AVELLINO. TELEFONINI IN CARCERE, SEQUESTRI A RIPETIZIONE. ULTIMO DESTINATARIO UN BOSS PUGLIESE

AVELLINO. TELEFONINI IN CARCERE, SEQUESTRI A RIPETIZIONE. ULTIMO DESTINATARIO UN BOSS PUGLIESE

1 Aprile 2021 0 Di La redazione

Nei pacchi indirizzati ai detenuti per Pasqua, la malavita pugliese aveva nascosto cellulari per favorire la prosecuzione di reati e affari illeciti da dietro le sbarre. I

l sindacato elogia il personale che diventa baluardo di legalità e denuncia un fenomeno, comune a molti istituti campani, che richiede inasprimenti delle norme e fondi aggiuntivi destinati a formazione e acquisto di tecnologie di contrasto.

Non solo telefonini nel sugo, altri dispositivi nelle scorse settimane sono stati intercettati nei frigoriferi e nelle cabine degli estintori.

L’ultima nota del Sappe

Il personale di Polizia Penitenziaria nello svolgimento dei compiti ha rinvenuto dei “circuiti interni” che, successivamente assemblati tra loro, componevano apparecchi telefonici funzionanti; attività questa che ha preceduto altri rinvenimenti di telefonini.

Dopo  un’operazione “ investigativa  ”  tra  varie  Autorità  Giudiziarie e previo coordinamento  tra  diverse  Forze dell’ordine è  stato possibile  rinvenire ulteriori 4 telefonini, di cui 3 abilmente nascosti in un intercapedine di una porta di un frigorifero in uso ai detenuti.

Le precise e brillanti indagini eseguite per il sequestro degli apparecchi hanno anche consentito di appurare il detenuto che aveva in uso illegittimo i cellulari, un soggetto di rilevante spessore criminale, appartenente alla criminalità organizzata pugliese.

Il fenomeno dell’ingresso illecito dei telefonini assume una rilevante entità che inequivocabilmente dimostra che la criminalità si fornisce di apparecchi telefonici per continuare i propri loschi affari nonostante la detenzione ne limiti i movimenti e la libertà.

Così la illecita comunicazione tra l’interno dei circuiti   detentivi penitenziari e l’esterno, favorisce la continuità di gravi reati tra cui la gestione delle  piazze di  spaccio di stupefacenti,  estorsioni,  nonché  lo  stesso  traffico di telefonini e droga all’interno delle strutture penitenziarie .