AVELLINO AL BIVIO TRA RESPONSABILITÀ, COMPETENZA E UN PERICOLOSO SALTO NEL BUIO

AVELLINO AL BIVIO TRA RESPONSABILITÀ, COMPETENZA E UN PERICOLOSO SALTO NEL BUIO

8 Giugno 2018 0 Di Sandro Feola

Dopo una campagna elettorale resa singolare, anche in àmbito locale, dalla novità del populismo, gli avellinesi si troveranno dopodomani a dover fare una scelta tra la responsabilità amministrativa e un pericoloso salto nel buio. E’ la scelta tra chi incarna in sé quella esigenza di rinnovamento della classe dirigente da coniugare con autorevolezza e capacità gestionale, e chi, tra promesse irrealizzabili, candida prestanomi da telecomandare, senza alcuna capacità amministrativa.

Vincenzo Ciampi, M5S

E’ innegabile che il populismo del M5S, nella sua accezione più negativa, ha dato ad Avellino il peggio di sé. Non solo perché i suoi candidati appaiono del tutto inadeguati alla complessità della macchina amministrativa, ma anche perché le proposte avanzate durante le scorse settimane, alcune delle quali anche irresponsabili, hanno suscitato, più che altro, la ilarità altrui. Basti pensare all’abbattimento del Mercatone, alla assunzione di vigili urbani e cantonieri in un ente che non può permetterselo; al reddito di cittadinanza in salsa locale, che il candidato a sindaco, incalzato dalla stampa che ne reclamava le coperture, ha dovuto derubricare a semplice “aiuto alle famiglie”. Pagare le bollette, ad esempio. Un sostegno, questo, che però già esiste da diversi anni. Insomma, siamo alle solite: un po’ di promesse irrealizzabili, un po’ di populismo da quattro soldi.

Luca Cipriano, Mai Più

“Mai Più” pur avendo beneficiato di una campagna mediatica decisamente efficace, è stato percepito dagli elettori e dagli analisti più come la espressione di un risentimento che come un contenitore di idee per il cambiamento. Non a caso Cipriano lo ha chiamato “Mai Più” , e probabilmente senza volerlo, ha dato alla sua creatura (nomen omen) una connotazione negativa. Gli elettori vogliono sapere qual è la direzione che viene loro indicata, il sentiero buono da imboccare, le idee migliori per il loro futuro, non il racconto astioso di un passato che, peraltro, conoscono molto bene.

Sabino Morano, Forza Italia

Del centrodestra, volendo semplificare forse più del dovuto, verrebbe da dire “non pervenuto”. Rischieremmo, però, di fare un torto a un candidato di qualità come Sabino Morano, che con passione ha saputo dare una forma, anche se solo per le elezioni, a un centrodestra che continua a essere vittima di chi ne regge le redini da 25 anni. In definitiva il centrodestra c’è, si propone ancora una volta all’elettorato, ma proprio nella considerazione dei cittadini continua a essere inadeguato alla gestione della città. E non per le persone in sé, ma perché continua a essere percepito come una entità a disposizione del “padrone” che ne impedisce il radicamento e ne blocca sistematicamente la crescita.

Nello Pizza, Pd

Salto nel buio, dunque. Agli elettori di Avellino non resta, pertanto, che affidare il proprio consenso a coloro che sono riusciti a coniugare la esigenza di discontinuità con il passato, con autorevolezza e capacità amministrativa; a coloro che hanno detto con chiarezza che si muoveranno in piena autonomia, badando a partiti e correnti solo per quanto giusto e necessario, ma non oltre; a coloro che hanno parlato con chiarezza agli avellinesi descrivendo la città per quella che è, senza nascondere la realtà, con le sue difficoltà e poi hanno prospettato soluzioni vere, concretamente realizzabili, e non un insieme di promesse fuori da ogni contesto concreto.

In questo senso è innegabile che il laboratorio di Nello Pizza possa rappresentare l’opzione migliore per una città che ha l’esigenza di affidarsi in mani autorevoli, serie, competenti, laboriose e lungimiranti. E soprattutto nelle mani di chi, se eletto, avrà la forza di dire ‘No’ a tutti coloro che penseranno di poterlo prevaricare.