AVELLINO AL VOTO.QUELLE MANI SULLA CITTA’…CHE NON SI VEDONO

AVELLINO AL VOTO.QUELLE MANI SULLA CITTA’…CHE NON SI VEDONO

6 Maggio 2019 0 Di Norberto Vitale

Si conferma che questa campagna elettorale altro non è che la continuazione della precedente. Non dovrebbe né potrebbe esserlo.

L’anno scorso c’erano due coalizioni che ognuna a modo suo rappresentavano per Mai+ e per il M5s i fortini da cui Avellino avrebbe dovuto disfarsi definitivamente per rimettersi in linea e in sintonia con il futuro. Un anno dopo, soprattutto nel campo del fu centrosinistra, basta l’alleanza trovata tra un pezzo del Pd e Mai+, con il concorso di metà dei centristi, per sostenere che bisogna liberarsi di quel che resta fuori di loro per rimettere la solita Avellino sul solito binario del futuro? Non sarebbe più semplice ed anche più onesto dire che cosa fatta capo ha e parlare con precisione e nel dettaglio in nome di quale progetto amministrativo si chiede il voto?

E’ nostra intenzione proseguire il lavoro avviato l’anno scorso”, dice Luca Cipriano che considera questo il secondo tempo della partita cominciata l’anno scorso. Farei notare che quella partita si è consumata e quella che si sta giocando si sta giocando a porte abbastanza chiuse. Vengono lanciati messaggi incrociati e trasversali, opponendo la propria purezza alle impurità che contraddistinguono gli altri, si denunciano quinte colonne che lavorano nell’ombra, dissimulano al soldo e per gli interessi del partito che intende mettere le mani sulla città.

Da più parti si evocano e si invocano i conflitti di interesse che nel caso farebbero capo alle liste che sostengono Gianluca Festa per il fatto che un imprenditore, Angelo D’Agostino, abbia detto che vota per Festa. Quasi che un imprenditore, ovunque si collochi a questo punto, è un portatore malsano di interesse.

E’ lo stesso imprenditore che l’anno scorso, non qualche decennio fa, si è candidato alla certa sconfitta alleandosi con il Partito Democratico e rendendo quella sconfitta meno accoppante. Da candidato al Parlamento andava bene, da elettore di Festa vuol mettere le mani sulla città. In realtà se c’è qualcuno che non rappresenta questo pericolo è proprio chi si espone: se faccio parte del partito delle mani sulla città, mando avanti qualcun altro, brigo, lavoro sotto traccia non mi metto nelle condizioni di essere permanentemente illuminato dai riflettori. Eppure si censura preventivamente una condizione professionale che diventa l’impronta digitale dell’affarismo ma ci si guarda bene dall’impegnarsi con la stessa attitudine a mettere in guardia da ciò che non si vede e che si fa finta di non vedere.

E mentre si monta tutta questa giostra, accade che siano genericamente d’accordo più che in disaccordo. Prendete le targhe alterne. Tutti i candidati dicono di non approvare la durezza dell’ordinanza del prefetto Priolo, tutti dicono che il blocco delle auto è inutile perché il grosso delle polveri sottili che viene imprigionato nella conca di Avellino deriva da altre fonti di inquinamento, tutti aggiungono di essere al fianco delle proteste dei cittadini e dei commercianti, e ognuno rimanda a ricette successive di medio e lungo periodo. Senza dire che anche il prossimo sindaco di Avellino, quando gli sforamenti continueranno, farà esattamente se non peggio la stessa cosa che ha fatto il commissario prefettizio.