUNGO QUARANT’ANNI

14 Gennaio 2019 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per cesare battistiNella inconsueta tranquillità di una giornata sostanzialmente priva di calcio, con le sole partite della Coppa Italia ad intrattenere l’utente radio/televisivo medio della domenica, i mezzi di comunicazione letteralmente deflagrano alla notizia dell’arresto di Cesare Battisti. Classe 1954, Battisti è, curiosamente, un perfetto omonimo di uno dei più grandi patrioti italiani, quel Cesare Battisti, irredentista, morto impiccato nel 1916 per mano degli austriaci. Ma il Battisti “moderno” non è né un eroe né tantomeno un patriota. Il suo arresto ha suscitato un clamore assolutamente proporzionale alle sue poco lusinghiere “gesta” ed alla durata della sua caccia da parte dello Stato italiano, durata circa quaranta anni anche, e soprattutto, a causa della connivenza di alcuni Stati esteri, Francia e Brasile in primis. Ma chi è Cesare Battisti? Cosa ha fatto quest’uomo così lungamente ricercato? Perché ha avuto copertura da parte di alcuni Stati? Per chi avrà la pazienza di leggere, proveremo a chiarire alcuni punti, in modo da fare quanta più luce possibile su una delle tante pagine intrise di sangue relative agli “Anni di Piombo”.

 

  • Chi è Cesare Battisti?

Risultati immagini per cesare battistiCesare Battisti nacque a Cisterna di Latina nel 1954 da una famiglia di estrazione contadina e operaia, con tradizioni comuniste. Da adolescente si iscrisse al Partito Comunista Italiano e fece parte della FGCI, il gruppo giovanile del PCI, ma ne uscì poco dopo. Nel 1968 si iscrisse al liceo classico, ma già nel 1971 abbandonò la scuola. Fu quindi protagonista di una fase giovanile piuttosto burrascosa, segnata da atti di teppismo e di piccola delinquenza, che lo segnalarono più volte all’attenzione delle forze dell’ordine.  Battisti venne infatti arrestato due volte per rapina: la prima nel 1972, per una rapina compiuta a Frascati; la seconda, nel 1974 per una rapina con sequestro di persona compiuta a Sabaudia ma non scontò la pena. Venne denunciato anche per essere scappato in albergo con due ragazze di 16 e 13 anni ma non venne condannato. Nel 1977 fu nuovamente arrestato per aver aggredito un Sottufficiale dell’Esercito mentre svolgeva il servizio militare, e quindi rinchiuso nel carcere di Udine.

Risultati immagini per cesare battistiQui entrò in contatto con Arrigo Cavallina, ideologo dei Proletari Armati per il Comunismo (PAC), che lo accolse nell’organizzazione. Trasferitosi a Milano, cominciò a partecipare alle azioni del gruppo PAC, responsabile prima di varie rapine a banche e supermercati nel quadro di quelli che all’epoca venivano definiti negli ambienti eversivi “espropri proletari” e, successivamente, anche di alcuni omicidi di commercianti e appartenenti alle forze dell’ordine. Battisti tuttavia, pur riconoscendo la sua precedente militanza nella lotta armata, fatto da cui non si è mai dissociato o pentito, nel 2009 dichiarò la sua estraneità a essi, e affermò di non avere mai sparato a nessuno. Secondo le sentenze, invece, sarebbe rimasto fino al 1979 nei PAC, quando, nell’ambito di un’operazione antiterrorismo di vaste proporzioni, Battisti venne arrestato, detenuto nel carcere di Frosinone e condannato inizialmente, in primo grado (unico processo in cui non fu contumace) a 12 anni per possesso illegale di armi da fuoco e banda armata con aggravante di associazione sovversiva, nell’ambito del processo per l’omicidio del gioielliere Pierluigi Torregiani, ucciso il 16 febbraio 1979, processo poi esteso anche agli altri omicidi dei PAC. Il 4 ottobre 1981 Battisti, che affermò di temere per la propria incolumità in prigione, riuscì a evadere e a fuggire in Francia.

