VITTORIE DI PIRRO. AVELLINO, IL TAR E IL CASO SCUOLA – LA NOTA

VITTORIE DI PIRRO. AVELLINO, IL TAR E IL CASO SCUOLA – LA NOTA

12 Dicembre 2020 0 Di Norberto Vitale

https://youtu.be/GOsfFAmYcgU

Per riaprire le scuole il 7 gennaio servono risorse e un’organizzazione quasi prussiana. Togliendo domeniche e festivi, il tavolo presieduto dal Prefetto Paola Spena ha 15 giorni di tempo per far quadrare ciò che per mesi non si è riusciti a far quadrare. Non si può escludere che la data del 7 gennaio possa dunque slittare.

Nel frattempo l’altro ieri, giovedì, c’è stato il decreto del Tar della Campania che ha accolto il ricorso di otto genitori di bambini che frequentano ad Avellino la scuola d’infanzia fino alla seconda elementare, chiuse dal 9 al 22 dicembre da una ordinanza del sindaco firmata l’8 dicembre. Quella ordinanza, scrive il Tar, non è giustificata dal principio di precauzione; non è supportata dalla valutazione della Asl e cade in una fase in cui l’andamento epidemiologico nazionale e regionale è in accertato miglioramento. Ieri dunque il sindaco Festa avrebbe dovuto riaprire queste scuole. Non l’ha fatto, non si sa se lo farà lunedì, non si sa se il comune di Avellino proporrà appello al Consiglio di Stato. Un atteggiamento giudicato, e criticato, come attendista. Invece, ha fatto bene. Sarebbe stato un irresponsabile se si fosse comportato diversamente: il Tar dice che devo riaprire? Ecco le chiavi e fate vobis. Se per il Tar le scuole si possono aprire, sanando così l’interesse legittimo dei genitori leso da quella ordinanza sindacale, sarà il Tar e indirettamente i promotori del ricorso, a dover rispondere di eventuali complicazioni che realisticamente potrebbero intervenire sul versante sanitario. Nella giornata di oggi, è il caso che qualcuno avverta il Tar, il tasso di positività ad Avelino è di 1 punto superiore a quello della media della Campania: 8,1 rispetto a 7,1.

L’attendismo del sindaco è invece un atteggiamento responsabile e quel principio di precauzione che il Tar non vede suffragato dalla sua ordinanza, viene invece riabilitato, può sembrare un paradosso, da chi ha promosso il ricorso. Infatti il legale dei genitori in un comunicato stampa scrive che “il provvedimento del Tar deve essere considerato come un invito a mettere da parte le divisioni e cercare un punto di equilibrio sull’apertura delle scuole all’insegna della gradualità e del rapporto costi-benefici”. C’è anche un attestato per Festa: “Come dice il sindaco, non possiamo dividerci in Guelfi e Ghibellini”.

Non credo che i giudici amministrativi si riuniscano in camera di consiglio per fare inviti. Prendono piuttosto decisioni che vanno rispettate o impugnate al Consiglio di Stato. Sembra dunque di capire che si dica: troviamo insieme la soluzione migliore su come e quando riaprire. Insomma si dice al sindaco di non affrettarsi a rispettare il decreto del Tar: “Il problema- ammette l’avvocato- non sono i prossimi 10 giorni da qui a Natale”.

Affiora cioè un qualche pentimento, e preoccupazione, per una vittoria che sembra essere quella di Pirro. Una vittoria di cui si sarebbe volentieri fatto a meno per le troppe responsabilità che potrebbe comportare.