AVELLINO AL VOTO.CRONACHE MARZIANE E POCHI DI BUONO SI CONTENDONO LA CITTA’

AVELLINO AL VOTO.CRONACHE MARZIANE E POCHI DI BUONO SI CONTENDONO LA CITTA’

21 Maggio 2019 0 Di Norberto Vitale

Sono cronache dolorose e irritanti, ma anche cronache marziane come quelle che si affastellano negli ultimi giorni di campagna elettorale. A proposito di marziani: se uno di questi atterrasse ad Avellino e leggesse i giornali di questi giorni, non capirebbe se non una cosa: a contendersi il governo della città ci sono comunque dei poco di buono.

Per le ombre, i sospetti, le accuse che ognuno utilizza nei confronti degli altri e dagli altri viene ripagato con la stessa moneta, il marziano non avendo a disposizione pregresse informazioni concluderebbe che sono abbastanza vicini a come reciprocamente si descrivono. Dunque, alla fine, comunque dei poco di buono. Vorrei tranquillizzare il marziano invitandolo a tornare dopo le elezioni: adesso fanno così, consumato il passaggio elettorale di poteri forti, interessi inconfessabili, mani sulla città, con annessi sindaci di legno al loro servizio sentiremo parlare non prima dei prossimi cinque anni.

Nel frattempo, mandato via il marziano, non si capisce questa reciproca delegittimazione ad uso temporaneo, usa e getta, cosa farà guadagnare ad ognuno se davvero pensano di guadagnare qualcosa con questi argomenti.

Senza dire degli altri temi, più o meno gli stessi dall’inizio, su cui questa campagna elettorale si sta avviando alle urne.

Passiamoli in sintetica rassegna quelli che offre la giornata. Partendo da quelli sui quali ancora in queste ore batte Luca Cipriano. Definisce De Caro, l’unico deputato del Pd che sostiene Gianluca Festa, “il campione indiscusso dell’incoerenza” perché dopo aver usato nei confronti di Festa giudizi al vetriolo, oggi lo ritiene il miglior sindaco per Avellino. A naso, coerenza per coerenza, mi pare siano molto più ingombranti e molto più irrisolte e reticenti le risposte che sul tema della coerenza toccherebbero a Cipriano.

Ferdinando-Picariello

Su un altro tema si rischia, anzi si va verso l’incarognimento. Come fanno il M5s e lo stesso Cipriano. Picariello offre intanto una specie di scoop: la giunta Ciampi è stata affossata dagli interessi urbanistici che noi stavamo contrastando. Che ci fossero e ci siano interessi urbanistici, in senso stretto e in senso lato, non ci piove. Che Ciampi e la sua giunta avessero messo in campo una politica urbanistica non risulta. Su questo terreno, la questione urbanistica dei 5 Stelle è rimasto un titolo del programma: urbanistica partecipata e buonanotte ai suonatori.

Serve per dire, in uno con Cipriano, che siccome il candidato Festa è sostenuto tra gli altri da Angelo D’Agostino, la città verrà consegnata agli interessi dei costruttori. D’Agostino quali leggi in generale, quali norme del Puc ha violato, quali facilitazioni ha ottenuto, quali delibere ad personam oggi ieri e l’altro ieri si è fatto intestare, quel terreno era forse agricolo e un attimo dopo è diventato edificatorio, quali mazzette ha pagato per poter costruire quel complesso edilizio in città? Cipriano stamattina si è fatto filmare in quei pressi ma tutto ha detto tranne che almeno mezza cosa che rispondesse ad una di queste domande. Da qui lo abbiamo difeso e continueremo a farlo da chi lo considera un candidato sindaco pregiudicato per il fatto soltanto di essere indagato per peculato nella vicenda del “Carlo Gesualdo”. Continueremo a difendere un principio che vale sempre e comunque per tutti ed anche per Cipriano ma Cipriano non può certamente dare lezioni a Sibilia. Fa peggio del sottosegretario manettaro che almeno, ma questo non lo scusa, parte da una indagine in corso che ha una sua ipotesi di reato. Fa peggio perché senza argomenti e senza prove accusa un imprenditore di essere uno speculatore e cementificatore che aggira le leggi e le converte a suo favore grazie al suo potere economico e alla influenza che con questo farebbe pesare sugli amministratori e sulla politica.

elezioni avellino 2019

Rispetto a questo imbarbarimento, nel quale si sta rivelando molto attivo il suo candidato, il Partito Democratico che lo sostiene non spreca un fiato neanche per consigliare un minimo di sobrietà e prudenza. In questo silenzio anche assordante degli esponenti di un partito che è stato ampiamente diffamato, accoppato, messo sotto i piedi dalla narrazione giustizialista colgo la disperazione di chi si sta giocando una carta che potrebbe essere l’ultima e allora a brigante, brigante e mezzo. Né colgono il fatto che anche se dovesse finire bene, non saranno più loro a tessere il filo. In consiglio comunale, comunque finisca, rischiano di arrangiarsi con due-tre consiglieri comunali.