 

  • Cos’è un “esproprio proletario”?

È un termine che indica la sottrazione di merci a un esercizio commerciale per motivi politici. Giuridicamente, l’esproprio proletario è un reato comune, configurabile, a seconda delle modalità di esecuzione, come furto, rapina o saccheggio. L’espressione, poi divenuta d’uso comune, è stata coniata da taluni gruppi della sinistra extraparlamentare italiana negli anni settanta.

 

  • Cosa sono i “PAC”?

Risultati immagini per proletari armati per il comunismoI PAC (Proletari Armati per il Comunismo) furono una formazione terroristica di estrema sinistra che si formò in Lombardia nel 1977. Dopo le Brigate Rosse (86 omicidi circa) e Prima Linea (16), le principali organizzazioni armate di sinistra in Italia degli anni di piombo, i PAC rappresentarono, tra le molte sigle esistenti, la terza forza del terrorismo rosso per numero di attentati (tra cui 5 omicidi).

 

  • Quindi i PAC somigliavano alle Brigate Rosse, ossia Battisti si può ritenere un brigatista?

Assolutamente no ed è bene chiarire questo punto.

Come tutti i gruppi autonomi, i PAC non puntavano infatti né alla costruzione di un nuovo partito comunista, né a un rovesciamento immediato del potere. Cercavano piuttosto di assumere il controllo del territorio, spostandovi i rapporti di forza a favore delle classi subalterne, e in particolare delle loro componenti giovanili. Questo progetto, che certamente non ha funzionato e che era sbagliato in modi, tempi e luoghi, non collimava sicuramente con quello delle BR.

Le Brigate Rosse si definivano infatti come un “esercito guerrigliero”, un esercito che avrebbe dovuto completare ciò che la Resistenza aveva iniziato, resistendo non più all’occupazione nazi-fascista ma alla più subdola “occupazione economico-imperialista del SIM (Stato Imperialista delle Multinazionali)”, diretta emanazione del capitalismo statunitense, cui bisognava rispondere intraprendendo un processo di lotta armata che potesse scardinare i rapporti di oppressione dello Stato e fornire lo spazio di azione necessario allo sviluppo di un processo insurrezionale che avrebbe condotto alla nascita di una democrazia popolare di stampo sovietico, o quanto meno di matrice leninista, espressione della dittatura del proletariato.

Benché negli anni le varie organizzazioni terroristiche, che si consideravano alleate ed antagoniste allo stesso tempo, si siano scambiate uomini e mezzi, è evidente che nei PAC non vi era la stessa matrice ideologica delle Brigate Rosse.

 

  • Quali sono le accuse mosse a Battisti?
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Il terrorista Giuseppe Memeo durante gli scontri con la Polizia del 14 Maggio 1977, in uno scatto celeberrimo

Oltre a quanto già a lui imputabile, relativamente agli anni precedenti al suo ingresso nei PAC, Battisti è accusato di aver preso parte o fornito “copertura armata” anche a quattro omicidi sul finire degli anni Settanta.

Il 6 giugno 1978, Antonio Santoro è il primo a cadere sotto i colpi dei PAC. A 52 anni vive con la moglie e i tre figli, a Udine, dove è a capo con il grado di maresciallo del carcere di via Spalato. A sparare, secondo gli inquirenti, sono Battisti e una complice. Per i PAC quello è il battesimo del fuoco.

