AVELLINO, SE QUESTA È L’OPPOSIZIONE

AVELLINO, SE QUESTA È L’OPPOSIZIONE

4 Ottobre 2019 0 Di Sandro Feola

Se l’opposizione all’attuale maggioranza a Palazzo di Città è quella che si riduce a un ripetitivo “il Ferragosto e le feste sono finite, andate a lavorare”, Gianluca Festa ha davanti a sé 5 anni di facile amministrazione e una riconferma assicurata almeno per un buon 50%. E ciò nonostante il primo cittadino di Avellino stia prendendo la cattiva e piuttosto dannosa abitudine di rispondere a tutte le critiche in maniera piccata, anche quando non vengono da parti politiche, come nel caso dell’associazione ‘Libera’.

Le opposizioni che si riducono a un moralismo peloso, evidentemente pretestuoso, rischiano di ricevere le spernacchiate di un’opinione pubblica che non solo ha compreso bene che rosicano ancora per aver perso elezioni considerate già vinte, ma che sa altrettanto bene che le critiche e le prediche non possono essere credibili, visti i pulpiti da cui vengono”.

Gianluca Festa

Attaccarsi alle virgole dell’Estate Avellinese per tentare di far passare l’idea che ci sia qualcosa di poco trasparente rischia di essere un boomerang. Non solo perché gli avellinesi hanno apprezzato l’impegno non da poco per allestire un cartellone che ha rivitalizzato una città in catalessi da troppo tempo, ma soprattutto perché è netta nell’elettorato – anche quello che ha votato contro Festa – la percezione che si stia consumando, in questi giorni, un nuovo scontro tra il corso inaugurato da Festa, Petitto e D’Agostino e l’apparato di potere impersonato dai vecchi notabili che ora si agitano non solo tra i banchi dell’opposizione di Palazzo di Città.

Stefano Luongo

La singolarità del moralismo al quale assistiamo è proprio in questo: nel venire da chi è percepito dai cittadini come personificazione di quel vecchio sistema di potere che questi hanno voluto archiviare. L’agitarsi di queste ore è proprio di questo sistema che non si rassegna all’idea che la città, e con essa la provincia, abbiano voluto svoltare. Se la direzione sia giusta, tuttavia, lo verificheremo meglio nei prossimi anni.

Per ora è chiaro che ai vecchi notabili e rispettivi portavoci brucia, e non poco. Tanto da prendersela pure con i balli di piazza, i concerti nei quartieri. E con la ritrovata allegria degli avellinesi.