ATTACCATI AL TRAM DELL’ELISEO 

ATTACCATI AL TRAM DELL’ELISEO 

30 Ottobre 2019 0 Di Sandro Feola

Una domanda in premessa: destinare ai Carabinieri quattro stanze di una struttura delle dimensioni dell’Eliseo significa farne una caserma? Significa stravolgerne la destinazione d’uso, trasformando la “casa del Teatro” nell’Area 51? O come penserebbe qualsiasi persona dotata di un livello già solo minimo di buonsenso significherebbe consentire una presenza non solo funzionale agli uomini della Benemerita, ma anche una tutela ad una zona ormai da anni oggetto delle “attenzioni” di vandali, spacciatori e delinquenti di ogni genere?

Gianluca Festa

Le dichiarazioni del Sindaco Festa e quelle del Comandante provinciale dell’Arma hanno confermato che quella dei Carabinieri sarebbe una presenza discreta e al tempo stesso utile in primis alle attività di tipo culturale che in quella sede dovranno essere realizzate. Bruno Gambardella, probabilmente unico assessore alla cultura ad essersi occupato in maniera “laica” e pragmatica della vicenda, ha avuto modo di evidenziare due aspetti che le le associazioni interessate, evidentemente molto meno laiche e con una scarsa consapevolezza della poca liquidità che c’è nelle casse comunali, probabilmente ignorano:

Bruno Gambardella

a) La presenza di Carabinieri, Polizia di Stato o Polizia municipale che sia, è pienamente compatibile con la vita della struttura. Sempre che, ovviamente, l’Amministrazione comunale una vocazione culturale dimostri di averla;

b) per manutenere le non poche strutture cittadine a “vocazione culturale” occorrono risorse, così come ne occorrono per le iniziative che queste devono ospitare. 

Puerile immaginare che bastino slancio e passione ideale; così come a nulla serve l’approccio ideologico di certe associazioni che considerano le Forze dell’Ordine come il penultimo retaggio del ventennio fascista. La presenza dei Carabinieri significherebbe, d’altronde, avere le risorse necessarie per tenere in vita l’Eliseo e in parte anche per dare sostanza ai programmi di impegno culturale che in questo devono essere realizzati.

Che non lo accettino associazioni dall’approccio poco “laico”, ci sta. Ma che attaccate al tram dell’Eliseo seguano alcune delle opposizioni “moderate” ci sorprende non poco e ci sconcerta un bel po’. In fondo si tratta davvero solo di leggersi un po’ di carte, di acquisire la consapevolezza dei bilanci e di essere ragionevolmente pragmatici.
Anche se si occupano i banchi dell’opposizione, si può fare. Specie quando si ha l’ambizione di amministrare la città.