AVELLINO.LA “PIPPA” DELLA CITTA’ SPACCATA E GLI “SGABELLI INSICURI”

AVELLINO.LA “PIPPA” DELLA CITTA’ SPACCATA E GLI “SGABELLI INSICURI”

11 Giugno 2019 0 Di Norberto Vitale

Anche Luca Cipriano, come Maurizio Petracca e lo stesso segretario del Pd Di Guglielmo, tornano sulla città spaccata in due dal voto del ballottaggio.

E’ singolare intanto che chi lancia di questi allarmi è in gran parte costituito da quelli che li hanno provocati.

Maurizio Petracca

Penso sia naturale che gli sconfitti utilizzino argomenti e tesi che in qualche modo li rimettano in campo. A condizione di non esagerare. Questa della città spaccata a me pare una esagerazione. Non c’è stato nessun Quarantotto il 10 giugno e dalle ore successive non si hanno notizie di barricate né di condomini in cui è intervenuta la Polizia per sedare risse post elettorali.

E’ la politica che si è spaccata, sono i partiti che si sono divisi. Il 50% degli avellinesi, che ha guardato a queste vicende con una indifferente alzata di spalle, è andato a votare per Festa o per Cipriano senza minimamente sentirsi incaricato di risolvere le varie ordalie che erano in corso.

Gli avellinesi adesso pensano ad altro. Guardano a Festa, e con il trascorrere dei giorni dimenticheranno Cipriano (sarebbe accaduto lo stesso se a vincere fosse stato Cipriano); quelli che l’hanno votato e quelli che non l’hanno votato, aspettano di capire cosa farà il nuovo sindaco, quali assessori e da quali competenze si farà affiancare, se metterà in campo da subito quella rivoluzione della normalità che ha promesso e ultimo ma non ultimo per la sua ravvicinata scadenza, se quest’anno tornerà e come il Ferragosto avellinese.

Giuseppe Di Guglielmo

Questa della città spaccata, che a furia di ripeterla entrerà di diritto nel già ampio novero delle pippe, sta nella testa di chi deve trovare un argomento da cui ripartire. Nella realtà non esiste. Nella realtà esistono partiti divisi e spaccati. Sono loro a doversi interrogare, a doversi se ci riescono e ne hanno voglia a pacificarsi. Lasciate in pace gli avellinesi, non ritrascinateli nella vostra perenne campagna elettorale utilizzandoli come tacchie a supporto dei vostri sgabelli diventati insicuri.