BANDO ALLOGGI, LA CONVENTIO AD EXCLUDENDUM DELLE OPPOSIZIONI DI AVELLINO

BANDO ALLOGGI, LA CONVENTIO AD EXCLUDENDUM DELLE OPPOSIZIONI DI AVELLINO

16 Settembre 2020 0 Di Sandro Feola

Se secondo le minoranze possono partecipare tutti tranne il Gruppo D’Agostino.

C’è qualcosa di piuttosto singolare nelle prese di posizione di alcuni esponenti politici di Avellino, che non mancano mai di esibirsi in un moralismo peloso ogniqualvolta si tratta di dare addosso ad Angelo Antonio D’Agostino. Singolare perché il loro argomentare – come spesso accade – è così palesemente sconnesso dalla realtà, e al contempo contraddittorio, da tradire faziosità e scarna onestà intellettuale.

Nella logica bizzarra di queste persone, l’imprenditore originario di Montefalcione dovrebbe, di fatto, rinunciare alla sua attività e ad interfacciarsi con la pubblica amministrazione perché sarebbe sempre parte di un presunto e mai dimostrato conflitto di interessi.

L’ultimo capitolo, come sempre noioso, della ormai lunga serie, riguarda gli alloggi popolari da destinare ai cittadini del Capoluogo. Alloggi di cui – è innegabile, inconfutabile, indiscutibile – il Comune di Avellino ha un urgente bisogno. E come si rimedia a un’emergenza abitativa? Avviando una procedura alla luce del sole per reperire abitazioni da dare a chi ne ha necessità, indicando nel bando pubblicato quali sono i requisiti che devono avere le stesse e chi le offre in vendita.

Come accade in qualsiasi contesto che si dica civile e democratico, dovrebbero poter partecipare tutti coloro che hanno a disposizione alloggi che presentano le caratteristiche richieste. E’ così in tutta Italia, con la sola eccezione di Avellino, dove alcuni esponenti dell’opposizione vorrebbero che a partecipare fossero tutti tranne le aziende di Angelo Antonio D’Agostino. Anche se i suoi alloggi hanno le caratteristiche richieste, l’imprenditore dovrebbe essere escluso per il semplice fatto che non abbia sostenuto gli avversari dell’attuale amministrazione comunale.

Non serve ricordare ai cittadini, e a chi ha la pretesa di rappresentare le istituzioni, che il nostro ordinamento giuridico si occupa anche di disciplinare le procedura di gara. E che su queste sovrintendono le autorità, le Procure e i Tribunali di ogni ordine e grado, che possono in qualsiasi momento chiedere conto di come viene amministrata la cosa pubblica. Non serve neanche ricordare che il Gruppo imprenditoriale di D’Agostino, impegnato tra l’altro a ridare un futuro al sodalizio calcistico locale, è una delle poche realtà che continua ad assicurare un significativo standard di crescita, garantendo costantemente nuova e vera occupazione.

Non per questo, ovviamente, il Gruppo D’Agostino merita trattamenti di favore né corsie preferenziali. Ma il fatto che il suo Patron non sia stato un sostenitore degli attuali oppositori di Palazzo di Città non può tradursi sistematicamente, ad ogni occasione, in una ingiustificabile penalizzazione.