ARIANO IRPINO, TENTANO DI INTRODURRE TELEFONI CELLULARI IN CARCERE ATTRAVERSO UN BIMBO

ARIANO IRPINO, TENTANO DI INTRODURRE TELEFONI CELLULARI IN CARCERE ATTRAVERSO UN BIMBO

7 Settembre 2018 0 Di Anna Guerriero

Gli uomini della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Ariano Irpino hanno rinvenuto e sequestrato due telefoni cellulari destinati ad un recluso napoletano. Sgomentano le modalità con le quali si è tentano di introdurre i telefoni cellulari. A darne notizia è Emilio Fattorello, Segretario Nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
“Questa mattina, all’ingresso dei familiari detenuti al settore Colloqui del carcere di Ariano Irpino, durante i controlli di routine sulla persona di un bambino, il metal detector segnalava qualcosa di anomalo. Si rinveniva, occultato sotto il pantaloncini del bimbo, un involucro ricoperto da nastro adesivo. Due telefoni cellulari venivano così scoperti all’interno dell’involucro. Il detenuto cui era diretto il pacchetto – F.F. definitivo per reati comuni, di origini napoletane – aveva già tentato, in altro carcere, di far entrare droga nel pannolino di altro figlio. Per questi motivi, è sottoposto al regime punitivo dell’art. 14 bis O.P. Non ci sono,ormai, parole per descrivere tali disonorevoli episodi. Ancora una volta ci congratuliamo con il personale di Ariano. Gli apparecchi sequestrati erano perfettamente funzionante. Al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria rinnoviamo la richiesta di interventi concreti come, ad esempio, la dotazione ai Reparti di Polizia Penitenziaria di adeguata strumentazione tecnologica per contrastare l’indebito uso di telefoni cellulari o altra strumentazione elettronica da parte dei detenuti nei penitenziari italiani”, aggiunge il leader campano del SAPPE. “Il rinvenimento è avvenuto – spiega Donato Capece, Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, – grazie all’attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio ad Ariano Irpino, al quale va il nostro apprezzamento”. Capece ricorda anche come “sulla questione relativa all’utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo”. E sottolinea come “i telefonini rinvenuti e sequestrati sono sempre più piccoli”. “Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi necessari, come quelli che consentano di “schermare” gli istituti penitenziari al fine di neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e di dotare tutti i reparti di Polizia Penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale”, conclude il SAPPE.