ARCHEOLOGIA IN IRPINIA. TRE CASI SEPOLTI IN CERCA DI AUTORI

ARCHEOLOGIA IN IRPINIA. TRE CASI SEPOLTI IN CERCA DI AUTORI

22 Giugno 2021 0 Di Vincenzo Di Micco

Il misterioso sito abitato del V secolo A.C. recentemente scoperto a Grottaminarda, l’anfiteatro romano sepolto da 50 anni sotto cavalcavia e stazione di carburanti ad Atripalda, le imminenti indagini lungo il tracciato dell’Alta Velocità ferroviaria Napoli-Bari. Cosa hanno in comune?

Indiana Jones non avrebbe avuto neppure bisogno di mappe. Alla scoperta del tesoro, gli archeologi “veri” ci arrivano seguendo l’istinto.
È passando dalla fantascienza alla realtà che le cose si complicano: l’immaginifico e affascinante patrimonio  storico-paesaggistico-culturale del Paese, in particolare al Sud, resta sepolto.
Spesso costretto a fare i conti con burocrazia, arretratezze e carenze delle macchine amministrative, al fondo l’occasione sempre sprecata di investire in Cultura, muscolo spesso dimenticato dell’immaginazione e dello sviluppo.

Analizziamo qui tre vicende diverse, per tempi e circostanze, che forse val la pena riannodare.

Partiamo dall’ultimo ritrovamento archeologico in Irpinia di cui si è avuta notizia – e purtroppo non da canali ufficiali: il ritrovamento di un antichissimo sito abitato alla frazione Carpignano di Grottaminarda (Av). L’insediamento risalirebbe al periodo osco-sannita (circa 2.500 anni fa) come testimonierebbero alcuni reperti recuperati ai margini di un cantiere trentennale per la realizzazione della strada Lioni-Grottaminarda. La vicenda è avvolta da un silenzio tombale.

Stessa sorte per un altro importante rinvenimento e stavolta non certo una “sorpresa” archeologica, la presenza dell’anfiteatro romano dell’antica Abellinum lungo la centralissima via Appia che attraversa la città di Atripalda. Da mezzo secolo ne è nota la presenza, negli anni ‘70 la necessità di urbanizzare finì per “ingabbiarlo”: sui suoi gradoni oggi si reggono un cavalcavia autostradale e una stazione carburanti.

Nello specifico intervento, risalente ad inizio aprile, è stata condotta all’unisono un’indagine tra l’azienda – che aveva necessità di rinnovare l’impianto – e la Sovrintendenza. Pronti via, non appena le mura sono riaffiorate alla civiltà, l’ampia eco del caso arrivata sui media nazionali e i tavoli romani del ministero,  ha portato all’eclissi per stagnazione. Che ne sarà del sito e dell’attività produttiva è al momento materia per legali.

Cinquant’anni fa, come oggi, le vicende insegnano che a mancare è la progettualità. Che sia nota o meno la “sorpresa” si finisce ogni volta in un limbo che cancella e non valorizza, che rallenta, frena e quasi mai aggiunge.


Tante le possibili spiegazioni, a cominciare da un ente statale disseminato su ampi territori ma senza più personale (per Avellino non ci sarebbe neppure più un architetto in sovrintendenza).
A contraltare e a peggiorare le sempre più arzigogolate leggi sugli appalti mai fino in fondo veramente semplificate.

Non sono mancati, certo, sul piano locale e nazionale  esempi di promozione territoriale a partire dai rinvenimenti. Rarità da studiare per il futuro ora che i siti rischiano di rimanere nelle nebbie perenni in attesa di futuri Indiana Jones.

In assoluto la più grande delle prossime sfide in Irpinia sul tema archeologico sarà l’ Alta Velocità Ferroviaria Napoli-Bari.

Si annunciano centinaia di scavi lungo il tragitto dei futuri binari. Ma con quali prospettive? È un treno questo che l’Irpinia non può perdere con necessità assoluta di farlo sfrecciare.  Anche perché intorno alla stazione Hyrpinia potranno crearsi piattaforme e delimitarsi infiniti suoli per la logistica – sperando servano al lavoro e non a cattedrali nel deserto –  ma come sarebbe bello ricordare dove poggiano i nostri piedi, ripercorrere i sentieri fino in fondo, alle radici, collegati dal passato, verso il futuro.
Ecco infine, le tre storie, distinte, sono accomunate  dalla necessità di profonde riforme, politiche e culturali per scrivere pagine nuove.
Cercasi autori per risolvere misteri buffi, preferibilmente non Indiana Jones.