AVELLINO. DOPO LA SFIDUCIA AL SINDACO LE REAZIONI DENTRO E FUORI AL CONSIGLIO COMUNALE

AVELLINO. DOPO LA SFIDUCIA AL SINDACO LE REAZIONI DENTRO E FUORI AL CONSIGLIO COMUNALE

25 Novembre 2018 0 Di La redazione
Raccogliamo qui i comunicati stampa di analisi della sfiducia arrivati in queste ore da partiti e movimenti

MOVIMENTO SOVRANITÀ NAZIONALE
“Con il voto del ballottaggio, la città di Avellino ha offerto a sé stessa la possibilità di aprire una stagione amministrativa nuova, affidando a Ciampi la responsabilità di essere l’uomo del cambiamento, finanche della rivoluzione, rispetto ad un meccanismo di potere autoperpetuante da decenni, nonostante le pessime prove di governo.
La inadeguatezza di Ciampi, motivo principale della odierna sfiducia, non cancella la necessità, vera e sentita, della città di rompere con il Centrosinistra” dichiara Damiano Genovese, (ormai ex) consigliere comunale più votato del Centrodestra e da poco anche consigliere provinciale, che decadrà dalla carica.
“Avevamo sostenuto apertamente Ciampi, e non solo al secondo turno ma anche nel suoi primi atti amministrativi, nonostante già fosse chiaro, con la nomina di una giunta politica e monocolore, che il sindaco giocasse al tanto peggio tanto meglio” commenta Ettore de Conciliis, segretario regionale del MNS, mentre Damiano Genovese, continua, puntando il dito sulle responsabilità politiche del M5S: “in aula si entra con una maggioranza che Ciampi non ha mai cercato, convinto che bastasse il suo vanaglorioso e prosaico convincimento di rappresentare tutti gli avellinesi, sebbene il suo Partito abbia avuto la fiducia di meno del 15% dell’elettorato. Un vero dilettante, un confusionario, in campagna elettorale permanente sui social ma oggettivamente allo sbando nelle dinamiche e negli equilibri dell’aula. La sfiducia è solo colpa sua, resta solo da capire se sia stata una inquietante strategia eterodiretta o solo la evidenza della sua insipienza”.
Non risparmia frecciate anche al centrosinistra il segretario provinciale del MNS, Giovanni Candela: “il passato ha sfiduciato il finto interprete del futuro” mentre Gianclaudio Di Vito, segretario cittadino aggiunge: “la prossima volta il quadro politico sarà diverso, Ciampi non creda che sia scontata la sua rielezione”.
In conclusione, l’intera struttura politica del MNS esprime i sensi della propria delusione per questa grande occasione mancata per la città di Avellino, che avrebbe potuto liberarsi delle scorie del Potere ma che, purtroppo, ha scelto una compagine incapace di offrire una amministrazione solida e finalmente incisiva sui tanti problemi.
“Siamo già da oggi in campo per le nuove elezioni comunali che si terranno ad Avellino” chiude Genovese, che conclude “gli avellinesi hanno già capito cosa significa indirizzare le sacrosante istanze di cambiamento e rinnovamento a degli improvvisati che avrebbero potuto fare tanto ma hanno preferito giocare ai soldatini di chi, da Roma, ha messo la firma su questa operazione consumata ai danni della città”.

 

AVELLINO CITTÀ IDEALE

Quanto si è consumato nella giornata di sabato 24 novembre 2018, nella città di Avellino non può in alcun modo essere definito solo come semplice atto finale di una amministrazione comunale che non si è mai insediata, a nostro modesto avviso si tratta della vera conclusione di un sistema politico che non aveva i caratteri di rinnovamento, o di discontinuità rispetto al passato, tanto decantati, e strombazzati in Campagna elettorale.