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Antonio Santoro

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Pierluigi Torregiani

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Lino Sabbadin

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Andrea Campagna

Nel 1979, arrivano gli altri tre omicidi: due a Milano e uno vicino a Mestre. Il 16 febbraio, nel giro di poche ore, vengono uccisi nel capoluogo lombardo il gioielliere Pierluigi Torregiani e a Mestre il macellaio Lino Sabbadin. Le due vittime avevano in comune una cosa: in precedenza avevano sparato e ucciso un rapinatore. Per il delitto di Torregiani, Cesare Battisti è stato poi condannato in quanto mandante e ideatore. Ad uccidere materialmente Torreggiani è stato invece Giuseppe Memeo, noto anche per uno degli scatti-simbolo degli anni di piombo (Foto), relativo agli scontri con la Polizia a Milano del 14 Maggi 1977.  Due ore dopo il delitto Torregiani, alle 18 viene assassinato Lino Sabbadin. In questo secondo omicidio, Battisti viene accusato di aver fornito “copertura armata”.

Il 19 aprile 1978, Andrea Campagna, agente della Digos milanese, viene ucciso con cinque colpi di pistola nella zona della Barona. Due telefonate al Secolo XIX e a Vita rivendicano l’omicidio a nome dei Proletari armati per il comunismo. Di questo delitto Battisti viene accusato di essere stato l’esecutore materiale.

 

  • Come è riuscito a sfuggire alla cattura per quasi 40 anni?
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Il presidente Italiano Sandro Pertini e quello francese Francois Mitterand

Evaso nel 1981 dal carcere di Frosinone, si dirige in Francia, a Parigi, dove vive da clandestino conoscendo anche la sua futura moglie. Poi va in Messico, dove nasce la sua prima figlia e dove lo raggiuge la condanna in contumacia all’ergastolo per quattro omicidi. Battisti torna a Parigi dove, nel frattempo, sono andate a vivere la moglie e la figlia. Nella capitale francese fa il portiere di uno stabile, ma frequenta una comunità di rifugiati italiani. Inizia a scrivere romanzi noir, con un certo successo, e a godere sia della protezione dello stato francese (Dottrina Mitterand), sia del sostegno degli intellettuali transalpini, che sostenevano che uno scrittore di successo non può essere privato della libertà perché la sua libertà vale di più di quella dei comuni mortali.

Resta in Francia fino al 2004 quando viene concessa l’estradizione in seguito alla caduta della Dottrina Mitterand ed alle continue reprimende della Corte dei Diritti dell’uomo che dichiarano inaccettabile l’ingerenza francese nelle questioni Risultati immagini per cesare battisti brasileitaliane e costringono i transalpini a mutare anche la parte relativa alla condanna in contumacia del proprio sistema penale. Cambiato il vento politico, in agosto Battisti fugge e torna latitante. Fa perdere le sue tracce fino a quando, il 18 marzo 2007 viene arrestato in Brasile. L’ex esponente dei PAC, però, si rivolge allo Stato sudamericano e chiede lo status di rifugiato politico, che ottiene all’inizio del 2009, dopo una prima richiesta respinta a novembre 2008. La concessione dello status di rifugiato politico ha creato forti dissapori tra Italia e Brasile. Il Tribunale supremo federale (Stf) brasiliano, il 18 novembre 2009, dichiara illegittimo lo status di rifugiato politico concesso dal governo, ma la decisione definitiva spetta al presidente Lula da Silva (vicino per ideologia a Battisti) che il 31 dicembre 2010, nell’ultimo giorno del suo mandato presidenziale, decide di non concedere l’estradizione.

