AVELLINO.ECCO PERCHE’ CIPRIANO RIPERDEREBBE LA PARTITA MILLE VOLTE

AVELLINO.ECCO PERCHE’ CIPRIANO RIPERDEREBBE LA PARTITA MILLE VOLTE

11 Giugno 2019 0 Di Norberto Vitale

Si deve rispetto alla commozione che ha accompagnato Luca Cipriano nella conferenza stampa in cui ha spiegato le ragioni della sconfitta. Per tre volte si è fermato per riprendere fiato e trattenere le lacrime, per poi continuare a riannodare i fili sparsi della sua campagna elettorale.

luca cipriano

Luca Cipriano

Si deve rispetto anche alle motivazioni che Cipriano ha fornito per spiegare la sconfitta di misura subita da Festa, al quale ha detto di aver telefonato per rinnovargli gli auguri che aveva già postato sui social nelle ore immediatamente successive allo scrutinio. “Rispettiamo i vincitori -ha detto in un passaggio- e da loro attendiamo risposte reali, limpide, oneste” che la città attende.

Sulla propria condotta elettorale, Cipriano ha detto che rifarebbe esattamente quello che ha fatto. Se questo dovesse accadere, riperderebbe e con uno scarto molto più ampio dei 700 voti del 10 giugno. Aumenterebbero gli aderenti all’azionariato popolare di Festa; crollerebbe nel borsino elettorale la società per azioni che ha sostenuto Cipriano.

Questo non per la cosiddetta “supponenza” che deriverebbe dal suo carattere e che egli stesso in qualche modo accredita quando dice che una parte dell’elettorato “si è sentita più rassicurata dalla proposta di Festa” e neanche tanto per l’eccesso di aggressività soprattutto mediatica con cui ha inseguito l’avversario reo di rappresentare il vecchio sistema quando il vecchio sistema stava molto più dalla sua parte che in quella di Festa.

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Incappando peraltro in una contraddizione che meglio non potrebbe essere spiegata con le parole usate oggi nel suo editoriale da Gianni Festa: “Egli- scrive il direttore del Quotidiano del Sud- non è stato generoso con la storia della città, demolendo il passato senza discernimento, fino a disconoscere una classe dirigente che si era battuta per consegnarli il simbolo del partito. Talvolta è sembrata anche eccessiva la sua prudenza nel legittimare la presenza dei suoi autorevoli sostenitori o, viceversa, nel beffeggiare i suoi oppositori”.

luca cipriano

Rifacesse esattamente le cose che ha fatto, Cipriano riperderebbe la partita sempre che ci siano all’orizzonte concrete possibilità di rigiocarsela. Credo che Cipriano non abbia perso perché “Avellino in parte mi ha tradito”, “Perché in parte ha fatto una scelta incoerente” e nemmeno perché “In parte si è sentita rassicurata dalla proposta di Festa”. Ha radice più lontane e diverse.

cipriano

L’anno scorso propose un progetto di alternativa che pur nella sua ruvidezza, e a differenza di quello concorrenziale del M5s, si presentava comunque con le carte in regola per essere credibile e coerente anche agli occhi e all’attenzione di quella borghesia cittadina che di quel sistema che si voleva archiviare, pure era stata un architrave.

Quest’anno Cipriano avrebbe dovuto aggiornare quel progetto, emendarlo e trovare compagni di viaggio. Lo ha fatto ma il risultato è stato quello di proporre un progetto capovolto e incoerente che in caso di vittoria gli avrebbe procurato non pochi e non semplici grattacapi. Il mondo di riferimento di Cipriano è certamente quello del centrosinistra ma il primum vivere, garantirsi cioè la legittima aspirazione ad essere il candidato sindaco, gli ha fatto scegliere i compagni di viaggio sbagliati o comunque parzialmente se non poco e punto rappresentativi di quel mondo.

Maurizio Petracca

Credo che questo suo progetto fondasse su un’alleanza strategica di ferro con Maurizio Petracca piuttosto che con Di Guglielmo, De Luca, D’Amelio e Mancino. In caso di elezione avrebbero messo mano alla progressiva scalata del Pd e al progressivo ricambio delle facce e delle storie rimaste in via Tagliamento. In questo Cipriano sarebbe stato sia pure in maniera postuma coerente con il suo progetto iniziale.

Riperderebbe anche perché avrebbe qualche difficoltà a trovare nuovi e diversi compagni di viaggio. Non per le divisioni che sono intervenute nel centrosinistra in questa campagna elettorale. In politica, la ricomposizione è quasi un elemento fisiologico che prima o poi prende il sopravvento. A meno di un plebiscito che gli dovesse essere riconosciuto, non troverebbe alleati decisivi e consistenti dal punto di vista elettorale se riparte dalla propria auto candidatura a sindaco. Se intende riprovarci, Cipriano deve ripartire esattamente da qui: per provare a costruire le ragioni di una investitura, che è un po’ più complicata di quella che ti viene offerta da chi si sente alla canna del gas, o per decidere di aver già dato e chiuderla lì.