Il dato è inequivocabile: Il Movimento Cinque stelle, a livello nazionale ed a livello locale mostra tutti i suoi limiti interni ed esterni, e si pone, questa è la più grande delusione per chi li ha sostenuti e spinti, più per interesse personale che per una vera volontà di cambiamento, come la perfetta prosecuzione di quello che in questi anni ha progressivamente e spesso alterato gli equilibri della Cosa Pubblica. E’ stato evidente sin da subito: il ferragosto, le nomine in Giunta, ed ancora i direttori artistici e la organizzazione del Natale. Nessuna novità insomma sotto il sole, in maniera Gattopardesca, cambiare tutto perché nulla cambi. La discussione di questo ultimo Consiglio Comunale, ha visto ancora una volta la politica lasciata fuori da quelle stanza, ancora una volta si è parlato di post, di atteggiamenti, di richieste, di tentativi di accordi sotto banco, di chi è sempre stato in maggioranza pur eletto in opposizione, ma nessuno o forse pochi hanno ricordato che la Città ha perso e che dovrà ancora una volta tornare alle urne, senza aver visto nessun miglioramento. Senza aver respirato visioni, senza aver visto all’orizzonte un sogno, una idea di evoluzione sociale e culturale. Il buio più totale, durato mesi, durante i quali neanche i partiti tradizionali hanno provato ad uscire dalle beghe di cortile, e dallo starnazzare dei social, mostrando quali via di uscita si possano percorrere in un prossimo futuro, perché sia chiaro questa giunta e questo sindaco escono sconfitti, ma nessuno è vincitore, se presenterà alla città le stesse facce, le stesse dinamiche, gli stessi atteggiamenti, lo stesso violento linguaggio, vuoto di contenuti e di spessore. Perderemo ancora ed ancora se ci presenteremo cercando le stesse attenuanti dei mesi passati, le stesse generiche considerazioni, che conta il peso in città, e che occorrono i “ portatori di voti”. E’ tutta una grande bugia che si racconta ad una città, piccolo- borghese, che protegge ormai un benessere effimero, e che ha ormai la possibilità di trovare la forza per costruire una vera alternativa fatta di coraggio, di competenza, e di pulizia mentale. Noi non staremo a guardare, ma nessuno a questo punto dovrebbe. Occorre la forza di svegliarsi dal torpore e ricominciare a correre. Il futuro è molto aperto, e dipende da noi, da noi tutti. Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani. E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori. Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità del futuro che sono aperte.

Avellino città ideale

 

RIVA DESTRA AVELLINO  

Riva Destra Avellino, si rammarica per l’anticipata conclusione della Consiliatura, durata ufficialmente in carica meno di cinque mesi. La particolare situazione di un sindaco senza maggioranza, non giustifica la contesuale ed esplicita rinuncia, da parte del Consiglio Comunale, a decidere ed affrontare le questioni urgenti di sua stretta competenza. La responsabilità che tutti invocavano si è tramutata in interessi politici e particolarismi e si è chiaramente  messo da parte le aspettative di una intera città. I ventitre consiglieri comunali di Avellino che ieri hanno votato la sfiducia al sindaco, decidendo di sciogliersi ed andare a casa, hanno deliberatamente scelto anche di non affrontare questioni impellenti a cui erano tenuti a dare risposte; in primis la situazione finanziaria e l’eventuale dichiarazione di dissesto. Più che di sciacalli, dunque, è più corretto parlare di struzzi, dato che hanno preferito non guardare a ciò che accadeva nascondendo la testa sotto la sabbia.

Se questi nostri rappresentanti immaginano di trarre vantaggi politici da questa decisione dimenticano che i cittadini sono interessati solo alle risposte date alle esigenze della collettività e terranno ben a mente chi si è volontaraiamente sottratto al compito a cui era delegato, in ragione di strumentali motivi politici. Nella speranza che il periodo di commissariamento della città non pregiudichi la regolare vita amministrativa dell’ente, alle prossime elezioni comunali, Avellino  avrà modo di far sentire ancora la sua voce continuando a chiedere la discontinuità che solo qualche mese fa ha chiaramente invocato allontanando qualche “struzzo” in più.

Vincenzo Quintarelli

 

LA NOTA STAMPA DELL’EUROPARLAMENTARE DI FORZA ITALIA FULVIO MARTUSCIELLO

La scelta di sfiduciare il sindaco di Di Maio dimostra che ad Avellino c’è classe dirigente. Quanti consiglieri comunali non avrebbero preferito la poltrona alla battaglia politica. Qui invece ad Avellino con il voto anche della Lega ha mandato a casa l’inconcludenza con la fascia tricolore”. Lo dichiara in una nota Fulvio Martusciello europarlamentare di Forza Italia.