Risultati immagini per cesare battisti brasileSi arriva così all’ottobre del 2017. L’ex terrorista viene arrestato all’inizio del mese mentre sta fuggendo in Bolivia dal Brasile, pochi giorni dopo che il presidente brasiliano Michel Temer si era espresso favorevolmente sull’estradizione in Italia. Lo stesso Temer, sempre a ottobre 2017, revoca lo status di rifugiato a Battisti e dà ordine di estradarlo in Italia. Ma l’ex terrorista fa ricorso ai giudici del Tribunale Supremo Federale che rinviano la decisione e concedono misure alternative agli arresti in carcere. Di Battisti si torna a parlare un anno dopo. Dopo la vittoria alle presidenziali di Bolsonaro, candidato di estrema destra, alla fine di ottobre 2018, Cesare Battisti fa perdere le sue tracce, finché il suo legale non precisa: si è semplicemente spostato da Cananeia – dove risiede – a San Paolo, dove si è riunito con i suoi rappresentati legali. Due mesi dopo, nel dicembre 2018, il Brasile annuncia: “Cesare Battisti deve essere arrestato per evitare il pericolo di fuga in vista di un’eventuale estradizione“. A ordinare l’arresto, con un provvedimento immediatamente esecutivo, è un magistrato del Supremo tribunale federale, lo stesso che nell’ottobre dell’anno precedente gli aveva concesso misure alternative al carcere. Il presidente uscente Temer firma il decreto, e Battisti sparisce. Il Brasile ammette che “potrebbe aver lasciato il Paese” e diffonde le foto di possibili travestimenti.

Battisti risulta latitante fino alla cattura avvenuta in Bolivia il 12 gennaio 2019.

 

  • Cos’è la “Dottrina Mitterand”?

La dottrina prende il nome del presidente socialista francese François Mitterrand e fu adottata dal consiglio dei ministri il 10 novembre 1982: «La Francia valuterà la possibilità di non estradare cittadini di un Paese democratico autori di crimini inaccettabili», nel caso di richieste avanzate da Paesi «il cui sistema giudiziario non corrisponda all’idea che Parigi ha delle libertà». Il presidente francese si opponeva a certi aspetti della legislazione anti-terrorismo approvata in Italia negli anni 1970 e 1980, che ha creato lo status di “collaboratore di giustizia” (noto comunemente come pentito), simile al crown witness inglese o al Witness Protection Program negli Stati Uniti, in cui è consentito a persone accusate di crimini di diventare testimoni per lo Stato e, eventualmente, di ricevere una riduzione della pena e una protezione.

La legislazione italiana prevedeva inoltre che, se un imputato fosse in grado di esercitare la sua difesa tramite i suoi avvocati, un processo tenutosi in contumacia non avrebbe avuto bisogno di essere ripetuto se l’imputato fosse stato alla fine arrestato. La procedura italiana in contumacia è stata confermata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU). La dottrina Mitterrand è stata de facto abrogata nel 2002, sotto il governo di Jean-Pierre Raffarin, quando Paolo Persichetti, un ex brigatista, è stato estradato dalla Francia. Il Consiglio di Stato francese l’ha dichiarata priva di effetti giuridici nel 2003, concedendo l’estradizione di Cesare Battisti.

 

  • Cosa succede ora?

Risultati immagini per carcere di oristanoIn cella da solo e 6 mesi di isolamento diurno. È il trattamento carcerario che, a quanto sembra, sarà riservato a Cesare Battisti. Il terrorista è stato trasferito nel carcere di Oristano e collocato nel circuito di alta sicurezza riservato ai terroristi. Ma non potendo in questa fase condividere l’ambiente detentivo con altri soggetti, ci sarà per lui una sistemazione ad hoc. Inoltre dovendo scontare la pena dell’ergastolo, sarà sottoposto per 6 mesi ad isolamento diurno.


Immagine correlataAbbiamo provato a rispondere a quelle che potrebbero essere le domande più comuni su questo personaggio, uno dei più controversi degli ultimi 40 anni per quanto riguarda il nostro Paese e non solo. Un altro tassello di una storia cupa e violenta, quella degli Anni di Piombo, ancora oggi forse poco conosciuta e studiata ma che ha influenzato profondamente e definitivamente tutto quello che siamo oggi.

Una storia fatta di sangue, paura, sparatorie, dolore, morti e feriti che ha contribuito a creare e forgiare una coscienza collettiva comune forse più di quanto sia successo con le due Guerre Mondiali. Un periodo storico che va approfondito e studiato, incuriosendo soprattutto le nuove generazioni, linfa vitale dell’Italia che sarà.

Imparare comincia sempre dal ricordare.