AVELLINO. ONDATA STRAORDINARIA  DI ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO,  L’EMERGENZA È SENZA FINE

AVELLINO. ONDATA STRAORDINARIA DI ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO, L’EMERGENZA È SENZA FINE

17 Agosto 2022 0 Di La redazione

Da ferragosto in poi aumentati esponenzialmente gli accessi al Pronto Soccorso di Avellino. Si aggrava l’emergenza di un’organizzazione già in affanno. Operatori e malati ne pagano le conseguenze

S.o.s. per il Pronto Soccorso affollato di Avellino. L’estate 2022 potrebbe essere ricordata anche come quella dei record negativi per il numero di pazienti assistiti. La pandemia ancora in corso e il grande caldo, sommati alle carenze della medicina territoriale, restituiscono un sovraffolamento che sembra senza precedenti.

A nulla sono valsi i tentativi di arginare, con soluzioni mirate, la “piena” di pazienti che rischia, quotidianamente, di travolgere gli operatori in prima linea, sempre più esposti ad aggressioni fisiche e verbali. I lavori annunciati dai manager per l’ampliamento degli spazi fisici del Pronto Soccorso richiedono tempo. Neppure il blocco degli interventi chirurgici programmati, intanto, è riuscito a liberare posti letto e personale per “smistare” i copiosi arrivi. Anziani malati cronici e carenze estive di personale, stanno generando i nefasti risultati che si riscontrano puntuali negli ultimi anni.

E l’assistenza che per quantità e qualità viene meno in altri ospedali, anche fuori dai confini provinciali, rende ancora più drammatica la situazione di Avellino. Sono centinaia i pazienti presi in carico a partire da Ferragosto. Diversi hanno dovuto attendere e trovare riparo solo in ambulanza per l’improvvisa assenza di barelle dovute al grande afflusso. Una condizione di “normalità che peggiora” che accomuna tutta Italia, che in Campania è diffusa, ad Avellino è grave anche per la chiusura del Pronto Soccorso di Solofra.

Piani alternativi al caos, in fondo, non ce ne sono. A meno che l’onda anomala non cesserà o si recupereranno posti letto in reparto in via straordinaria. È l’amara constatazione di quanti si trovano ad attraversare le stanze del Pronto soccorso e a rimanervi a lungo, come in un girone infernale dantesco – pazienti e operatori insieme – condannati al peggio; in lotta ogni giorno, sperando di uscire a riveder le stelle.