AVELLINO. GLI “SBALLOTTAGGI” CHE CONDUCONO NEI BUCHI NERI

5 aprile 2018 0 Di Vincenzo Di Micco

Imparare dagli errori del passato è ciò che dovrebbe contraddistinguere i (vecchi e nuovi) partecipanti alle prossime comunali. Difficilmente accadrà. L’utopia di una Città capoluogo e il futuro primo cittadino non inghiottiti, ancora una volta, da metodi sbagliati…

Galassia Avellino. La nebulosa di gas e polveri – candidature e programmi – resta fitta. Ancora due mesi al voto, uno alla presentazione delle liste: politicamente parlando i due appuntamenti sono ancora lontani anni luce.

Il big bang del 4 marzo continua a produrre effetti su onda lunga: la vittoria degli anti-sistema sembra indurre Centrodestra e Centrosinistra a rifuggire dai simboli di partito, a scegliere per la carica di sindaco degli alieni – possibilmente che non abbiano mai avuto contatti ravvicinati con la Politica – ad esplorare galassie mai sondate in precedenza per le alleanze.

Nel Movimento 5 Stelle, intanto, i puristi della prima ora sussurrano a Houston: “Abbiamo un problema”; sono i metodi, i capi scelti dai capi, che tolgono ossigeno alle ambizioni dei pionieri dell’universo grillino: nella base in molti si sentono scavalcati, non lo diranno però, per non essere catapultati fuori.

Dilagano, poi, i civici: altrimenti detti cinici, se pur di portare un rappresentante nello spazio del Consiglio comunale preferiranno distruggere e non costruire; ma non tutti riusciranno a compilare gli elenchi quando scopriranno che tra gli argonauti andranno inserite 11 donne, oppure che gli altri candidati di sesso maschile nel frattempo hanno già trovato riparo altrove.

Naturalmente, osservati da altri oblò, cinici sono quei partiti incapaci di rinnovarsi realmente e che obbligano i civici a snobbarli del tutto pur di raggiungere il bene comune. E via così, di gas e polveri, ad ingrossare la nebulosa.

Nello spazio infinito dei mondi possibili, possibile è l’utopia. Legittima, quella di chi ambisce a vincere al primo turno col 50% più 1. Del tutto improbabile che accada in realtà. E per questo motivo di utopia vogliamo proporne qui un’altra: candidati sindaci e programmi definiti già al primo turno.

Basta con l’utilità marginale, col partecipare per vedere l’effetto che fa, basta con “io ho una, due, tre liste pronte”, basta con promesse che null’altro sono che balle spaziali, basta con lo “spetta a me fare il sindaco”. Non è questa la Politica attesa dagli esseri umani-elettori.

Utopia è governare i processi prima che diventino ingovernabili – è affermare prima cosa accadrà dopo – le consultazioni per le Politiche di queste ore confermano. Patti chiari sulle cose da fare e amicizia lunga se davvero si vogliono esplorare nuove galassie dell’amministrare.

Più semplicemente, si scelga la via della ragione nella composizione delle liste, s’individuino pochi ma chiari punti chiave da realizzare, s’intraprenda il viaggio elettorale come se il ballottaggio non esistesse; si decidano sin da subito gli apparentamenti, o sin da subito si escludano alleanze impossibili. Si dirà che la legge non prevede questo. In fondo era solo utopia, quella strada utile ad Avellino per non continuare a vagare nel suo microcosmo.

Il grosso rischio, qualunque formazione approdi a Piazza del Popolo, è di un Foti – bis, e attenzione, non è un giudizio di merito. Bensì di metodo. Quello per cui un primo cittadino finirebbe col diventare bersaglio delle pretese di partiti-non partiti, cinici poco civici o atavici asteroidi pronti a distruggere tutto ciò che impattano in traiettoria.

Scendendo dalla luna per rimettere i piedi sulla terra, giova ripetere il proverbio: patti chiari, amicizia lunga, è il detto di chi vuole mettere le cose in chiaro prima, onde evitare spiacevoli sorprese dopo… la Città capoluogo inghiottita dal buco nero di un nuovo inesorabile “sballottaggio”.