AVELLINO.I CAMPIONI USA AL “PALADELMAURO” E LA BEFFA DA NON DIMENTICARE

AVELLINO.I CAMPIONI USA AL “PALADELMAURO” E LA BEFFA DA NON DIMENTICARE

12 Luglio 2019 0 Di Pellegrino Marciano

Universiade dai due volti per la città di Avellino.La consegna giovedì della medaglia d’oro agli Stati Uniti nel glorioso catino, in cui fino a qualche mese fa giocava la SS Felice Scandone, da parte di due personaggi simbolo del basket nostrano.Gianluca Festa oggi Sindaco del capoluogo ed ex cestista biancoverde e Ciro Mellilo già Presidente del sodalizio irpino.

Per la città di Avellino sarà stato sicuramente un onore ospitare un evento così importante come le Universiadi, ma siamo certi che Festa e Melillo ieri abbiano vissuto emozioni contrastanti.Da un lato c’erano i campioni di Usa, Ucraina e Australia, dall’altro un Palazzetto dello Sport che i due conoscono fino alle viscere, di cui sono stati entrambi grandi protagonisti e che oggi senza più la Scandone in massima serie, dopo i guai giudiziari di Mister Sidigas, potrebbe divenire luogo simbolo di una beffa destinata a diventare indimenticabile per la città.

Gli inni nazionali, una pacca sulla spalla, una medaglia e ancora ricordi per il Sindaco di Avellino che in settimana si era anche accollato la spesa di 20mila euro per l’iscrizione della squadra di basket in Serie B.Il suo resterà un gesto di rara umanità.

Poi è toccato a Melillo, vivere quelle stesse emozioni.Lo spigoloso Presidente già nei nostri studi, nella puntata di Studio Sera con Norberto Vitale, aveva raccontato la situazione che si stava vivendo in casa Scandone:”Stipendi non pagati e debiti altissimi” manco a dirlo.Cosa avranno pensato entrambi sentendo il “battito” del Paladelmauro ancora regolare, ascoltando ancora il cigolio delle scarpette americane sul parquet, guardando ancora quella Coppa Italia esposta sotto i riflettori, in realtà nessuno lo sa.Quello che si sa oggi è che 71 anni di storia e sacrifici sono stati cancellati con un colpo di spugna, da una società apparentemente alla canna del gas ma che sembra non volersi arrendere.Sembra sinceramente che in pochi ci abbiano capito veramente  qualcosa.L’unico obbligo della  città dovrebbe essere quello di non dimenticare, di non perdonare, di non voltare le spalle alla propria storia sportiva.Il resto si vedrà.