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ATRIPALDA, L’IPOTESI DI RITORNO ALLE URNE (PARZIALE) PRENDE CORPO

Tra un anno e mezzo, forse due, ad Atripalda si potrebbe tornare al voto. L’ipotesi clamorosa, ma non tanto peregrina, è al vaglio dei legali che studiano il caso. Ad innescare la miccia della “bomba politica” il ricorso al Tar presentato dall’ex sindaco Paolo Spagnuolo. I 121 voti di scarto che hanno decretato il successo di Geppino Spagnuolo alle elezioni dello scorso giugno, non sembrano più così tanti. Il caso ricorda per molti aspetti quello di Cervinara dove – valutati dai giudici diversi profili d’illegittimità –  in due sezioni si è rivotato di recente dopo le elezioni di due anni fa.

Nel caso di Atripalda le contestazioni riguardano ben sette sezioni. I legali di Paolo Spagnuolo sostengono la tesi, supportata da testimonianze e verbali, che alcuni voti siano stati espressi su schede non vidimate, che mancherebbero delle schede dai conteggi, e che le procedure adottate per lo scrutinio non siano state corrette; per accelerare lo spoglio le schede sarebbero state scrutinate in maniera cumulativa anziché singola e ciò avrebbe generato presunte storture nell’attribuzione delle preferenze. Anche in ambienti vicini alla maggioranza, comincia a circolare la consapevolezza che una nuova chiamata alle urne sia da mettere in preventivo. Prima che un verdetto confermi quelle che, lo ripetiamo, restano al momento ipotesi giudziarie-amministrative, ci vorrà comunque tempo, quello dei ricorsi e delle resistenze fino al Consiglio di Stato.

E, naturalmente, neppure si possono scrivere sentenze a priori. Resta un precedente, quello di Cervinara, con sensazioni che via via si tramutano in concreta ipotesi: in qualche sezione al voto si tornerà. Forse non in sette. Ma anche soltanto in due, come a Cervinara, metterebbe tutto in discussione in riva al Sabato. Fino ad allora, nel frattempo, chissà quante cose sono destinate a cambiare in un quadro politico sempre più fluido. Voci non confermate darebbero l’ex sindaco Spagnuolo in avvicinamento a Forza Italia. Membri d’opposizione Pd potrebbero, invece, dare sostegno alla maggioranza.

Un vero rompicapo che ad Atripalda terrà banco a lungo nei prossimi mesi, in attesa del verdetto della giustizia amministrativa ed eventualmente del nuovo giudizio degli elettori.

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Vincenzo Di Micco

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