AZZOLINA DICHIARA: “RIAPRIAMO LE SCUOLE IL 14”. DE LUCA RISPONDE: “IN QUESTE CONDIZIONI E’ IMPOSSIBILE”

AZZOLINA DICHIARA: “RIAPRIAMO LE SCUOLE IL 14”. DE LUCA RISPONDE: “IN QUESTE CONDIZIONI E’ IMPOSSIBILE”

28 Agosto 2020 0 Di Delfino Sgrosso

Continua lo scontro politico-istituzionale sulla riapertura della scuola. Il Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina, intervenendo in streaming con i giurati del Giffoni film festival, ha ribadito che la scuola aprirà il 14 settembre. “Abbiamo fatto un lavoro enorme – ha sostenuto la titolare del dicastero di viale Trastevere – per garantire la sicurezza di studenti, personale docente e non docente”.

Non si è fatta attendere, a poche ore di distanza, la replica del governatore della Campania De Luca: “Nelle attuali condizioni è impossibile riaprire le scuole – ha tuonato il presidente da Salerno, a margine di un incontro promosso dall’ordine degli psicologi – non so cosa riusciremo a fare in due settimane ma così non si può riaprire”.

Dal canto suo l’Anci Campania, nelle parole del suo presidente Carlo Marino, ha sottolineato come siano sempre di più i sindaci dei comuni italiani, tra cui quello di Avellino Gianluca Festa, a chiedere uno slittamento della riapertura al 24, per non sovrapporsi con le elezioni. Di contro il sindaco di Napoli De Magistris si dice contrario allo spostamento, sottolineando come l’attuale governo debba assumersi tutte le responsabilità di non aver saputo conciliare i calendari scolastici con quello elettorale.

Insomma, come da noi sottolineato qualche giorno fa, è un tutti contro tutti molto spesso giocato per meri fini elettorali sulla pelle dei cittadini. Il problema è sempre lo stesso: Governo ed istituzioni centrali dello Stato, pur in un emergenza senza precedenti, si sono mosse con colpevole ritardo e senza richiamare a se delle responsabilità importanti e determinanti nella gestione dell’emergenza stessa.

Assistiamo tuttora ad uno scaricabarile con pochi precedenti, con continui proclami ora di questo governatore, ora di quel sindaco, che contraddicono, puntualizzano, distinguono la loro opera rispetto a quanto deciso, per dir così, dalle alte sfere statali.

Una fastidiosissima sensazione di pseudo-anarchia, nella quale sguazza soprattutto chi non ha nulla da dire con grave preoccupazione delle famiglie italiane ed irpine, cui ancora nessuno riesce a rispondere all’angosciosa domanda: “Ma i nostri figli, a scuola, saranno al sicuro?”