AVELLINO, TRA MOMENTI NO, SOGNI E OBIETTIVI FALLITI

AVELLINO, TRA MOMENTI NO, SOGNI E OBIETTIVI FALLITI

18 Febbraio 2019 0 Di La redazione

Vittoria scacciacrisi e fondamentale. Può essere definito così il successo ottenuto dalla Scandone Avellino nell’ultimo turno di campionato. I campani hanno avuto la meglio su Brescia, giocando una partita praticamente perfetta a livello difensivo.

La Scandone è stata però trascinata dallo scatenato duo formato da Caleb Green e Keifer Sykes, che hanno ben realizzato ben 42 punti. Un bottino davvero niente male e che ha permesso alla Scandone di fare la differenza a livello offensivo, di ritrovarsi e di rilanciarsi dopo un mese di gennaio molto difficile, caratterizzato da tre sconfitte consecutive. Un periodo negativo che ha pesato e non poco sulla classifica. Ora però gli uomini di coach Nenad Vucinic occupano il quarto posto in classifica e sono in piena corsa per i play-off.

E sono proprio i play-off il primo e principale obiettivo stagionale di un roster costruito per esprimersi ad alto livello. Oltre ai già citati Green e Sykes, ci aspetta molto da Silins, arrivato qualche settimana fa. Un rinforzo importante e che sta facendo vedere e valere fin da subito il suo valore. L’ala lettone è una garanzia e una certezza nel tiro dalla lunga distanza e può davvero rappresentare e diventare l’arma in più. Gli occhi però non possono non essere puntati su Lorenzo D’Ercole. La sua esperienza e la sua personalità, che ne fanno appunto il capitano di Avellino, devono essere un qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà. Perché è questo in una stagione lunga a dover e a poter fare la differenza. Due giocatori fondamentali, soprattutto a livello difensivo, sono anche Campani e Harper, con l’americano che fa valere la sua fisicità sotto i tabelloni. Insomma, la Scandone sembra davvero avere tutte le carte in regola per dire la sua e per recitare un ruolo da protagonista.

I campani sono attualmente la terza favorita per la vittoria dello scudetto, dietro alla corazzata Milano e a Venezia. Un dato che fa capire il livello della Scandone e che fa ben sperare per i prossimi mesi. Ovviamente però, come sempre, a parlare sarà il campo, giudice inequivocabile, inappellabile e inopinabile. I sogni però sono ancora più vivi che mai.

Ci sono però anche le delusioni, e queste corrispondono alle Final Eight di Coppa Italia. Nei quarti di finale gli uomini di Vucinic si sono fatti beffare da Brindisi. La Scandone, dopo una bruttissima partenza, sale di livello con il passare dei minuti, giocando un terzo tempo strepitoso e rimontando uno svantaggio di 19 punti. Il +16 illude però i campani, che si fanno incredibilmente recuperare e che subiscono la beffa finale, firmata Banks. Un 92-95 che brucia e non poco e che il simbolo degli alti e bassi di una squadra che a volte sembra l’immagine perfetta del vorrei ma non posso. Ora saranno necessarie analisi, riflessioni e spunti. Ma occorrerà soprattutto lavorare e capire gli errori. Da questo si può crescere. Avellino può puntare in alto, ma sono vietati ulteriori distrazioni. Altrimenti sarà l’ennesima stagione da incompiuta e con il retrogusto amaro di occasione perduta.